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18 giu 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marianna Serra

Persone che lavorano a un progetto edile

Con l'entrata in vigore del decreto Salva-casa, i cittadini hanno ora la possibilità di richiedere ai Comuni la sanatoria delle loro abitazioni. In alcuni casi, non sarà necessaria la tolleranza, tuttavia, per le procedure di accertamento di conformità, fondamentali per regolarizzare le difformità, sarà indispensabile. 

Quali sono le altre novità introdotte dal decreto? 

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Possibili modifiche al Decreto

Attualmente, i cittadini possono avviare le loro richieste per le sanatorie, tenendo presente che durante l'iter parlamentare del decreto potrebbero esserci ulteriori modifiche. Il provvedimento, infatti, è pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è sotto esame delle commissioni parlamentari.

Novità introdotte dal Decreto

Una delle principali novità introdotte è il meccanismo del "silenzio-assenso". Se l'amministrazione comunale, probabilmente sovraccarica di richieste, non risponde entro i termini previsti, l'istanza si considera accettata. I tempi variano: 

  • 45 giorni per il permesso in sanatoria
  • 30 giorni per la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)
  • 180 giorni per immobili soggetti a vincolo paesaggistico

Ecco quali sono le altre novità introdotte dal Decreto Salva-Casa:

  • verande ed edilizia libera: le vetrate panoramiche amovibili (Vepa) potranno essere installate senza necessità di autorizzazione comunale o comunicazione di inizio attività, anche per porticati interni all'edificio. Anche le strutture di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, come tende a pergola - per le quali sono attualmente disponibili dei bonus -  potranno essere installate senza permessi, purché non creino spazi chiusi in modo stabile
  • pareti e tolleranze costruttive: per gli interventi realizzati entro il 24 maggio scorso, sono stati stabiliti nuovi limiti di tolleranza. Rimangono del 2% per superfici superiori a 500 metri quadri, ma aumentano al 3% per superfici tra 300 e 500 metri quadri, al 4% per superfici tra 100 e 300 metri quadri, e al 5% per superfici sotto i 100 metri quadri
  • muri interni e tolleranze esecutive: la tolleranza esecutiva si riferisce alle irregolarità geometriche e alle modifiche minori alle finiture degli edifici, nonché alla diversa collocazione di impianti e opere interne. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio, rientrano in questa categoria anche il minor dimensionamento dell'edificio, la mancata realizzazione di elementi architettonici non strutturali, le irregolarità esecutive di muri esterni e interni, e la diversa ubicazione delle aperture interne
  • accertamento di conformità: in passato, l'accertamento di conformità richiedeva la "doppia conformità", cioè la conformità alla normativa edilizia e urbanistica sia al momento della realizzazione che al momento della presentazione dell'istanza. Il decreto Salva-casa semplifica questa normativa, richiedendo la doppia conformità solo nei casi più gravi
  • stato legittimo dell'immobile: il decreto riduce gli oneri amministrativi per i cittadini, per dimostrare lo stato legittimo sarà sufficiente presentare il titolo che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio, anche se in sanatoria. Le parziali difformità sanate contribuiranno così a dimostrare lo stato legittimo di un immobile
  • cambio di destinazione d'uso: all'interno della stessa categoria funzionale, il cambiamento della destinazione d'uso sarà sempre consentito. Tra diverse categorie, sarà ammesso tra residenziale, turistico-ricettiva, produttiva, direzionale e commerciale, e in ogni caso, all'interno delle zone di centro storico, residenziali consolidate e residenziali in espansione. Sono escluse le unità immobiliari al primo piano fuori terra
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