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Come funziona la cessione del quinto in 10 punti

prestiti guide la cessione del quinto in 10 punti

Le 3 cose da sapere:

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    La cessione del quinto è un prestito dedicato a dipendenti e pensionati.

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    La cessione del quinto è un prestito dedicato a dipendenti e pensionati.

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    La rata non può superare un quinto del reddito mensile netto.

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    La rata non può superare un quinto del reddito mensile netto.

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    Viene rimborsata tramite una trattenuta diretta sullo stipendio o sulla pensione.

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    Viene rimborsata tramite una trattenuta diretta sullo stipendio o sulla pensione.

Cessione del quinto: ottieni fino a 75.000€
Cessione del quinto: ottieni fino a 75.000€

La cessione del quinto è una tipologia di prestito sempre più richiesta, perché presenta numerosi vantaggi ed è più accessibile anche per chi ha avuto in precedenza problemi di affidabilità creditizia

Si tratta di un finanziamento facilmente rimborsabile, grazie a una trattenuta diretta sulla busta paga o sul cedolino della pensione. Scopriamo insieme i dettagli e come funziona la cessione del quinto.

Sommario

La cessione del quinto in breve

CARATTERISTICADESCRIZIONE
Cos'èUn prestito in cui la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione
A chi è rivoltaDipendenti pubblici e privati o pensionati
Importo massimo finanziabileFino a 75.000€
Durata massimaFino a 120 mesi (10 anni)
Vantaggi principaliRimborso automatico delle rate, importo finanziabile elevato e rata fissa

1. Cos'è e come funziona

La cessione del quinto è una formula particolare di prestito personale a tasso fisso che, come anticipato, viene rimborsata attraverso una trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino della pensione. Si chiama così perché l'importo della rata non può superare un quinto (ossia il 20%) del reddito mensile netto

Il calcolo della rata viene sempre effettuato in base al numero di mensilità percepite. Per fare un esempio, con 12 mensilità pari a 1500€, la rata massima sarà pari a 300 euro (1500 diviso 5). Una volta trattenuta dalla busta paga, lo stipendio residuo sarà di 1200 euro.

Con 13 o più mensilità, conviene sempre fare il calcolo annualmente. In questo caso si avrà: 1500 x 13 = 19.500 euro di reddito netto annuale, con una rata massima che salirà a 325 euro (ossia 19.500 diviso 5 e poi diviso 12).

La cessione del quinto non può avere una durata superiore a 120 mesi. Essendo un finanziamento non finalizzato, non è necessario specificare il motivo per il quale si richiede il denaro.

2. Prestito o cessione del quinto: le differenze

Nella cessione del quinto, il debito viene rimborsato all'istituto che l'ha erogato direttamente dal datore di lavoro o dall’istituto di previdenza. Proprio grazie a questo meccanismo, è un tipo di prestito che offre una maggiore sicurezza alle banche, perché la trattenuta diretta permette di ridurre il rischio di insolvenza.

Nei prestiti classici, invece, il debito è rimborsato direttamente da chi ha richiesto il finanziamento, attraverso il pagamento mensile delle rate. In questo caso, il richiedente ha maggiore flessibilità, ma richiede una gestione attenta delle scadenze per evitare ritardi o inadempienze.

Inoltre, a differenza di un prestito standard, la cessione del quinto richiede la stipula obbligatoria di un'assicurazione sul rischio vita e impiego

Leggi la nostra guida dedicata per scoprire come scegliere tra prestito e cessione del quinto in base alle tue esigenze.

3. Chi può richiedere la cessione del quinto

La cessione del quinto è dedicata a dipendenti pubblici e privati e pensionati.

Per i dipendenti, di solito è richiesto un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il superamento del periodo di prova e almeno 3-6 mesi di anzianità lavorativa. Per questa ragione, per i neoassunti (che hanno quindi una ridotta anzianità di servizio) potrebbe essere più difficile accedere alla cessione del quinto.

A volte può essere accettato anche un contratto a tempo determinato, a patto che la durata del prestito non superi la scadenza del contratto stesso.

Anche il datore di lavoro deve soddisfare alcuni requisiti. In particolare, deve:

  • dimostrare la sua solidità economica;
  • avere un numero minimo di dipendenti (normalmente fissato tra i 15 e i 20);
  • dimostrare di aver accantonato un TFR per il dipendente pari (o comunque vicino) al debito contratto.

4. Le garanzie necessarie

Di solito, per la cessione del quinto non sono richieste garanzie particolari, perché il finanziamento è di fatto garantito dal TFR maturato (per quanto riguarda i dipendenti) o dalla pensione, che rappresentano una forma di tutela per la banca in caso di eventi come perdita di lavoro, infortunio e rischio vita. 

Tuttavia, un aspetto che distingue la cessione da altre forme di prestito è la richiesta di un'assicurazione obbligatoria. Quest'ultima tutela dal rischio vita e dalla perdita di lavoro per la parte del finanziamento che eccede il TFR maturato. I costi della polizza vengono trattenuti direttamente dalla banca o dalla finanziaria che erogano al richiedente l’importo decurtato dalle spese assicurative. Per legge, per tutta la durata del rimborso, i dipendenti non possono chiedere anticipi sul TFR.

Oltre all'assicurazione, non servono garanzie aggiuntive. Questo rende la cessione del quinto un'opzione percorribile anche per chi ha avuto qualche problema di credito in passato.

5. I documenti richiesti

Al momento della domanda, i richiedenti devono presentare, oltre alla documentazione anagrafica e personale, anche le certificazioni necessarie all’inquadramento della posizione lavorativa e reddituale.

Per quanto riguarda i pensionati, è sufficiente presentare il cedolino della pensione.

Per i prestiti a dipendenti privati e pubblici sono invece richiesti:

  • l'ultima busta paga;
  • il certificato di stipendio, che deve includere la data di assunzione, la retribuzione annua e mensile (sia lorda sia netta), l'importo del TFR maturato fino a quel momento ed eventuali trattenute già presenti in busta paga.

Inoltre, il lavoratore dipendente deve firmare una delega che autorizzi il datore di lavoro a pagare mensilmente la rata del prestito tramite trattenuta dallo stipendio. 

La banca o la finanziaria provvedono invece a richiedere direttamente il benestare del datore di lavoro, che si impegna così al versamento puntuale delle rate, attraverso la notifica allo stesso del contratto di finanziamento.

6. Le condizioni economiche e gli importi finanziabili

Nel contratto di cessione del quinto devono essere specificati:

  • il tasso di interesse praticato;
  • l’ammontare del finanziamento e le sue modalità;
  • il numero delle rate, il loro importo e le rispettive scadenze;
  • le condizioni;
  • eventuali altre spese (compresi gli interessi da pagare in caso di mora);
  • il TAEG (Tasso annuo effettivo globale) e le rispettive eventuali condizioni che lo modificano;
  • causali e importi delle spese non comprese nel TAEG;
  • le coperture assicurative;
  • le ulteriori garanzie (se richieste).

Il TAEG comprende gli oneri accessori e le commissioni bancarie ma, nel caso di prestito con cessione del quinto, le spese assicurative possono anche essere escluse. 

L’importo massimo richiedibile può arrivare fino a 75.000€, ma dipende da variabili come: 

  • l’entità del TFR maturato;
  • gli anni di anzianità lavorativa (per i dipendenti);
  • l’ammontare mensile dello stipendio o della pensione. 

Infatti, poiché la rata mensile non può superare un quinto dello stipendio netto o della pensione, tanto maggiori sono questi importi, quanto maggiore potrà essere la rata e, di conseguenza, maggiore sarà il prestito erogabile. Inoltre, maggiore è l’anzianità lavorativa, tanto più alto il TFR maturato e, quindi, maggiore sarà la garanzia da offrire alla banca o alla finanziaria.

Per conoscere il costo effettivo della cessione del quinto, devi considerare il TAEG, tasso che esprime in percentuale il costo totale di un finanziamento.

7. Delega e rinnovo della cessione del quinto

Esiste una tipologia di prestito personale molto simile alla cessione del quinto. Si chiama delega di pagamento ed è destinata ai dipendenti pubblici e privati ma, a differenza della cessione del quinto, la rata, che pure viene trattenuta direttamente in busta paga, può arrivare sino ai due quinti dello stipendio netto

Con entrambe le tipologie è possibile chiedere il rinnovo del prestito, per ridiscutere i termini del contratto in corso e ottenere nuova liquidità, allungando la durata del rimborso e mantenendo la stessa rata.

L’operazione di rinnovo è possibile solo nel caso in cui sia trascorso il 40% del piano di rimborso (ad esempio, se il prestito è a 10 anni ne devono essere trascorsi almeno 4). Fanno eccezione i finanziamenti di durata uguale o inferiore a 60 mesi, che possono essere rinnovati anche prima che sia trascorso il 40% della durata del rimborso, a patto che il nuovo prestito duri 10 anni.

Puoi richiedere la delega di pagamento anche se stai rimborsando la cessione del quinto, a patto che, per ogni tipologia di prestito, le rispettive rate non siano superiori ognuna a un quinto dello stipendio netto mensile.

8. L'estinzione anticipata

È possibile estinguere in anticipo la cessione del quinto versando l’intero debito residuo e pagando una penale, che normalmente è pari all’1% della somma restante dovuta. Se previsto dal contratto, è possibile evitare il versamento della penale, ma vanno comunque pagate le spese di istruttoria e l’imposta di bollo. 

La polizza assicurativa, di solito interamente versata in fase di stipula del prestito, viene di solito rimborsata dalla banca in un’unica soluzione, per un importo pari alla quota del premio non goduto.

9. Il recesso dal contratto di finanziamento

È anche possibile recedere gratuitamente dal contratto di cessione del quinto entro 14 giorni dalla sua stipula, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno alla banca o all’intermediario, nella quale si esprime la volontà di esercitare il diritto di recesso, possibile in base alla legge 229/2003, che prevede per i consumatori la facoltà di ripensamento.

10. I vantaggi della cessione del quinto

La cessione del quinto presenta numerosi vantaggi, che la rendono in molti casi una soluzione più adatta rispetto al prestito personale.

La trattenuta diretta per massimo il 20% del reddito netto mensile è un meccanismo molto comodo per chi ha un contratto a tempo indeterminato o percepisce una pensione, perché l'importo rimane facilmente sostenibile e non ci si deve ricordare attivamente di saldare la rata.

Inoltre, i tempi di erogazione e bonifico della cessione del quinto sono piuttosto veloci, a patto di aver inviato correttamente tutti i documenti in fase di stipula del contratto.

Spesso è possibile ottenere una cessione del quinto anche se si hanno già altri prestiti in corso. Le banche, infatti, sono più propense a erogarla perché il pagamento automatico delle rate riduce il rischio di insolvenza, motivo per cui possono accedere a questa tipologia di prestito anche i cosiddetti cattivi pagatori o protestati.

Prima di richiedere una cessione del quinto, così come qualsiasi altro prestito, valuta sempre l'impatto sulla tua vita quotidiana e sul tuo futuro di rinunciare a una parte del tuo reddito. Leggi attentamente i fogli informativi e confronta i TAEG applicati.

Cessione del quinto: ottieni fino a 75.000€
Pubblicato il 20-10-2019 | Aggiornato il 08-06-2026 | 8 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it

Domande frequenti

  • Quando non viene accettata la cessione del quinto?

    Di solito, la cessione del quinto viene rifiutata quando il richiedente non ha un reddito sufficiente a garantire il rimborso del finanziamento, oppure se ha una situazione debitoria pregressa o altri finanziamenti in corso che renderebbero il prestito non sostenibile. Altri motivi di rifiuto possono essere un'età superiore ai 75 anni al momento della scadenza del finanziamento o l'assenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

  • Chi non può richiedere la cessione del quinto?

    Non possono richiedere la cessione del quinto i lavoratori autonomi, i pensionati che non hanno una pensione INPS, i lavoratori con contratto a progetto o in apprendistato, con contratto di lavoro intermittente o a chiamata.

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