Mutui, l'Italia si allinea alla media europea: tasso al 3,58%, ma in Spagna e Portogallo il credito costa meno


Ad agosto 2026, accendere un mutuo per la casa in Italia è costato, in media, quanto nel resto dell'area euro. Secondo le statistiche sui tassi bancari della Banca Centrale Europea, il tasso medio sui nuovi finanziamenti per l'acquisto dell'abitazione si è attestato al 3,58%. È appena due centesimi di punto sotto la media dell'eurozona, salita al 3,60%.
Dietro la media, però, le differenze tra Paesi restano ampie. In Portogallo e Spagna il mutuo costa intorno al 3%, mentre in Germania si arriva al 4%. Ecco come si colloca l'Italia, quanto pesa questa distanza sulla rata e cosa può cambiare dopo il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla BCE a settembre.
- Ad agosto 2026, il tasso medio sui nuovi mutui casa in Italia è al 3,58%, in linea con la media dell'eurozona (3,60%) e in aumento di 0,30 punti in un anno.
- In Portogallo e Spagna il costo del mutuo è intorno al 3%, in Germania arriva al 4%: su 126.000 euro in 25 anni la distanza tra Italia e Spagna vale circa 36 euro di rata al mese.
- Dopo il rialzo BCE di settembre il variabile è il più esposto: in Italia il 93% delle richieste resta a tasso fisso, ma la quota del variabile è salita al 7%.
Sommario
Mutui in Europa: i tassi Paese per Paese
Il confronto si basa sull'indicatore composito del costo del credito per l'acquisto di abitazioni calcolato dalla BCE. L'indicatore misura il tasso d'interesse medio applicato dalle banche sui nuovi mutui, combinando tutte le tipologie di tasso e di durata.
A differenza del TAEG, non comprende le spese accessorie come istruttoria e perizia. In compenso è calcolato con la stessa metodologia in tutti i Paesi dell'area euro, e permette quindi un confronto omogeneo.
La tabella mette a confronto agosto 2025 e agosto 2026 nei principali mercati.
| Paese | Agosto 2025 | Agosto 2026 | Variazione in un anno |
|---|---|---|---|
| Portogallo | 2,88% | 3,03% | +0,15 punti |
| Spagna | 2,69% | 3,04% | +0,35 punti |
| Francia | 3,01% | 3,20% | +0,19 punti |
| Grecia | 3,58% | 3,30% | -0,28 punti |
| Irlanda | 3,58% | 3,52% | -0,06 punti |
| Italia | 3,28% | 3,58% | +0,30 punti |
| Media eurozona | 3,31% | 3,60% | +0,29 punti |
| Paesi Bassi | 3,49% | 3,91% | +0,42 punti |
| Germania | 3,71% | 4,00% | +0,29 punti |
Fonte: BCE, statistiche sui tassi d'interesse bancari, costo del credito alle famiglie per l'acquisto di abitazioni (nuove operazioni).
I Paesi dove il mutuo costa meno che in Italia
Portogallo e Spagna hanno il tasso medio più basso dell'eurozona, rispettivamente al 3,03% e al 3,04%. Tra i mercati con tassi inferiori a quelli italiani, però, la Spagna è quello cresciuto di più: +0,35 punti in un anno, contro i +0,30 dell'Italia. Il vantaggio dei mutuatari spagnoli si è quindi ridotto rispetto a dodici mesi fa, pur restando superiore al mezzo punto.
Sotto il livello italiano si collocano anche la Francia (3,20%), la Grecia (3,30%) e l'Irlanda (3,52%). Grecia e Irlanda sono gli unici Paesi della tabella in cui il costo del mutuo è sceso nell'ultimo anno, in controtendenza rispetto al resto dell'area euro.
I Paesi dove il mutuo costa di più
All'estremo opposto c'è la Germania, dove il tasso medio sui nuovi mutui ha raggiunto il 4%, 42 centesimi di punto sopra l'Italia. Poco sotto si trovano i Paesi Bassi, al 3,91%, che registrano anche l'aumento annuo più marcato tra i mercati considerati: +0,42 punti.
Quanto pesa la differenza sulla rata
Pochi decimali di tasso possono sembrare irrilevanti, ma su un finanziamento lungo l'effetto si accumula. Per dare un ordine di grandezza, abbiamo applicato i tassi medi nazionali a un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, con ammortamento alla francese e tasso ipotizzato costante per tutta la durata.
- Al tasso medio italiano del 3,58%, la rata mensile sarebbe di circa 636 euro, con circa 64.900 euro di interessi complessivi.
- Al tasso medio tedesco del 4%, la rata salirebbe a circa 665 euro. Sarebbero circa 29 euro in più al mese e quasi 8.700 euro di interessi aggiuntivi sull'intera durata.
- Al tasso medio spagnolo del 3,04%, invece, la rata scenderebbe a circa 600 euro. Rispetto al livello italiano, sono 36 euro al mese in meno e circa 10.800 euro di interessi risparmiati.
Si tratta, chiaramente, di un esercizio teorico. Le medie nazionali mettono insieme mutui con caratteristiche molto diverse. Il costo reale di un finanziamento dipende dall'offerta della singola banca, dal profilo del richiedente, dal rapporto tra importo e valore dell'immobile e dalle spese accessorie, che queste cifre non includono.
Fisso o variabile: cosa dicono i dati
Nell'area euro, il tipo di tasso pesa sul costo del mutuo quanto il Paese in cui lo si sottoscrive. Secondo la BCE, ad agosto 2026 i mutui a tasso variabile o fissato per non più di un anno costavano in media il 3,86%, con un aumento di 17 centesimi di punto in un solo mese. I finanziamenti con tasso fisso per oltre dieci anni si fermavano invece al 3,43%: nella media dell'eurozona, la formula con il costo più contenuto.
In Italia la stabilità della rata resta la scelta prevalente, ma il quadro sta cambiando. Secondo l'Osservatorio Facile.it – Mutui.it, nei primi otto mesi del 2026 il 93% delle richieste di mutuo ha riguardato il tasso fisso. La quota del variabile è però salita al 7%, dall'1% dello stesso periodo del 2025, spinta dalle condizioni favorevoli offerte a inizio anno su questo prodotto.
Lo stesso spostamento emerge dai finanziamenti effettivamente erogati. Secondo la Banca d'Italia, a luglio 2026 i nuovi mutui con tasso fissato per non più di un anno, cioè sostanzialmente i variabili, sono arrivati al 29% del totale, contro il 19,9% di giugno.
Nel frattempo la distanza tra le due formule si è ridotta: nelle simulazioni di Facile.it di settembre 2026, riguardanti un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, a copertura del 70% del valore dell'immobile, le offerte a tasso variabile disponibili online partivano da un TAN del 2,65%, con una rata iniziale di 575 euro. Quelle a tasso fisso partivano da un TAN del 3,15%, con una rata di 607 euro.
La differenza è di circa 32 euro al mese a favore del variabile. In cambio, chi lo sceglie resta esposto ai futuri movimenti dell'Euribor.
Il costo effettivo dei mutui in Italia
Per conoscere il costo complessivo, comprese le spese accessorie, il riferimento è il TAEG rilevato dalla Banca d'Italia. A luglio 2026 il TAEG medio sui nuovi mutui per l'acquisto dell'abitazione si è collocato al 3,81%. A giugno era al 3,95% e a maggio al 3,96%.
Un'altra rilevazione istituzionale, quella dell'ABI, segnala invece una ripresa ad agosto. Il tasso d'interesse medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni è salito al 3,56%, dal 3,40% di luglio. È un indicatore diverso sia dal TAEG della Banca d'Italia sia dall'indicatore della BCE, ma conferma la stessa direzione: dopo una fase di relativa stabilità, il costo del credito per la casa è tornato a salire.
Per chi deve scegliere un mutuo, le differenze tra questi indicatori sono anche un promemoria pratico. Il TAN da solo non racconta il costo reale del finanziamento. Per confrontare offerte diverse in modo omogeneo conviene guardare il TAEG, insieme alla durata e alle eventuali condizioni legate a prodotti accessori.
Il rialzo della BCE e le prospettive per i prossimi mesi
I dati europei di agosto fotografano il mercato prima dell'ultima decisione di Francoforte. A settembre, il Consiglio direttivo della BCE ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, con effetto da metà mese. Il tasso sui depositi è salito al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%.
È il secondo rialzo del 2026, dopo quello di giugno. La BCE lo ha motivato con le pressioni sui prezzi generate dal conflitto in Medio Oriente, che secondo le sue stime manterranno l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo del 2% per un periodo prolungato. Le banche trasferiscono le decisioni di politica monetaria sulle nuove offerte nell'arco di alcune settimane. È quindi plausibile che le prossime rilevazioni mostrino tassi ancora in movimento, soprattutto sul variabile.
Secondo le stime di Facile.it, il rialzo di settembre porta la rata di un mutuo variabile standard da 126.000 euro in 25 anni da 614 a circa 631 euro al mese. Rispetto ai 578 euro di inizio anno, l'aumento complessivo arriva a 53 euro. Guardando ai futures sull'Euribor, il mercato prevede che l'indice a tre mesi possa salire al 3,10% entro giugno 2027. In quello scenario la stessa rata supererebbe i 650 euro.
Chi ha già un mutuo a tasso fisso non subisce variazioni di rata. Le nuove offerte a tasso fisso seguono soprattutto l'andamento degli IRS, gli indici di riferimento per questi finanziamenti. Secondo Facile.it, anche gli IRS risentono dell'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. L'offerta resta però competitiva, perché diversi istituti di credito hanno scelto di contenere, e in alcuni casi azzerare, gli spread applicati.
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