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Direttiva case green: quali sono le deroghe?

Pubblicato il 30-06-2023 | Aggiornato il 20-01-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
marianna serra
Marianna Serra
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Il Parlamento Europeo ha approvato il testo Direttiva Case Green, al fine di ridurre le emissioni di gas inquinanti, e il consumo di energia nel settore edile dell'UE entro il 2030. In base a quanto approvato, tutti gli immobili residenziali e non residenziali, dovranno essere portati entro il 2030 in classe energetica E, ed entro il 2033 in classe D. La classe energetica G, ovvero quella con la più bassa efficienza energetica, dovrà invece essere solo del 15%. 

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Quanto costa il miglioramento?

Per quanto concerne gli interventi di miglioramento energetico, richiederanno mediamente circa 60.000€ per ogni edificio e dovranno essere effettuati al momento della ristrutturazione o della vendita dello stesso, seguendo quanto riportato dalla direttiva.

Gli edifici non inclusi nella direttiva

Alcune tipologie di immobili sono tuttavia esonerate dall'obbligo di ristrutturazione, per un totale di circa 4 milioni di edifici in Italia

Tra queste vi sono: 

  • abitazioni unifamiliari con superficie inferiore a 50 mq
  • seconde case che vengono utilizzate per meno di quattro mesi l’anno
  • immobili vincolati dai Beni Culturali
  • immobili decadenti situati nei centri storici
  • chiese e edifici di culto
  • edifici destinati a scopi di difesa nazionale

Ogni Stato può decidere

Esistono inoltre ulteriori deroghe per altre categorie di edifici, previste dagli Stati Membri, tra questi vi sono: 

  • fabbricati temporanei non utilizzati per più di due anni
  • immobili destinati allo svolgimento di attività religiose
  • officine, depositi, siti industriali, edifici di servizio non residenziali, a basso fabbisogno energetico
  • edifici agricoli non residenziali utilizzati in settori disciplinati da accordi nazionali di settore sulla prestazione energetica
  • edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi l’anno o con un consumo energetico inferiore al 25% di quello annuo stimato
  • fabbricati indipendenti con superficie calpestabile totale non superiore ai 50 mq
  • stazioni di approvvigionamento infrastrutturale

Le regole della direttiva

Tutti gli altri edifici dovranno invece seguire le regole seguenti: 

  • zero emissioni dal 2026 per i nuovi edifici pubblici
  • classe E/F entro il 2027 per gli edifici non residenziali/pubblici 
  • adeguamento alle tecnologie solari entro il 2028 per tutti i nuovi edifici
  • zero emissioni dal 2028 per i nuovi edifici residenziali
  • classe D/E entro il 2030 per gli edifici non residenziali/pubblici
  • classe E entro il 2030 per gli edifici residenziali
  • tecnologie solari entro il 2032 per le case in ristrutturazione
  • classe D entro il 2033 per gli edifici residenziali

Non sono comunque previste attualmente sanzioni per chi non si adegua alla Direttiva provvedendo alla ristrutturazione degli immobili, anche se il governo ha la possibilità di inserirle.

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