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Case: quando perdono valore a causa dei prezzi dell'energia

4 nov 2022 | 2 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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Le case meno nuove perdono l'8% del valore a causa dei prezzi molto alti dell'energia.

Sono quelle appartenenti a una categoria energetica bassa, nelle quali i consumi di elettricità e gas sono assai maggiori rispetto alle abitazioni nuove, a meno che non siano state adeguatamente ristrutturate.

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L'efficienza energetica condiziona il valore degli immobili. Oggi i tre quarti (76%) delle abitazioni italiane in vendita hanno un'efficienza energetica che rientra nelle classi E, F o G, le più basse delle dieci previste.

Solo l'11% ha un'elevata efficienza energetica, mentre il 13% è nelle classi intermedie.

In G consumi decuplicati

Per farsi un'idea della situazione, basti pensare che una casa in G costa - per il riscaldamento e la produzione di acqua calda (e, se ci sono i condizionatori, per i costi di raffreddamento) - anche dieci volte di più rispetto a una, equivalente come metratura, nella classe energetica migliore, l'A4.

È vero che dal 2017 sono stati il 70% in più gli edifici costruiti per essere nelle quattro classi A. Però, prima del boom dei prezzi dell'energia, la gente li prendeva poco in considerazione i prezzi più elevati. Adesso la tendenza sta cambiando.

Costruite negli anni '60 e '70

Carlo Giordano, esperto del settore immobiliare, commenta che la maggior parte delle case in cui viviamo sono state costruite a cavallo degli anni '60 e '70, quando i materiali e la tecnologia a supporto dell’efficienza energetica, come anche la sensibilità verso le tematiche legate alla sostenibilità ambientale, non erano particolarmente sviluppati. I volumi stessi delle abitazioni erano molto diversi da quelli attuali: ora si privilegiano spazi razionali con ambienti multifunzione.

Il rischio-portafoglio

Aggiunge Giordano: Il costo del mancato ammodernamento delle nostre case in senso di una maggiore efficienza energetica lo vedremo quest’anno. Gli aumenti nel prezzo di luce e gas impatteranno in maniera significativa sul bilancio familiare di quanti vivono ancora in immobili fortemente energivori. Se fino ad ora la scelta della classe A era legata più che altro ad un’evoluzione in chiave green della società moderna, adesso diventa un tema di 'portafoglio'.

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