logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Mutui, l'Italia si allinea alla media europea: tasso al 3,58%, ma in Spagna e Portogallo il credito costa meno

Pubblicato il 09-10-2026 | Aggiornato il 09-10-2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
professionisti in

Ad agosto 2026, accendere un mutuo per la casa in Italia è costato, in media, quanto nel resto dell'area euro. Secondo le statistiche sui tassi bancari della Banca Centrale Europea, il tasso medio sui nuovi finanziamenti per l'acquisto dell'abitazione si è attestato al 3,58%. È appena due centesimi di punto sotto la media dell'eurozona, salita al 3,60%.

Dietro la media, però, le differenze tra Paesi restano ampie. In Portogallo e Spagna il mutuo costa intorno al 3%, mentre in Germania si arriva al 4%. Ecco come si colloca l'Italia, quanto pesa questa distanza sulla rata e cosa può cambiare dopo il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla BCE a settembre.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore
  • Ad agosto 2026, il tasso medio sui nuovi mutui casa in Italia è al 3,58%, in linea con la media dell'eurozona (3,60%) e in aumento di 0,30 punti in un anno.
  • In Portogallo e Spagna il costo del mutuo è intorno al 3%, in Germania arriva al 4%: su 126.000 euro in 25 anni la distanza tra Italia e Spagna vale circa 36 euro di rata al mese.
  • Dopo il rialzo BCE di settembre il variabile è il più esposto: in Italia il 93% delle richieste resta a tasso fisso, ma la quota del variabile è salita al 7%.
In sintesi

Sommario

Mutui in Europa: i tassi Paese per Paese

Il confronto si basa sull'indicatore composito del costo del credito per l'acquisto di abitazioni calcolato dalla BCE. L'indicatore misura il tasso d'interesse medio applicato dalle banche sui nuovi mutui, combinando tutte le tipologie di tasso e di durata.

A differenza del TAEG, non comprende le spese accessorie come istruttoria e perizia. In compenso è calcolato con la stessa metodologia in tutti i Paesi dell'area euro, e permette quindi un confronto omogeneo.

La tabella mette a confronto agosto 2025 e agosto 2026 nei principali mercati.

PaeseAgosto 2025Agosto 2026Variazione in un anno
Portogallo2,88%3,03%+0,15 punti
Spagna2,69%3,04%+0,35 punti
Francia3,01%3,20%+0,19 punti
Grecia3,58%3,30%-0,28 punti
Irlanda3,58%3,52%-0,06 punti
Italia3,28%3,58%+0,30 punti
Media eurozona3,31%3,60%+0,29 punti
Paesi Bassi3,49%3,91%+0,42 punti
Germania3,71%4,00%+0,29 punti

Fonte: BCE, statistiche sui tassi d'interesse bancari, costo del credito alle famiglie per l'acquisto di abitazioni (nuove operazioni).

I Paesi dove il mutuo costa meno che in Italia

Portogallo e Spagna hanno il tasso medio più basso dell'eurozona, rispettivamente al 3,03% e al 3,04%. Tra i mercati con tassi inferiori a quelli italiani, però, la Spagna è quello cresciuto di più: +0,35 punti in un anno, contro i +0,30 dell'Italia. Il vantaggio dei mutuatari spagnoli si è quindi ridotto rispetto a dodici mesi fa, pur restando superiore al mezzo punto.

Sotto il livello italiano si collocano anche la Francia (3,20%), la Grecia (3,30%) e l'Irlanda (3,52%). Grecia e Irlanda sono gli unici Paesi della tabella in cui il costo del mutuo è sceso nell'ultimo anno, in controtendenza rispetto al resto dell'area euro.

I Paesi dove il mutuo costa di più

All'estremo opposto c'è la Germania, dove il tasso medio sui nuovi mutui ha raggiunto il 4%, 42 centesimi di punto sopra l'Italia. Poco sotto si trovano i Paesi Bassi, al 3,91%, che registrano anche l'aumento annuo più marcato tra i mercati considerati: +0,42 punti.

Quanto pesa la differenza sulla rata

Pochi decimali di tasso possono sembrare irrilevanti, ma su un finanziamento lungo l'effetto si accumula. Per dare un ordine di grandezza, abbiamo applicato i tassi medi nazionali a un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, con ammortamento alla francese e tasso ipotizzato costante per tutta la durata.

  • Al tasso medio italiano del 3,58%, la rata mensile sarebbe di circa 636 euro, con circa 64.900 euro di interessi complessivi.
  • Al tasso medio tedesco del 4%, la rata salirebbe a circa 665 euro. Sarebbero circa 29 euro in più al mese e quasi 8.700 euro di interessi aggiuntivi sull'intera durata.
  • Al tasso medio spagnolo del 3,04%, invece, la rata scenderebbe a circa 600 euro. Rispetto al livello italiano, sono 36 euro al mese in meno e circa 10.800 euro di interessi risparmiati.

Si tratta, chiaramente, di un esercizio teorico. Le medie nazionali mettono insieme mutui con caratteristiche molto diverse. Il costo reale di un finanziamento dipende dall'offerta della singola banca, dal profilo del richiedente, dal rapporto tra importo e valore dell'immobile e dalle spese accessorie, che queste cifre non includono.

Fisso o variabile: cosa dicono i dati

Nell'area euro, il tipo di tasso pesa sul costo del mutuo quanto il Paese in cui lo si sottoscrive. Secondo la BCE, ad agosto 2026 i mutui a tasso variabile o fissato per non più di un anno costavano in media il 3,86%, con un aumento di 17 centesimi di punto in un solo mese. I finanziamenti con tasso fisso per oltre dieci anni si fermavano invece al 3,43%: nella media dell'eurozona, la formula con il costo più contenuto.

In Italia la stabilità della rata resta la scelta prevalente, ma il quadro sta cambiando. Secondo l'Osservatorio Facile.it – Mutui.it, nei primi otto mesi del 2026 il 93% delle richieste di mutuo ha riguardato il tasso fisso. La quota del variabile è però salita al 7%, dall'1% dello stesso periodo del 2025, spinta dalle condizioni favorevoli offerte a inizio anno su questo prodotto.

Lo stesso spostamento emerge dai finanziamenti effettivamente erogati. Secondo la Banca d'Italia, a luglio 2026 i nuovi mutui con tasso fissato per non più di un anno, cioè sostanzialmente i variabili, sono arrivati al 29% del totale, contro il 19,9% di giugno.

Nel frattempo la distanza tra le due formule si è ridotta: nelle simulazioni di Facile.it di settembre 2026, riguardanti un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, a copertura del 70% del valore dell'immobile, le offerte a tasso variabile disponibili online partivano da un TAN del 2,65%, con una rata iniziale di 575 euro. Quelle a tasso fisso partivano da un TAN del 3,15%, con una rata di 607 euro.

La differenza è di circa 32 euro al mese a favore del variabile. In cambio, chi lo sceglie resta esposto ai futuri movimenti dell'Euribor.

Il costo effettivo dei mutui in Italia

Per conoscere il costo complessivo, comprese le spese accessorie, il riferimento è il TAEG rilevato dalla Banca d'Italia. A luglio 2026 il TAEG medio sui nuovi mutui per l'acquisto dell'abitazione si è collocato al 3,81%. A giugno era al 3,95% e a maggio al 3,96%.

Un'altra rilevazione istituzionale, quella dell'ABI, segnala invece una ripresa ad agosto. Il tasso d'interesse medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni è salito al 3,56%, dal 3,40% di luglio. È un indicatore diverso sia dal TAEG della Banca d'Italia sia dall'indicatore della BCE, ma conferma la stessa direzione: dopo una fase di relativa stabilità, il costo del credito per la casa è tornato a salire.

Per chi deve scegliere un mutuo, le differenze tra questi indicatori sono anche un promemoria pratico. Il TAN da solo non racconta il costo reale del finanziamento. Per confrontare offerte diverse in modo omogeneo conviene guardare il TAEG, insieme alla durata e alle eventuali condizioni legate a prodotti accessori.

Il rialzo della BCE e le prospettive per i prossimi mesi

I dati europei di agosto fotografano il mercato prima dell'ultima decisione di Francoforte. A settembre, il Consiglio direttivo della BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, con effetto da metà mese. Il tasso sui depositi è salito al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%.

È il secondo rialzo del 2026, dopo quello di giugno. La BCE lo ha motivato con le pressioni sui prezzi generate dal conflitto in Medio Oriente, che secondo le sue stime manterranno l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo del 2% per un periodo prolungato. Le banche trasferiscono le decisioni di politica monetaria sulle nuove offerte nell'arco di alcune settimane. È quindi plausibile che le prossime rilevazioni mostrino tassi ancora in movimento, soprattutto sul variabile.

Secondo le stime di Facile.it, il rialzo di settembre porta la rata di un mutuo variabile standard da 126.000 euro in 25 anni da 614 a circa 631 euro al mese. Rispetto ai 578 euro di inizio anno, l'aumento complessivo arriva a 53 euro. Guardando ai futures sull'Euribor, il mercato prevede che l'indice a tre mesi possa salire al 3,10% entro giugno 2027. In quello scenario la stessa rata supererebbe i 650 euro.

Chi ha già un mutuo a tasso fisso non subisce variazioni di rata. Le nuove offerte a tasso fisso seguono soprattutto l'andamento degli IRS, gli indici di riferimento per questi finanziamenti. Secondo Facile.it, anche gli IRS risentono dell'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. L'offerta resta però competitiva, perché diversi istituti di credito hanno scelto di contenere, e in alcuni casi azzerare, gli spread applicati.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Offerte Mutuo Acquisto prima casa

Rata mensile
272,32€
Prodotto
Mutuo A Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,80% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,24%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.678,35
Rata mensile
272,32€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Mutuo Promo Casa Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,48%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Mutuo Casa A Tasso Fisso Finito
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,39%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Mutuo Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,31%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Offerta Flat D- Evolution Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,23%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€

*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su verifica fattibilità

Offerte confrontate

Confronta in pochi istanti i mutui on line offerti dalle banche e richiedi senza impegno la fattibilità del finanziamento.

Mutuo Prima Casa

Confronta i nostri prodotti

Fai un PREVENTIVO

Surroga Mutuo

Riduci la rata del mutuo

Fai un PREVENTIVO

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 8 ottobre 2026
Prezzi delle case su del 4%, compravendite ferme: i dati 2026
Prezzi delle case su del 4%, compravendite ferme: i dati 2026
Tra aprile e giugno 2026 i prezzi delle case sono cresciuti del 4% rispetto a un anno prima, mentre il numero di compravendite è rimasto praticamente invariato. Una distanza che si fa sentire soprattutto su chi compra con un mutuo.
pubblicato il 7 ottobre 2026
Mutui under 36: offerte e tassi di ottobre 2026
Mutui under 36: offerte e tassi di ottobre 2026
I mutui under 36 a ottobre possono aprire la strada alla prima casa anche con un anticipo ridotto. Tra garanzia Consap, tassi fissi e soluzioni dedicate ai giovani, ecco le opportunità da valutare per finanziare l’acquisto.

Guide ai mutui

pubblicato il 25 maggio 2026
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
È possibile richiedere un mutuo anche presso una banca diversa da quella in cui si ha il conto corrente, senza alcun obbligo di trasferire il proprio rapporto bancario. La valutazione della richiesta avviene in modo autonomo e la gestione separata dei due rapporti richiede comunque maggiore attenzione operativa.
pubblicato il 21 maggio 2026
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Cambiare residenza è un’operazione molto comune, soprattutto per chi si trasferisce per lavoro, studio o esigenze familiari. Non esiste un numero massimo di cambi consentiti, ma ogni variazione deve corrispondere alla reale dimora abituale della persona.
pubblicato il 20 maggio 2026
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima che siano trascorsi cinque anni può avere conseguenze fiscali importanti. La normativa prevede infatti la decadenza dai benefici se non vengono rispettate alcune condizioni, soprattutto legate al mantenimento o al riacquisto di un’abitazione principale entro tempi precisi.