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Case green: ecco cosa prevede il nuovo testo della Direttiva Ue

Pubblicato il 21-12-2023 | Aggiornato il 21-12-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
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Nell’incontro del 7 dicembre scorso e dopo mesi di trattative, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla discussa Direttiva europea in materia di efficienza energetica degli edifici

Il nuovo testo elimina alcuni obblighi, e la Commissione dovrà procedere al voto entro il prossimo gennaio. L'obiettivo è quello di arrivare a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

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Accordo provvisorio sulla Direttiva europea

Nell’incontro del 7 dicembre scorso e dopo mesi di trattative, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla discussa Direttiva europea (Energy performance of buildings directive) in materia di efficienza energetica degli edifici.

Il nuovo testo, più flessibile rispetto a quello originale, elimina gli obblighi legati alle classi energetiche e dovrà ora essere approvato e recepito da Parlamento e Consiglio Ue, mentre la Commissione dovrà procedere al voto entro il prossimo gennaio

L'obiettivo della Direttiva è quello di tracciare un percorso graduale per arrivare a un parco immobiliare dei Paesi dell’Unione a emissioni zero entro il 2050, attraverso una serie di tappe intermedie.

Cosa prevede la nuova bozza

Nel dettaglio, la disciplina stabilisce che:

  • entro il 2030 gli immobili residenziali più inquinanti dovranno ridurre i consumi energetici medi del 16%
  • entro il 2035 la riduzione salirà al 20-22%
  • entro il 2033 per gli edifici non residenziali la riduzione dovrà essere del 16% entro il 2030 e del 26% 
  • dal 1° gennaio 2030, tutti i nuovi immobili residenziali dovranno essere a zero emissioni da combustibili fossili, mentre per gli edifici non residenziali l’obbligo scatterà a partire dal 1° gennaio 2028

La riduzione del 55% dei consumi energetici dovrà essere ottenuta attraverso la riqualificazione degli immobili con le prestazioni energetiche più basse. Più in particolare, entro il 2030, le ristrutturazioni dovranno coinvolgere il 15% degli immobili non residenziali ed, entro il 2033, il 26% degli edifici di classe energetica più bassa. 

La nuova disciplina assegna inoltre una maggiore autonomia ai Paesi membri che avranno la facoltà di scegliere gli edifici da riqualificare, di stabilire le misure da adottare e di decidere eventuali esenzioni.

Caldaie a combustibili fossili

La normativa stabilisce infine lo stop per gli impianti di riscaldamento a combustibili fossili (come le caldaie inquinanti) entro il 2040, mentre dal 2025 verranno aboliti tutti i bonus per le caldaie autonome

Per quanto riguarda invece l’installazione dei pannelli solari, l’obbligo riguarda esclusivamente gli edifici residenziali nuovi (a partire dal 2030) e quelli pubblici e i non residenziali di grandi dimensioni, a partire dal 2025.

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