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Mutui, tassi in calo e agevolazioni prorogate: le richieste tornano a crescere

Pubblicato il 14-01-2025 | Aggiornato il 05-03-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it
modellino casa con monete a fianco e persona che calcola prezzo

Il taglio dei tassi di interesse avvenuto lo scorso 12 dicembre ha impattato positivamente sulle rate dei mutui, che hanno registrato un calo. Oltre alla diminuzione dei tassi, ha contribuito all'aumento delle richieste di mutuo anche la proroga delle agevolazioni prima casa. 

Per quando sono previsti i nuovi tagli, perché influenzano le rate e cosa aspettarsi dai prossimi mesi?

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Le date dei prossimi tagli ai tassi

A seguito della riunione del Consiglio direttivo di dicembre 2024, la Banca Centrale Europea (BCE) ha attuato un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Questo è stato il quarto intervento dell’anno, dopo i tagli di giugno, settembre e ottobre 2024. Dal 18 dicembre, i tassi sono stati così modificati:

  • Tasso sui depositi: 3%
  • Tasso di rifinanziamento principale: 3,15%
  • Tasso di rifinanziamento marginale: 3,40%

Gli esperti ipotizzano che la BCE possa continuare a ridurre i tassi nelle prossime riunioni, puntando a un tasso sui depositi del 2,5% entro marzo 2025. Le date indicate per i possibili tagli successivi sono:

  • 30 gennaio 2025
  • 6 marzo 2025
  • 17 aprile 2025
  • 5 giugno 2025
  • 24 luglio 2025
  • 11 settembre 2025
  • 30 ottobre 2025
  • 18 dicembre 2025

Perché i tagli BCE influiscono sulle rate dei mutui

Le decisioni della BCE sui tassi di interesse incidono direttamente sul costo del denaro per le banche, influenzando così i tassi applicati ai mutui concessi ai clienti. Ridurre i tassi di interesse, infatti, diminuisce il costo dei finanziamenti tra istituti bancari, con riflessi immediati sull’indice Euribor, parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile.

Quando la BCE taglia i tassi, si verifica un abbassamento dell’Euribor, riducendo il costo dei mutui a tasso variabile e, di conseguenza, la quota di interessi mensili. Per i mutui a tasso fisso, invece, il tasso di interesse è stabilito al momento della stipula e resta invariato per tutta la durata del contratto. Ad ogni modo, anche per i mutui a tasso fisso, i movimenti dei tassi di interesse possono influenzare i nuovi contratti, rendendo il mutuo più o meno conveniente a seconda delle decisioni della BCE.

Di quanto diminuiscono le rate sui mutui

Secondo le stime del Codacons, il taglio dei tassi dello 0,25% potrebbe generare un risparmio mensile sulle rate dei mutui variabile tra i 13 e i 30 euro, a seconda delle caratteristiche del prestito. Per un mutuo di importo compreso tra 100.000 e 200.000 euro con una durata di 20 anni, il risparmio mensile oscilla tra i 13 e i 27 euro, traducendosi in una riduzione annuale tra i 156 e i 324 euro. Nel caso di mutui trentennali, il risparmio annuo può arrivare fino a 360 euro.

Mutui prima casa, prorogate le agevolazioni

Oltre ai vantaggi derivanti dal recente taglio dei tassi, anche la proroga delle agevolazioni per i mutui under 36 sta contribuendo a rendere più conveniente la richiesta di nuovi mutui per l’acquisto della prima casa. Grazie alla Legge di Bilancio 2025, queste agevolazioni sono state estese fino al 2027, con l’obiettivo di offrire un supporto duraturo a giovani e famiglie interessati a comprare un’abitazione principale.

Il Fondo di Garanzia Prima Casa, rifinanziato per i prossimi due anni, assicura infatti una garanzia pubblica fino all’80% per alcune categorie di beneficiari, come giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori, inquilini di alloggi popolari e giovani under 36 con un ISEE inferiore a 40.000 euro. Possono accedere al Fondo coloro che non sono proprietari di altre abitazioni e che richiedono un mutuo fino a 250.000 euro per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.

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