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Direttiva Ue case green: ecco gli edifici che potrebbero essere esclusi dalle ristrutturazioni

Pubblicato il 14-02-2023 | Aggiornato il 12-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
mutui news direttiva ue case green ecco gli edifici che potrebbero essere esclusi dalle ristrutturazioni

La direttiva green dell'UE sulle case è in discussione, come bozza, al Parlamento europeo.

Però alcuni Paesi dell'Unione hanno edifici vecchi o antichi, per cui la ristrutturazione potrebbe risultare molto costosa.

Si sta quindi pensando di escludere alcuni immobili dalla norma.

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In cerca di compromessi

Il 9 febbraio 2023 è stata approvata dalla Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo la bozza di direttiva europea sulle case green. A marzo il voto sarà effettuato nell'assemblea plenaria.

Il testo della proposta prevede il passaggio dalla classe energetica F alla E entro il 2030 e dalla E alla D entro il 2033.

Le possibili esenzioni

Come accennato, si sta ipotizzando di dare la possibilità ai vari Stati di prevedere l'esenzione di alcune categorie di immobili rispetto ai livelli minimi di prestazioni.

Per esempio, potrebbe essere possibile esentare edifici antichi o dal particolare valore architettonico (si salverebbero i nostri centri storici) e quelli che sono in areevincolate o protette, edifici di culto, stabilimenti balneari, strutture temporanee (per esempio quelle adibite a uffici nei cantieri) e immobili autonomi con superficie sotto i 50 metri quadri.

Le seconde case

La deroga dovrebbe riguardare anche le case usate meno di quattro mesi all’anno o con un consumo di energia inferiore del 25% rispetto a quello necessario qualora fossero abitate per 12 mesi.

Ricadono in questa categoria, per esempio, le seconde case, usate per lo più in vacanza: in Italia sono 5 milioni e mezzo.

Edifici residenziali pubblici

Inoltre le deroghe potrebbero coinvolgere anche i palazzi adibiti a uso residenziale pubblico, qualora i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico dovessero provocare un aumento dell'importo degli affitti oppure se fosse difficile effettuarli per costi esorbitanti o per questioni tecniche.

A queste caratteristiche in Italia rispondono circa 2,6 milioni di edifici.

Energy Performance Renovation Fund

Infine, ci sono novità anche sul fronte degli incentivi: la nuova bozza della direttiva UE prevede che ogni Paese possa offrire ai cittadini sostegni economici perché possano effettuare le spese necessarie di ristrutturazione per rispettare gli standard richiesti.

Si parla di un nuovo piano finanziario (Energy Performance Renovation Fund) per consentire maggiori finanziamenti e investimenti pubblici e privati, anche integrando risorse nazionali già esistenti.

Più tempo per recepire le norme

I vari Paesi avranno anche più tempo per recepire, a livello della normativa nazionale, le prescrizioni dell'UE: probabilmente iltermine non sarà più quello di fine novembre 2023, ma arriverà a due anni dal varo definitivo della direttiva.

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