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3 cose da sapere
  1. 1

    La detrazione prevista è del 50% dell'importo finanziato, fino ad un massimo di 96.000€.

  2. 2

    Si possono detrarre sia lavori di ristrutturazione, che di manutenzione ordinaria e straordinaria.

  3. 3

    Si possono detrarre anche tutte le spese collegate ai lavori edili.

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Che cos'è il bonus ristrutturazione edilizia 2024?

Il bonus ristrutturazione edilizia 2024 è un contributo che garantisce tutta una serie di vantaggi a chi desidera riqualificare il proprio immobile o il condominio sino al 2024. Questo incentivo è stato previsto dal decreto Rilancio, poi divenuto legge il 17 luglio 2022. Tra i tanti prodotti finanziari a tema, ad esempio, si distingue il mutuo ristrutturazione, sempre più richiesto dalle famiglie italiane, viste le condizioni vantaggiose per ottenere liquidità extra a tassi d'interesse decisamente convenienti.

Come funziona?

Avvalendosi di quest’agevolazione fiscale, chi si accinge a realizzare lavori nel contesto domestico, può avere accesso a una detrazione corrispondente al 50% dell’importo sostenuto per un massimo di 96.000 euro. In fase iniziale, il contributo ammontava al 36% per un massimo di 48.000 euro. Tuttavia, a distanza di un breve lasso di tempo, si è registrato un duplice incremento sia per la percentuale sia per il tetto massimo di spesa.

In base a quanto indicato all’interno della guida presente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, sono ben tre le modalità per usufruire del suddetto bonus:

  1. detrazione;
  2. sconto in fattura;
  3. cessione del credito a terzi.

L’ottenimento dell’agevolazione fiscale: la modalità ordinaria resta sempre la detrazione

La detrazione risulta la modalità più diffusa per ottenere il bonus ristrutturazione edilizia 2024: la somma viene ripartita in 10 rate annuali dello stesso importo.

Il contribuente che ad esempio non ha beneficiato dell'agevolazione fiscale per uno o più anni per svariati motivi, come ad esempio un esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o per incapienza, ha la possibilità di beneficiare della detrazione anche in rapporto ai successivi periodi d’imposta. Come? Semplicemente, indicando all’interno della dichiarazione il numero della rata corrispettiva. Se si agisce in questo modo, vi sono tutti i presupposti per ristrutturare casa o il condominio, andando a detrarre una parte dei costi sostenuti direttamente dall’IRPEF.

Per ciò che concerne il rimborso del 50% delle spese sostenute oppure di una parte, qualora si oltrepassasse la soglia limite pattuita, è opportuno procedere alla compilazione della dichiarazione dei redditi. In alternativa, il rimborso può avvenire anche tramite il Modello Redditi Persone Fisiche o mediante il 730. Tenendo conto dello svolgimento dei lavori e del sostenimento delle spese, la scadenza per l’invio della comunicazione e il termine sono stabiliti per il 16 marzo del 2023, se le operazioni sono iniziate nel 2022; a fronte di un inizio nel 2023, la data è quella del 16 marzo 2024.

Sconto in fattura e cessione del credito

I contribuenti hanno l’opportunità di usufruire anche della cessione del credito o dello sconto in fattura. In entrambe le circostanze, vi è l’obbligo dell’attestazione di congruità dei prezzi e del visto di conformità. A occuparsi della comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve essere necessariamente il professionista che, dopo aver portato a termine le verifiche documentali inerenti ai vari requisiti per l’ottenimento del contributo fiscale, ha apposto il visto di conformità.

In riferimento alla documentazione, bisogna presentare la dichiarazione di consenso sullo svolgimento dei lavori, la domanda di accatastamento, la delibera dell’assemblea attinente all’esecuzione dei lavori, anche per le parti in comune degli edifici residenziali, la tabella che elenca come vengono ripartite le spese, le ricevute di pagamento dell’ICI/IMU, le concessioni, le autorizzazioni e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, dove vanno indicate con chiarezza sia la data in cui sono stati avviati i lavori sia la compatibilità con le spese che vengono ammesse.

Bonus ristrutturazione edilizia 2024: chi può beneficiarne?

Il bonus ristrutturazione edilizia 2024 spetta ai contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, a prescindere dal fatto che risultino residenti in Italia o meno. Nello specifico:

  • i proprietari;
  • i nudi proprietari;
  • i locatari;
  • i comodatari;
  • gli imprenditori di ditte individuali;
  • i soci di cooperative;
  • i titolari di usufrutto, uso, superficie o abitazione, in qualità di diritto reale di godimento;
  • i produttori di redditi in forma associata

possono beneficiare della detrazione al 50% sulle spese per i suddetti lavori.

A fronte di possesso dell’immobile, esecuzione dei lavori a proprie spese e registrazione del compromesso, anche i futuri proprietari dell’abitazione hanno l’opportunità di poter accedere al bonus ristrutturazione edilizia 2024.

Se sostengono le spese e risultano intestatari di fatture e bonifici, anche i seguenti soggetti possono avere diritto alla detrazione: il familiare convivente del proprietario dell’immobile su cui vengono svolti i lavori. Questa figura è in genere il coniuge, ma possono essere anche parenti entro il terzo grado. Anche il coniuge separato assegnatario dell’immobile che risulta intestato all’altro coniuge, può beneficiare del contributo fiscale. Lo stesso dicasi in riferimento al componente dell’unione civile e al convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile su cui sono stati eseguiti gli interventi di ristrutturazione, restauro o ammodernamento. In quest’ultimo caso, addirittura per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016.

Cosa avviene nello scenario in cui vi sono due comproprietari di un immobile che hanno sostenuto le spese di ristrutturazione, ma fattura e bonifico risultano intestati a uno solo?

La detrazione spetta anche a chi non viene indicato nei documenti, a patto che all’interno della fattura sia indicato chiaramente la percentuale di spesa che quest’ultimo ha sostenuto.

Caso particolare, poi, è quello attinente ai contratti preliminari di vendita: l’acquirente dell’immobile può beneficiare del contributo se è stato inserito nel possesso dell’abitazione, se porta a termine gli interventi a suo carico e se la registrazione del compromesso è avvenuta entro i termini della data di presentazione della dichiarazione dei redditi, dove la detrazione viene fatta valere.

Tipologia di lavori ammessi

Fino al 2024, i contribuenti possono portare in detrazione le spese che si riferiscono ai lavori di riqualificazione edilizia, oltre che di manutenzione ordinaria e straordinaria, fino a un massimo di 96.000 euro.

Gli interventi che assicurano l’ottenimento del credito d’imposta, pertanto, sono i seguenti:

  • lavori di manutenzione ordinaria,
  • lavori di manutenzione straordinaria,
  • lavori di ristrutturazione edilizia,
  • opere di risanamento conservativo e restauro

eseguiti su condomini o su parti comuni di edifici residenziali o su singole unità immobiliari residenziali, indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza.

Lavori di manutenzione straordinaria detraibili

Tra gli esempi concreti a tema per quanto riguarda i lavori di manutenzione straordinaria è possibile citare lavori di:

  • recinzione di un’area privata,
  • installazione di dispositivi deputati a rilevare la presenza di gas,
  • interventi volti a cablare gli edifici,
  • lavori deputati a evitare infortuni di natura domestica o a rimuovere barriere architettoniche,
  • interventi finalizzati a bonificare un’area dall’amianto o ad apportare risparmio energetico,
  • rifacimento di rampe,
  • costruzione di scale o di corrimano,
  • adozione di opportune misure antisismiche,
  • montaggio di ventri anti-infortunio,
  • sostituzione dei serramenti, delle porte interne, degli infissi esterni o delle persiane con serrande,
  • rimpiazzo di prese malfunzionanti o di tubature danneggiate,
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici,
  • installazione di ascensori o progettazione di scale di sicurezza.

Lavori di manutenzione ordinaria detraibili

Di conseguenza, si può effettuare l’accesso al bonus ristrutturazione edilizia 2024, anche portando a termine lavori di manutenzione ordinaria è opportuno sottolineare quelli inerenti alla:

  • realizzazione di bagni,
  • all’apertura di nuove finestre
  • all’adeguamento delle altezze dei solai.

In rapporto ai lavori che mirano a garantire risparmio energetico, è necessario presentare la comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla data in cui sono stati ultimati gli interventi.

Altre spese detraibili

Nel bonus sono previste detrazioni anche per tutte le spese non strettamente inerenti le lavorazioni edili, ma è anche possibile includere nella richiesta di incentivi fiscali:

  • spese per la progettazione;
  • spese per la messa in regola degli edifici;
  • spese per l’acquisto dei materiali;
  • spese per le perizie e i sopralluoghi;
  • IVA, imposta di bollo e diritti pagati;
  • oneri di urbanizzazione;
  • altri costi collegati ai lavori.

Interventi eseguiti in proprio danno la possibilità di accedere al bonus ristrutturazione edilizia 2024?

Assolutamente sì. Il beneficiario ha il diritto alla detrazione del 50% delle spese sostenute per quanto riguarda l’acquisto dei materiali impiegati. A tal proposito, il prestito ristrutturazione si dimostra tra i prodotti più validi a tema.

Conclusioni

Tirando le somme, chi vuole realizzare la sua casa dei sogni ha molte opportunità di scelta sulla base della tipologia di ristrutturazione che intende portare a termine. Richiedere la detrazione degli interessi passivi del mutuo, che è stato acceso con l’intento di ammodernare il proprio contesto domestico, rientra fra le opzioni più diffuse. Conditio sine qua non che a richiedere la detrazione IRPEF sugli interessi passivi del mutuo acceso per la ristrutturazione della casa, sia il proprietario effettivo. Nello specifico, è possibile portare in detrazione il 19% degli interessi pagati, a patto che nella dichiarazione dei redditi venga indicato l’importo. La somma massima calcolata sulla detrazione ammonta a 2.582 euro. Per ottenerla, è opportuno conservare la copia del contratto di mutuo, dove risulti che è stato acceso con l’intento di avviare lavori di ristrutturazione o di costruzione, le quietanze di pagamento degli interessi passivi e la copia dei documenti che attesta che le spese per realizzare gli interventi in oggetto sono state sostenute dal proprietario.

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