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Tassi sui mutui: cosa accadrà dopo la conferma BCE?

Pubblicato il 06-05-2026 | Aggiornato il 11-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
Denaro accanto al modellino di una casa

Nella sua ultima riunione, la BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse sui mutui, una scelta favorevole per chi sta pensando di acquistare casa. 

La stabilità, però, potrebbe non durare a lungo. La crisi energetica e l’inflazione salita al 2,6% potrebbero aprire scenari diversi già dai prossimi mesi, con un'inversione di rotta orientata all’aumento dei tassi.

Facile.it, punto di riferimento per il confronto di mutui online in Italia, ha analizzato l’andamento delle offerte di mutuo a tasso fisso e delle offerte di mutuo a tasso variabile, con un aggiornamento su come si sta muovendo il mercato in questo periodo.

Mutuo casa: trova il migliore
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  • La BCE mantiene i tassi invariati, ma inflazione al 2,6% e le tensioni geopolitiche lasciano aperto lo scenario di possibili rialzi nei prossimi mesi.
  • Le rate dei mutui a tasso variabile stanno aumentando. Il rialzo dell’Euribor sta già incidendo sulle rate e potrebbe ridurre a breve il vantaggio rispetto al fisso;
  • I mutui a tasso fisso restano più stabili e prevedibili, con condizioni ancora competitive, confermando i loro punti di forza.
In sintesi

Sommario

La BCE conferma i tassi, nell’incertezza degli scenari internazionali

La Banca Centrale Europea ha concluso la terza riunione di politica monetaria del 2026. Dopo le stime iniziali degli esperti, su un eventuale aumento a partire dalla primavera, arriva invece la conferma dei tassi di riferimento

Con la riunione BCE del 30 aprile, restano quindi invariati al 2,00% il tasso sui depositi, al 2,15% quello sulle operazioni di rifinanziamento principali e al 2,40% il tasso sui prestiti marginali**. Per chi desidera accendere un** mutuo prima casa, questa fase di rinnovata stabilità rappresenta un’opportunità da cogliere.

La decisione della BCE riflette la linea prudente di Francoforte, orientata a mantenere un approccio cauto di fronte allo scenario fortemente incerto dell’economia internazionale, legato al rischio inflazionistico che minaccia importanti rallentamenti per la crescita. 

Che impatto ha avuto la scelta della Banca Centrale Europea, sui mutui nazionali? 

Il mercato dei mutui in Italia: tassi d’interesse fissi e variabili a fine aprile 2026. L’andamento attuale

Dopo una lunga stagione di tagli ai tassi d’interesse, la pausa voluta dalla BCE non esclude un cambio di rotta nei prossimi mesi, atteso, stavolta alle porte dell’estate. 

Per questo motivo è indispensabile avere una panoramica chiara della situazione nel mercato mutui italiano, specie riguardo all’andamento dei mutui fissi e variabili.

Rispetto ad altri paesi europei, in cui la domanda e l’offerta di credito sono in forte diminuzione, i prestiti alle imprese e alle famiglie in Italia risultano in crescita. Lo dimostra il report ABI di aprile, in base al quale, a marzo 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua.

La questione dunque, non riguarda tanto i preventivi mutuo e la disponibilità delle banche nel concedere finanziamenti, quanto piuttosto la scelta della tipologia di mutuo più adatto a tutelarsi dalle oscillazioni del mercato.

Con il mutuo a tasso variabile, che torna a salire, attesi nuovi aumenti

Dopo mesi di relativa stabilità, in cui i mutui a tasso variabile sono risultati più convenienti dei mutui a tasso fisso, i primi tornano sotto pressione. 

Il rialzo dell’Euribor, che è passato dal 2% circa di febbraio all’attuale 2,15%, con picchi recenti fino a +25 punti base, incide già sulle rate, aumentate ad aprile di circa 5 euro per un mutuo standard. 

Questo aumento, che potrebbe apparire irrisorio, è in realtà significativo, considerando che le oscillazioni dell’indice anticipano spesso le decisioni della BCE. 

Se oggi il variabile resta ancora più conveniente del fisso (circa 590 euro contro 632 su un mutuo tipo), secondo le previsioni, il vantaggio è destinato a ridursi rapidamente nei prossimi mesi.

In un mutuo a tasso fisso, competitività e stabilità restano i punti di forza

Ancora stabile la situazione sul fronte dei mutui a tasso fisso, favoriti dalle offerte competitive delle banche, che spesso praticano spread contenuti per mantenere l’attrattività delle proposte.

Oggi, il tasso fisso si attesta intorno al 2,99%, ma con il vantaggio, rispetto al variabile, della prevedibilità nel lungo periodo. Legato all’andamento dell’Irs e ai rendimenti dei titoli di Stato, il fisso risulta meno esposto alla volatilità immediata e rappresenta una forma di tutela contro eventuali rialzi futuri.

Uno sguardo al futuro: dalla situazione geopolitica all’aumento dell’inflazione. Attesi nuovi aumenti a partire da giugno

Le dinamiche del mercato mutui sono legate alle decisioni della BCE, ma anche all’andamento dell’inflazione e della situazione geopolitica globale. Per chi vuole richiedere un mutuo, significa dover considerare più variabili e muoversi con tempestività.

Sul fronte del costo della vita, l’inflazione in area Euro è salita al 2,6% a marzo, e risulta in aumento rispetto all’1,9% di febbraio, secondo Eurostat

In Italia, invece, in base a recenti dati Istat, ad aprile 2026 l'indice dei prezzi al consumo NIC è balzato del +1,2% su marzo e del +2,8% in un anno. Anche questo può tradursi in condizioni meno favorevoli sui tassi e, più in generale, in un atteggiamento prudente delle banche nell’erogazione di credito.

A incidere sulle prospettive future è anche la crisi energetica, nonché le tensioni nel Golfo Persico e in Medio Oriente, per il conflitto iniziato a fine febbraio 2026 dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’instabilità geopolitica, infatti, può riflettersi rapidamente sui mercati finanziari e quindi sul costo del credito.

In questo contesto, gli analisti non escludono un nuovo intervento della BCE sui tassi a partire dalla riunione dell’11 giugno

Per i futuri mutuatari, diventa fondamentale confrontare le soluzioni disponibili (tasso fisso o variabile) e valutare con attenzione il momento della richiesta.

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