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Pubblicato il 23-02-2016 | Aggiornato il 24-01-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
daniela dall alba
Daniela Dall'Alba
mutui news muti a tasso variabile con cap

Considerata la situazione favorevole data dagli indici di riferimento europei, in particolare per i tassi Euribor, scegliere un mutuo a tasso variabile può offrire concrete opportunità di risparmio sul calcolo della rata. Implicita nella scelta del tasso variabile resta comunque una percentuale di rischio, dovuta alle variazioni del mercato che potrebbero nel tempo ridimensionare e ridurre i vantaggi iniziali. Per ovviare a questo problema, in particolare se si teme di non poter facilmente far fronte a cambiamenti significativi della rata da pagare, si può valutare un mutuo a tasso variabile con un tetto massimo prefissato, oltre il quale gli interessi non possono salire, perché un ulteriore rialzo sarebbe assorbito dalla banca erogante.

Tra le offerte attive di mutui variabili con CAP troviamo la promozione Gran Mutuo di Cariparma Crédit Agricole, che per finanziamenti deliberati entro il primo marzo 2016 propone uno spread a partire da 1,50% con un tetto massimo dal 2,90% al 3,60% in base alla durata del finanziamento. Fino a 15 anni si potrà avere un CAP del 2,90%, mentre per mutui di 20 o 25 anni lo spread sale all’1,70% e il tetto massimo al 3,60%. La prima rata è offerta dalla banca.

Webank, banca diretta del gruppo BPM, propone un mutuo a tasso variabile su base Euribor 3 mesi con CAP pari al 4,45%. Il tasso applicato varia dal 2,25% al 2,45% in base all’importo del mutuo e alla percentuale dell’immobile finanziata. Le spese di istruttoria, di incasso rata e di estinzione anticipata sono a carico della banca, così come la polizza obbligatoria incendio e rischi. Il piano è valido per mutui richiesti entro il 29 febbraio e stipulati entro il 31 maggio 2016.

Intesa Sanpaolo offre due opzioni di tasso variabile con CAP: esteso su tutta la durata del finanziamento o solo sulla prima metà. Il CAP applicato all’intero finanziamento varia dal 4,65% al 5,65% in base al rapporto LTV, che può arrivare fino al 95%.

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