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Pubblicato il 09-05-2024 | Aggiornato il 25-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
Marta Radavelli
Marta Radavelli

Cos’è il social lending

Il social lending, noto anche come prestito sociale o peer-to-peer lending (P2P), è una forma di finanziamento che avviene direttamente tra soggetti privati, senza l'intermediazione diretta di canali bancari tradizionali. 

Nel social lending, lo scambio di denaro viene gestito attraverso apposite piattaforme online che agiscono come intermediari tra:

  • chi offre fondi (investitori);
  • chi ne fa richiesta (richiedenti). 

Per operare regolarmente in Italia, queste piattaforme devono essere registrate come intermediari finanziari e ottenere l’autorizzazione dalla Banca d'Italia, garantendo così il rispetto delle normative legali vigenti, la gestione dei flussi di pagamento e la consulenza agli utenti.

Chi può richiedere un prestito tramite social lending

Il prestito sociale si rivolge a una platea ampia di soggetti. Possono richiedere un finanziamento sia i privati cittadini (per spese personali, progetti familiari o consolidamento debiti) sia le piccole e medie imprese (PMI) che cercano canali alternativi per finanziare la crescita, il capitale circolante o investimenti aziendali. 

L'accesso al credito è comunque subordinato a una valutazione del profilo creditizio da parte della piattaforma, volta a verificare la sostenibilità del prestito.

Vantaggi e svantaggi del social lending

Il social lending offre importanti opportunità, ma presenta anche alcuni limiti da considerare.

Vantaggi:

  • per chi investe: consente di ottenere rendimenti potenzialmente più elevati rispetto alle forme di investimento tradizionali (come i conti deposito o i titoli di Stato);
  • per chi richiede denaro: offre spesso tempi di approvazione più rapidi e condizioni economiche (tassi d'interesse) più vantaggiose e flessibili rispetto a quelle proposte dagli istituti di credito classici.

Svantaggi:

  • per chi investe: mancano le tutele tipiche dei conti bancari, come il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi;
  • per chi richiede denaro: sebbene i criteri siano diversi da quelli delle banche, i soggetti con una storia creditizia fortemente compromessa (es. segnalazioni come cattivi pagatori) potrebbero comunque vedere rifiutata la propria richiesta.

Differenza tra social lending e prestito tradizionale

La differenza fondamentale risiede nel soggetto che detiene ed eroga il capitale. Nei finanziamenti tradizionali, il denaro viene concesso da una banca o da una società finanziaria, che attinge alle proprie risorse o ai depositi dei clienti, assumendosi il rischio e trattenendo il margine di guadagno. 

Nel social lending, invece, la piattaforma online non presta denaro proprio, ma mette in relazione diretta i privati: chi presta è un singolo investitore (o un insieme di investitori) che sceglie di allocare i propri capitali direttamente nei progetti dei richiedenti.

Rischi del social lending per chi presta e per chi richiede

Come ogni attività finanziaria, il prestito sociale comporta una componente di rischio.

  • Per chi presta (investitore): il rischio principale è l'insolvenza del debitore (rischio di credito), ovvero la possibilità che il richiedente non restituisca il capitale o gli interessi dovuti. Per mitigare questo rischio, le piattaforme effettuano una rigorosa analisi della solidità finanziaria dei richiedenti e applicano una strategia di diversificazione automatica, suddividendo il capitale del prestatore su quote di numerosi prestiti differenti, in base al livello di rischio che l'investitore è disposto ad assumere.
  • Per chi richiede (debitore): il rischio è legato al mancato adempimento del piano di ammortamento. In caso di ritardi o insolvenza, il richiedente va incontro a penali economiche, ad azioni di recupero crediti da parte della piattaforma e alla segnalazione nelle banche dati creditizie (centrali rischi), con conseguente difficoltà di accesso al credito futuro.
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