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Mutui: tra tasso fisso e variabile, c’è anche il variabile con CAP

Pubblicato il 23-11-2017 | Aggiornato il 13-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
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L’interrogativo che di questi tempi va per la maggiore tra chi è in procinto di stipulare un mutuo è se scegliere il tasso fisso o quello variabile. Si sa che chi opta per il fisso ha oggi la garanzia di pagare interessi bassi come mai prima d’ora per tutta la durata del finanziamento. A tempo stesso, l’indice Euribor, base di calcolo per il variabile, ormai da parecchi mesi negativo, assicura rate anche più convenienti rispetto a quelle di un mutuo a tasso fisso. Una situazione inedita che ha indotto alcune banche a introdurre la cosiddetta clausola ‘floor’ ovvero un limite al ribasso oltre il quale l’interesse pattuito contrattualmente, dato dalla somma dell’Euribor più lo spread della banca, non può scendere.

Mutuo casa: trova il migliore
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Gli esperti stimano che dall’inizio del 2019 l’Euribor tornerà a crescere lentamente sino a tornare positivo solo nel 2021. Quindi, chi oggi stipula un mutuo a tasso variabile può dormire sonni tranquilli ancora per tre/quattro anni. Ma che succederà dopo? Considerando la lunga durata dei mutui? A fine 2007, ad esempio, l’Euribor a 3 mesi era poco al di sotto del 4,4% contro il -0,33 di oggi. Perciò, se si fanno due conti, è facile capire quanto pesantemente le oscillazioni del mercato potrebbero incidere sulle future rate, a causa di quei rialzi dei tassi che si potrebbero registrare da qui a 25/30 anni.

Una soluzione alternativa può essere scegliere un mutuo a tasso variabile con CAP, una formula che ultimamente ha registrato una crescita e che funziona come il classico mutuo a tasso variabile, ma che prevede un tetto massimo, fissato all’atto della firma del contratto. Oltre tale soglia, il tasso non può salire indipendentemente dalle oscillazioni del mercato. Questa soluzione prevede il pagamento di spread un po’ più alti rispetto a quelli del classico mutuo a tasso variabile, ma per i primi anni garantisce ancora un risparmio rispetto al fisso. Successivamente, le rate potrebbero anche crescere ma già in partenza si sa almeno a cosa si va incontro.

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