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Euribor in discesa, ma i mutui a tasso variabile non decollano

Pubblicato il 26-11-2025 | Aggiornato il 25-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
Case in miniatura con simbolo percentuale tassi

Con la discesa dell’Euribor, il tasso variabile torna sotto i riflettori, ma gli italiani continuano a preferire la sicurezza del tasso fisso. La domanda di mutui è ancora trainata dai giovani appartenenti alla GenZ, mentre a livello geografico, l’intera Penisola registra una crescita significativa delle richieste di finanziamento per acquistare la prima o la seconda casa.

In questo approfondimento, Facile.it, leader del confronto mutui online, vi offre uno specchio delle tendenze attuali e vi spiega i risvolti degli ultimi tagli sui tassi da parte della BCE.

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Sommario

Con la discesa dell’Euribor, il tasso variabile recupera attrattività

Secondo l’ultimo Rapporto mensile ABI, il tasso variabile continua a battere il fisso. Per chi sta pensando di comprare casa, questo significa poter approfittare di condizioni di mercato ancora favorevoli, confidando che la BCE mantenga la linea sui tagli o sulla stabilità dei tassi.

Resta però un punto: con una durata media dei mutui attorno ai 25 anni, il rischio di un rialzo dei tassi nel lungo periodo non è da escludere.

Ecco perché, nonostante i mutui a tasso variabile siano oggi relativamente stabili e contenuti, molti preferiscono comunque la tranquillità dei mutui a tasso fisso. Ecco la panoramica dei dati ABI sul mercato mutui attuale.

Nei primi 9 giorni di ottobre 2025:

  • il tasso Euribor a 3 mesi è stato in media del 2,02%, inferiore di un punto base rispetto al livello medio registrato a settembre 2025 (2,03%);
  • il tasso IRS a 10 anni è stato in media del 2,70% superiore di un punto base rispetto a settembre 2025 (2,69%).

Gli effetti del taglio sui tassi nel mercato mutui

Se da un lato il tasso variabile ha recuperato attrattività, dall’altro il mercato dei mutui, a ottobre 2025, ha registrato una flessione del -13,32% su base annua, come dimostra l’ultima indagine di Experian.

Tuttavia, il confronto con il mese precedente rivela una netta ripresa, in quanto le richieste di preventivo mutuo sono aumentate del +14,70% e provengono principalmente dalla GenZ.

Insomma, il mercato è trainato dagli under 36. Ciò è confermato dall’incremento delle richieste di mutuo giovani del +23,58% su base annua e del +20,58% su base mensile. Viceversa, le generazioni più adulte, come i Millennial (-19,93%) e la Generazione X (-18,16%), mostrano una contrazione.

Ad aver subito la maggiore flessione su base annua è il Centro, che ha registrato il -18,23% delle richieste, seguito dal Sud con il -17% e dal Nord Est con il -15,11%. Positivo invece l’andamento al Nord Ovest, dove il calo è stato meno rilevante o irrisorio (-1,89%).

La prospettiva cambia su base mensile, in quanto l’intera Penisola ha registrato una crescita significativa delle domande di mutuo, con maggior concentrazione al centro (+22,98%).

Gli italiani continuano a preferire il tasso fisso

Nonostante la discesa dell’Euribor, molti restano diffidenti, complice il ricordo ancora vivo degli anni 2022-2023, quando l’impennata dei tassi variabili mise in difficoltà economica milioni di italiani.

Di conseguenza, il recente calo dell’Euribor non si sta traducendo in un aumento significativo delle richieste di mutui a tasso variabile, perché in Italia, come dimostrano gli ultimi dati Crif - EURISC, continua a prevalere la preferenza per i mutui a tasso fisso.

Inoltre, va evidenziato che, sebbene la quota dei mutui a tasso fisso sia diminuita di soli tre punti - dal 96,7% del secondo trimestre al 93,8% degli ultimi mesi - oggi la differenza di convenienza tra fisso e variabile è davvero minima.

Ecco perché molti continuano a preferire il tasso fisso, scegliendo la sicurezza alla possibilità di esporsi al rischio di nuovi rialzi.

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