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Casa nel 2027: bonus più bassi, ma multe più leggere per chi sbaglia

Pubblicato il 01-09-2026 | Aggiornato il 01-09-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
casa salvadanaio

Chi possiede un immobile si troverà, tra pochi mesi, davanti a due tendenze opposte. Da un lato, gli sconti fiscali per ristrutturare o rendere più efficiente la propria casa si restringono, in alcuni casi in modo netto. 

Dall'altro, chi sbaglia la dichiarazione delle tasse locali sulla casa pagherà, dal 2027, sanzioni più contenute rispetto a oggi. Ecco cosa cambia, punto per punto.

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  • Dal 1° gennaio 2027, il bonus ristrutturazioni scende dal 50% al 36% sulla prima casa e dal 36% al 30% sulle seconde case, con un tetto di spesa dimezzato per l'abitazione principale.
  • Nello stesso anno, un decreto già firmato riduce le sanzioni per chi non presenta o sbaglia la dichiarazione Imu e Tari, portandole a percentuali fisse più contenute rispetto agli intervalli attuali.
  • Chi vuole ancora beneficiare delle aliquote più alte sui lavori in casa, incluso il bonus mobili, ha tempo fino alla fine del 2026 per avviare gli interventi.
In sintesi

Sommario

I bonus casa si restringeranno nel 2027

Con la revisione del testo unico delle imposte sui redditi, la disciplina delle detrazioni per i lavori edilizi cambia collocazione normativa e, soprattutto, aliquote. Per l'abitazione principale, la detrazione sui lavori di ristrutturazione scenderà dal 50% al 36%, mentre il tetto di spesa agevolabile si dimezzerà, passando da 96mila a 48mila euro l'anno. 

Sulle seconde case e sugli altri immobili, la percentuale calerà invece dal 36% al 30%, un livello che dovrebbe restare stabile fino all'uscita di scena definitiva della misura, prevista tra il 2032 e il 2033. Restano beneficiari di queste detrazioni non solo i proprietari, ma anche chi vanta un diritto reale sull'immobile, gli inquilini e i comodatari. Le novità si sommano alla nuova normativa relativa agli interventi edilizi

Anche sismabonus ed ecobonus cambiano volto. Il primo, dedicato agli interventi antisismici nelle zone a rischio più elevato, è già stato allineato alle aliquote del bonus ristrutturazioni (50% o 36% a seconda del tipo di abitazione) e resterà attivo fino alla fine del 2027. L'ecobonus, che copre interventi come pompe di calore, infissi e isolamento termico, scenderà dal 2027 al 30% (36% per la prima casa), per poi rischiare la scomparsa definitiva dal 2028, salvo proroghe. Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di sostituire il meccanismo attuale dei bonus casa, basato su dieci rate annuali di detrazione Irpef, con un contributo attraverso il conto termico, che erogherebbe un rimborso più immediato ma con requisiti di accesso più selettivi.

Il capitolo più incerto riguarda il bonus mobili: il nuovo testo normativo non lo cita più e senza un intervento specifico nella prossima legge di bilancio rischia di sparire del tutto dal 2027. Per chi conta ancora su questa agevolazione, resta un vincolo da rispettare: i lavori di ristrutturazione devono iniziare prima dell'acquisto di mobili ed elettrodomestici, anche se si concludono successivamente.

Imu e Tari: sanzioni più leggere, ma solo dal 2027 in avanti

Un decreto legislativo firmato lo scorso 7 agosto interviene invece sul fronte opposto, quello delle sanzioni per chi sbaglia gli adempimenti fiscali legati alla casa. Per l'omessa dichiarazione Imu, la sanzione oggi compresa tra il 100% e il 200% del tributo non versato diventerà, dal 2027, una percentuale fissa del 100%, con un minimo di 50 euro. Per la dichiarazione infedele, cioè presentata ma con dati che portano a versare meno del dovuto, la sanzione scenderà dall'attuale forbice 50-100% a una misura fissa del 40%, sempre con soglia minima di 50 euro. Le stesse regole si applicheranno alla Tari e, con le medesime percentuali, all'imposta e al contributo di soggiorno.

Un aspetto da tenere presente è che questo alleggerimento non sarà retroattivo: le nuove percentuali riguarderanno solo le violazioni Imu commesse a partire dal 1° gennaio 2027, mentre per quelle precedenti continueranno a valere le regole attuali, indipendentemente da quando arriverà un eventuale controllo. Il decreto amplia inoltre le possibilità di ravvedimento spontaneo, anche parziale, per i tributi locali, e introduce l'obbligo di presentare la dichiarazione Imu esclusivamente in via telematica. 

Per la Tari, cambia invece il termine per segnalare l'inizio o la variazione del possesso di un immobile, fissato in 90 giorni dall'evento. Viene infine chiarito cosa succede in caso di contenzioso sulla rendita catastale: se la rendita viene rettificata e il proprietario fa ricorso, il Comune avrà tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva per recuperare l'eventuale maggiore Imu dovuta, mentre chi ha versato più del necessario potrà ottenere il rimborso entro 180 giorni dalla richiesta.

Cosa conviene valutare entro fine anno

Per chi ha in programma lavori di ristrutturazione o di efficientamento energetico, gli ultimi mesi del 2026 rappresentano l'ultima finestra utile per accedere alle aliquote attualmente più generose, incluso il bonus mobili nella sua forma attuale.

Sul fronte fiscale, invece, chi commetterà errori nella dichiarazione Imu o Tari potrà contare, dal 2027, su sanzioni meno pesanti rispetto a oggi, oltre che su margini più ampi per regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

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