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Immobiliare, nel 2025 boom di investimenti in negozi, hotel e logistica

Pubblicato il 23-01-2026 | Aggiornato il 23-01-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
vetrina di un negozio

Il 2025 ha registrato nuovi record per il mercato immobiliare italiano, con il ritorno alla fiducia degli investitori e un volume di transazioni prossimo al massimo storico. A guidare la crescita, pilastri del mercato come il retail e il turismo, accanto a settori emergenti, dal living all’alternative. 

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Sommario

Un anno record per l’immobiliare: l’indagine Dils sui settori più performanti del 2025

Dils, società che effettua indagini nel mercato immobiliare, ha fatto il punto sui settori più performanti del 2025 del real estate italiano.

Lo studio Italian Real Estate Market 2025 ha evidenziato che, lo scorso anno, gli investimenti immobiliari complessivi hanno raggiunto circa 12,4 miliardi di euro: il livello più alto degli ultimi sei anni e vicino al massimo storico.

I risultati migliori si sono ottenuti nel quarto trimestre (4,4 miliardi di euro), favoriti probabilmente dal calo dei tassi d’interesse sui mutui. 

Infatti, come indicato dal Rapporto Mensile ABI pubblicato a dicembre 2025, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,30% (3,31% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).

Queste performance confermano il ritorno alla fiducia degli investitori. Ecco quali settori hanno trainato il mercato.

I pilastri del mercato: retail, hospitality e logistica

Il retail, che include i negozi al dettaglio e i centri commerciali, ha rappresentato il comparto più dinamico

Nel 2025, gli investimenti hanno raggiunto 3,4 miliardi di euro, aumentati del 39% rispetto all’anno precedente, per un volume di transazioni di circa 1,1 miliardi di euro in finanziamenti per aprire attività.

Il turismo si conferma traino del mercato immobiliare e comparto molto attrattivo per gli investitori. Per volumi investiti è al secondo posto dopo il retail con circa 2,4 miliardi di euro: la migliore performance degli ultimi sei anni. 

Nelle quotazioni immobiliari, Roma si è distinta per l’interesse degli investitori verso asset iconici e strutture con potenziale di riposizionamento nel segmento luxury, con oltre 650 milioni di euro investiti nel 2025.

Anche la logistica ha registrato un anno solido. Si parla di quasi 2,2 miliardi di euro destinati a magazzini, centri di stoccaggio e hub logistici aziendali.

Il settore degli uffici chiude l’anno con investimenti per 1,9 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto al 2024. Tuttavia, il quarto trimestre ha mostrato segnali di ripresa, con circa 800 milioni di euro (+20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

Gli investimenti immobiliari in living e alternative

Il settore living, che include gli immobili residenziali destinati ad affitti gestiti professionalmente come residenze per studenti, co-living o case per anziani, rientra comunque tra i preferiti dagli investitori (più di un 1 miliardo di euro investito, in aumento di oltre il 70% rispetto al 2024.

Il comparto alternative (immobili adibiti a strutture sanitarie, impianti sportivi e altre infrastrutture particolari) ha registrato anch’esso un anno record, superando 1,5 miliardi di euro di investimenti e oltre 600 milioni solo nel quarto trimestre.

Come cambia il mercato immobiliare nel 2026

In base ai dati ABI, gli ultimi mesi del 2025 hanno registrato un calo dei tassi d’interesse sui mutui. 

Gli esperti però sostengono che il mercato immobiliare è in profonda trasformazione, segnato da un crescente squilibrio tra costo del credito e reddito effettivo.

Le recenti manovre della BCE hanno favorito un parziale rientro e agevolato la fiducia degli investitori, ma le stime di mercato parlano di una crescita strutturale dei tassi proprio a partire dal 2026.

Gli analisti evidenziano che lo scenario attuale si innesta su una criticità di fondo**: i redditi reali delle famiglie italiane sono rimasti quasi fermi**, tra i più bassi in Europa negli ultimi 15 anni. Significa che presto gli equilibri potrebbero essere più onerosi, con effetti diretti sulla sostenibilità e la concedibilità dei mutui.

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