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Cessione del quinto e pignoramento di stipendio o pensione

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Le 3 cose da sapere:
  1. 1

    Cos’è il pignoramento: è una trattenuta sulla busta paga in virtù di un debito

  2. 2

    Cos’è la cessione quinto: un finanziamento con trattenuta diretta sullo stipendio o sulla pensione

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La cessione del quinto è una particolare tipologia di prestito che prevede la possibilità di utilizzare al massimo il 20% del proprio stipendio oppure della propria pensione per rimborsare le varie rate previste dal piano di ammortamento. In pratica, c'è una trattenuta diretta sullo stipendio oppure sulla pensione che viene effettuata dal datore di lavoro oppure dall'INPS in caso di pensionati.

Il pignoramento, invece, è una trattenuta che si rende necessaria in virtù di un creditore che vuole recuperare i propri crediti. Scopriamo cosa prevede la legge in tema di cessioni del quinto e pignoramenti.

Sommario

Pignoramento dello stipendio con cessione del quinto in corso

Il pignoramento dello stipendio con cessione del quinto in corso è una situazione piuttosto complessa che può comportare non poche problematiche al richiedente. Innanzitutto, bisogna ricordare che il pignoramento che interviene sulla retribuzione, che può essere uno stipendio oppure una pensione, viene notificata sia al datore di lavoro che al debitore.

La Legge sottolinea che non è possibile procedere con il pignoramento dello stipendio/pensione nel caso in cui la retribuzione mensile percepita dal lavoratore/pensionato sia inferiore al triplo dell'assegno sociale.

In caso di pignoramento su cessione del quinto per dipendenti, ci sono una serie di obblighi del datore di lavoro per gestire al meglio questa situazione ed in particolare deve necessariamente comunicare il pignoramento all'autorità giudiziaria evidenziando anche gli importi previsti oltre che la retribuzione mensile e il TFR.

Nel caso specifico, il datore di lavoro è anche obbligato a mettere a conoscenza l'autorità giudiziaria se vi sia o meno in essere un prestito come la cessione del quinto. Tenendo presente tutti questi vincoli, soprattutto relativi alla retribuzione del lavoratore, il pignoramento dello stipendio con cessione del quinto in corso è plausibile anche se bisogna ricordare che non può essere previsto per una quota superiore alla differenza tra la metà dello stipendio percepito e la quota prevista per la cessione del quinto.

Come si calcola il pignoramento del quinto dello stipendio

Come abbiamo visto il pignoramento del quinto dello stipendio è possibile anche qualora sia in atto la cessione del quinto: il pignoramento quando c'è in essere questo genere di finanziamento prevede dei vincoli ben diversi rispetto al caso in cui la retribuzione non è già alle prese con un'altra trattenuta mensile.

La legge prevede che il pignoramento del quinto dello stipendio non può superare la differenza tra metà della retribuzione mensile e la quota già ceduta.

Per chiarire il concetto facciamo l'esempio di un lavoratore la cui retribuzione mensile è pari a 1.500 euro. Supponiamo che il dipendente abbia sottoscritto la cessione del quinto e che si vede decurtare una somma di 300 euro. Un eventuale pignoramento potrebbe essere di una quota massima pari a 750 euro (metà stipendio) - 300 euro ossia 450 euro.

Pignoramento della pensione con cessione del quinto in atto

Il pignoramento della pensione con cessione del quinto in atto è una procedura che la legge prevede e che permette ad eventuali creditori di richiedere il recupero dei propri soldi, per cui l'INPS andrà a trattenere direttamente dalla prestazione mensile quanto dovuto.

Anche in caso di pignoramento sulla cessione del quinto per pensionati c'è un limite che non può essere superato e che viene definito come minimo vitale impignorabile.

In pratica, si va a calcolare una quota di pensione che non può essere pignorata in nessun caso perché necessaria per poter vivere. Per il calcolo bisogna prendere in considerazione un importo mensile specifico ed effettuare dei semplici calcoli.

Ad esempio, mettiamo il caso che un pensionato percepisca 1.500 al mese, facendo riferimento all'anno in ocrso la pensione sociale è pari a 449,07 euro. Per il calcolo della soglia minima vitale impignorabile bisogna prendere in considerazione quest'ultimo dato e aumentarlo della sua metà per cui avremmo 672,10 euro.

In pratica, questa parte di pensione non potrà essere mai utilizzata per pignoramenti ed altre situazioni, mentre c’è comunque la possibilità per il creditore di rifarsi sulla restante parte dei 1500 euro mensili ossia avrà a disposizione 827,9 euro .

Doppia cessione del quinto con pignoramento

Alcune banche permettono al lavoratore dipendente di ottenere anche la doppia cessione del quinto che corrisponderà al 40% della retribuzione mensile. La grande differenza con la cessione del quinto è che nel caso di doppia cessione, il datore di lavoro può rifiutarsi di consentire il finanziamento.

Tornando però alla tematica principale, con la doppia cessione del quinto e con il pignoramento, ovviamente il lavoratore potrebbe trovarsi in una situazione più difficoltosa.

In presenza di doppia cessione del quinto con pignoramento, la Legge prevede che possa essere ridotta la quota spettante per la doppia cessione del quinto in maniera tale che la somma di queste due situazioni sia al massimo pari a metà stipendio.

In pratica, secondo questa visione bisogna fare in modo che il lavoratore possa disporre almeno del 50% del proprio stipendio netto per poter vivere.

Pignoramento Equitalia

Differente è la situazione in cui il creditore è Equitalia.

A tal proposito, è stata varata una precisa Norma secondo la quale il pignoramento può essere sempre di un quinto dello stipendio, ma soltanto ed esclusivamente sui compensi professionali, ovvero quelli di liberi professionisti e superiori a 5.000 euro.

Se invece il compenso dovesse essere inferiore o pari a 2500 euro, allora la Legge prevede che si possa pignorare fino a un decimo mentre nel segmento compreso tra 2501 euro e 5000 euro si potrà richiedere fino ad un settimo di questo valore.

Come bloccare il pignoramento

Tra gli strumenti che si possono prendere in considerazione per bloccare il pignoramento dello stipendio, ci sono le cosiddette opposizioni.

Si tratta di procedure disciplinate dall'Articolo 615 del Codice di Procedura Civile che permettono di contestare il diritto del creditore a procedere ad un’esecuzione forzata che in questo caso si esplicita con la trattenuta sullo stipendio. Tuttavia, affinché si possa ottenere l'effettivo blocco del pignoramento è necessario che manchi il titolo esecutivo oppure il diritto sostanziale rappresentante dal titolo. In parole povere, bisogna cercare di dimostrare la mancanza di regolarità: ovviamente, la questione verrà gestita da un opportuno giudice.

Una via alternativa è quella di trovare un accordo con il creditore.

Richiedere la cessione del quinto con pignoramento in busta paga: è possibile?

Cosa succede invece nel caso contrario, ossia se è in atto un pignoramento sulla busta paga oppure sulla pensione e si decide di richiedere la cessione del quinto?

La Legge prevede che il lavoratore abbia diritto di avanzare questo genere di richiesta purché siano rispettati alcuni vincoli riguardanti i limiti dell'importo ed altre situazioni. Il concetto è quello di limitare la rata mensile alla differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la quota pignorata.

Ritornando all'esempio che abbiamo analizzato in precedenza relativo a un lavoratore che percepisce 1500 euro al mese netti, bisognerà calcolare il 40% ossia i due quinti di questo importo pari a 600 euro. Il pignoramento per legge non può essere superiore al 20% dello stipendio, per cui nel caso peggiore sarà di 300 euro.

Questo significa che il lavoratore avrà facoltà di cedere al massimo la differenza tra i 600 euro (doppio quinto) e 300 euro (pignoramento), ossia 300 euro. In realtà questa cifra è praticamente pari al quinto del suo stipendio.

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