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Mutui italiani più cari in UE, ma il tasso medio è in discesa

Pubblicato il 17-03-2026 | Aggiornato il 17-03-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
giovane coppia preoccupata guarda il pc

Nonostante l’Italia resti tra i paesi europei con i mutui più costosi, segnati da tassi d’interesse superiori alla media Ue, le erogazioni continuano a crescere, trainate soprattutto dalla domanda dei giovani. 

Gli ultimi dati, inoltre, evidenziano una leggera discesa dei tassi, che facilita l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento e apre nuove opportunità per chi sogna di acquistare casa. 

Facile.it, sito leader per il confronto di mutui online, analizza i numeri più recenti dei report FABI, ABI ed Experian, tracciando un quadro aggiornato del mercato dei mutui italiani.

Mutuo casa: trova il migliore
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Sommario

Tassi d’interesse: un'Italia dai mutui più cari d’Europa

Le famiglie italiane ricevono più mutui, potendo concretizzare il sogno di acquistare casa. Lo dimostra l’ultimo report ABI, secondo cui, le erogazioni di prestiti e finanziamenti sono in continua e graduale crescita. 

Tuttavia, l’indagine FABI sul costo dei mutui e dei prestiti in Italia, evidenzia come proprio gli italiani siano svantaggiati, perché le banche e società finanziarie nel nostro Paese applicano i tassi d’interesse più alti rispetto della media UE. 

A quanto pare, questo valeva nel 2025 come nel 2026, anno in cui il quadro internazionale, le guerre in corso e l’inflazione, rendono improbabile un allentamento delle condizioni di finanziamento.

La Federazione Autonoma Bancari Italiani - FABI, appunto - ha rilevato che a inizio 2026 il tasso medio sui mutui in Italia si attestava al 3,55% contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Più cara del nostro paese la Germania, con un tasso medio del 3,84%.

Rapporto ABI, marzo 2026: erogazioni in continua e graduale crescita

L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha pubblicato l’ultimo rapporto sull’andamento del mercato dei mutui e dei prestiti. Il report si basa su dati rilevati a febbraio 2026 e dimostra alcune evidenze che riguardano la domanda e l’offerta di finanziamenti nel nostro paese.

In particolare, dal Rapporto mensile ABI di marzo 2026, emerge che:

  • l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo 2025;
  • per le famiglie è il quattordicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento;
  • a febbraio 2026, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,42% (3,45% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023.

In sintesi, l’offerta di mutui incontra con favore la domanda dei consumatori dal momento in cui il totale delle erogazioni da parte di banche e società finanziarie è in crescita. D’altra parte, l’acquisto di nuove case è favorito da preventivi mutuo convenienti, dal tasso d’interesse medio in discesa.

Il timone del mercato: mutuo giovani e under 36

Se l’Italia vanta i mutui più cari d’Europa, ma la domanda è in aumento, a guidare il mercato sono i giovani, nel dettaglio i Millennial e la Gen Z. Lo dimostra il Rapporto sul Credito di Experian pubblicato a gennaio 2026, secondo cui la generazione di “nativi digitali” (i Millennial) sarebbe la più attiva sul fronte delle richieste, rappresentando il 48,4% della domanda totale. 

Anche le richieste da parte della Gen Z hanno registrato un aumento del +11%, a riprova del fatto che il mercato dei mutui è trainato dai giovani. Questi ultimi opterebbero per le soluzioni a loro più convenienti, ovvero le formule agevolate di mutuo giovani under 36 e, in assenza di grandi risparmi da parte, per il mutuo al 100 per cento garantito dal Fondo Prima Casa CONSAP.

  • L’Italia vanta i mutui più cari d’Europa, con un tasso medio rilevato da Fabi del 3,55%.
  • Secondo l’ultimo rapporto ABI, pubblicato a marzo 2026, le erogazioni di mutuo sono in continua crescita e il tasso medio è in discesa.
  • Il mercato dei mutui è guidato dai giovani Millennials, che rappresentano a inizio 2026 il 48,4% delle richieste.
In sintesi
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