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Mutui, tassi in calo e agevolazioni prorogate: date dei tagli Bce nel 2025

5 gen 2025 | 3 min di lettura

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Il taglio dei tassi di interesse avvenuto lo scorso 12 dicembre 2024 ha impattato positivamente sulle rate dei mutui, che hanno registrato un calo. Oltre alla diminuzione dei tassi, anche la proroga delle agevolazioni prima casa sta avendo un influsso positivo sulle richieste.

Per quando sono previsti i nuovi tagli, perché influenzano le rate e cosa aspettarsi nel 2025?

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Le date dei prossimi tagli ai tassi

A seguito della riunione del Consiglio direttivo di dicembre 2024, la Banca Centrale Europea (BCE) ha attuato un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Questo è stato il quarto ed ultimo intervento del 2024, dopo i tagli di giugno, settembre ed ottobre 2024. Dal 18 dicembre 2024, i tassi sono stati così modificati:

  • Tasso sui depositi: 3,00%
  • Tasso di rifinanziamento principale: 3,15%
  • Tasso di rifinanziamento marginale: 3,40%

Gli esperti ipotizzano che la BCE possa continuare a ridurre i tassi nelle prossime riunioni, puntando a un tasso sui depositi del 2,5% entro marzo 2025. Le date indicate per i possibili tagli successivi sono:

  • 30 gennaio 2025
  • 6 marzo 2025
  • 17 aprile 2025
  • 5 giugno 2025
  • 24 luglio 2025
  • 11 settembre 2025
  • 30 ottobre 2025
  • 18 dicembre 2025

Perché i tagli BCE influiscono sulle rate dei mutui

Le decisioni della Banca Centrale Europea (BCE) sui tassi di interesse hanno un'influenza diretta sul costo del denaro per le banche, determinando così le condizioni applicate ai mutui destinati ai clienti. Quando la BCE riduce i tassi, il costo dei finanziamenti tra istituti bancari cala, provocando un effetto immediato sull’indice Euribor, che è il principale parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile.

Un taglio dei tassi da parte della BCE si traduce generalmente in una diminuzione dell’Euribor, abbassando così la quota di interessi mensili per i mutui a tasso variabile. Al contrario, i mutui a tasso fisso mantengono invariato il tasso d’interesse stabilito al momento della stipula, proteggendo i mutuatari da eventuali oscillazioni future. Ad ogni modo, anche per i mutui a tasso fisso, i movimenti dei tassi di interesse possono influenzare i nuovi contratti, rendendo il mutuo più o meno conveniente a seconda delle decisioni della BCE.

Di quanto diminuiscono le rate sui mutui

Secondo le stime del Codacons, il taglio dei tassi dello 0,25% potrebbe generare un risparmio mensile sulle rate dei mutui variabile tra i 13 e i 30 euro, a seconda delle caratteristiche del prestito. Per un mutuo di importo compreso tra 100.000 e 200.000 euro con una durata di 20 anni, il risparmio mensile oscilla tra i 13 e i 27 euro, traducendosi in una riduzione annuale tra i 156 e i 324 euro. Nel caso di mutui trentennali, il risparmio annuo può arrivare fino a 360 euro.

Prorogate le agevolazioni per i mutui under 36

Oltre ai vantaggi derivanti dal recente taglio dei tassi, anche la proroga delle agevolazioni per i mutui under 36 sta contribuendo a rendere più conveniente la richiesta di nuovi mutui per l’acquisto della prima casa. Grazie alla Legge di Bilancio 2025, queste agevolazioni sono state estese fino al 2027, con l’obiettivo di offrire un supporto duraturo a giovani e famiglie interessati a comprare un’abitazione principale.

Il Fondo di Garanzia Prima Casa, rifinanziato per i prossimi due anni, assicura infatti una garanzia pubblica fino all’80% per alcune categorie di beneficiari, come giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori, inquilini di alloggi popolari e giovani under 36 con un ISEE inferiore a 40.000 euro. Possono accedere al Fondo coloro che non sono proprietari di altre abitazioni e che richiedono un mutuo fino a 250.000 euro per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.

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