logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

BCE verso lo stop ai rialzi il 29 ottobre: tasso al 2,50%, cosa significa per chi ha o cerca un mutuo

Pubblicato il 27-10-2026 | Aggiornato il 27-10-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
bandiera

Giovedì 29 ottobre il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea annuncerà la nuova decisione sul costo del denaro e le attese convergono su una pausa: il tasso sui depositi dovrebbe restare al 2,50%, livello raggiunto con il rialzo di settembre. Una scelta che arriverebbe nonostante l’inflazione dell’Eurozona sia salita al 3,8%, spinta soprattutto dai rincari energetici.

Per le famiglie con un mutuo a tasso variabile e per chi sta per chiederne uno, la riunione di ottobre conta però soprattutto per il messaggio sulle prossime mosse. Vediamo come si sono mossi i tassi BCE nel 2026, dove si trovano oggi Euribor ed Eurirs e quali condizioni propongono le banche questo mese.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore
  • Il 29 ottobre la BCE dovrebbe confermare il tasso sui depositi al 2,50%, dopo due rialzi da 25 punti base a giugno e settembre 2026.
  • L’inflazione dell’Eurozona è al 3,8% a settembre, il TAEG medio sui nuovi mutui in Italia è salito al 3,99% ad agosto secondo Banca d’Italia.
  • Nella simulazione di ottobre su Facile.it, i tassi fissi partono dal 2,80% e i variabili dal 2,60%: il prossimo appuntamento decisivo è la riunione del 17 dicembre.
In sintesi

Sommario

Perché a ottobre la BCE dovrebbe fermarsi

Sulla carta, i dati sui prezzi spingerebbero verso un’ulteriore stretta. Eurostat ha confermato che a settembre l’inflazione annua dell’area euro si è attestata al 3,8%, in accelerazione rispetto al 3,2% di agosto e ben lontana dal 2,2% di un anno prima. A trainare l’indice è stata in primo luogo l’energia, seguita dai servizi, con effetti che iniziano a farsi sentire anche sugli altri beni del paniere.

A frenare la BCE è invece l’andamento dei mercati obbligazionari. Le tensioni politiche e fiscali in Francia hanno fatto salire i rendimenti dei titoli di Stato europei; questo rincaro del credito, produce sull’economia un effetto simile a quello di un aumento dei tassi ufficiali. In altre parole, una parte della stretta è già in corso senza che Francoforte debba intervenire. A ciò si aggiunge una crescita ancora debole, che rende rischioso alzare troppo e troppo in fretta il costo del denaro.

La linea ufficiale resta quella ribadita a settembre: decisioni prese riunione per riunione, sulla base dei dati disponibili, senza un percorso predefinito. Per questo una pausa a ottobre non chiude la porta a nuovi interventi nei mesi successivi.

I tassi BCE nel 2026: dai tagli alla nuova stretta

Il 2026 ha segnato un cambio di direzione nella politica monetaria europea. Dopo il ciclo di tagli avviato a metà 2024, che aveva portato il tasso sui depositi al 2,00%, la BCE ha ripreso ad alzare i tassi l’11 giugno, con il primo aumento dal 2023. Il secondo rialzo è arrivato il 10 settembre, deciso all’unanimità e motivato dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente.

Tasso BCELivello attuale
Tasso sui depositi2,50%
Operazioni di rifinanziamento principali2,65%
Operazioni di rifinanziamento marginale2,90%

I tre tassi sono in vigore dal 16 settembre. Il tasso sui depositi è quello attraverso cui la BCE orienta la politica monetaria ed è il riferimento più seguito dai mercati, anche per le sue ricadute sull’Euribor.

Cosa cambia per i mutui a tasso variabile

Chi ha un mutuo variabile paga un tasso composto dall’Euribor più lo spread fissato dalla banca. L’Euribor tende ad anticipare le mosse della BCE, perché incorpora le aspettative del mercato sui tassi futuri: per questo una pausa già ampiamente attesa non dovrebbe produrre scossoni immediati sulle rate.

Nella seconda metà di ottobre, l’Euribor a 1 mese si colloca intorno al 2,44%, quello a 3 mesi intorno al 2,68%, mentre le scadenze a 6 e 12 mesi si muovono rispettivamente oltre il 3% e intorno al 3,26%. La distanza crescente tra le scadenze brevi e quelle più lunghe indica che il mercato considera ancora possibile un nuovo rialzo nei prossimi mesi.

Per chi ha un variabile in corso, l’effetto concreto dipende dal parametro di riferimento indicato nel contratto e dalla periodicità con cui la rata viene aggiornata. Un mutuo indicizzato all’Euribor a 1 mese reagisce più rapidamente alle variazioni, mentre uno legato all’Euribor a 6 mesi recepisce i cambiamenti con un ritardo maggiore.

Tasso fisso: Eurirs in leggero calo, TAEG medio vicino al 4%

Sul fronte del tasso fisso, il parametro di riferimento è l’Eurirs, legato alle attese di lungo periodo su inflazione e politica monetaria. A ottobre gli indici hanno mostrato una lieve flessione rispetto all’inizio del mese: nella seconda metà di ottobre l’Eurirs a 20 anni si attesta intorno al 3,56% e quello a 30 anni intorno al 3,39%, secondo le rilevazioni di Facile.it.

Diverso il quadro del costo medio dei mutui effettivamente erogati. Banca d’Italia rileva che ad agosto il TAEG sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione è salito al 3,99%, rispetto al 3,81% di luglio, toccando i livelli più alti da agosto 2024. Si tratta di una media che riflette condizioni molto diverse tra banche e profili di clientela, e non va confusa con i tassi delle singole offerte disponibili sul mercato.

Le prossime tappe: dicembre è la riunione da seguire

Se la pausa di ottobre verrà confermata, l’attenzione si sposterà sulla riunione del 16 e 17 dicembre, l’ultima dell’anno. In quell’occasione, la BCE presenterà anche le nuove proiezioni macroeconomiche, che diranno se i rincari energetici stanno producendo effetti più duraturi su prezzi e salari.

Le ultime stime, pubblicate a settembre, indicano un’inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028, con una crescita dello 0,9% quest’anno, dell’1,4% il prossimo e dell’1,5% nel 2028. Rispetto a giugno, le previsioni sull’inflazione sono state riviste al rialzo per il 2027 e il 2028.

Prima di dicembre arriverà un altro dato da osservare con attenzione: la stima flash di Eurostat sull’inflazione di ottobre, attesa per il 4 novembre. Per chi deve scegliere tra fisso e variabile, o valuta una surroga, questi appuntamenti possono aiutare a capire in quale direzione si muoveranno i parametri nei prossimi mesi.

Fisso o variabile: come muoversi in questa fase

In un mercato in cui la BCE si ferma ma non esclude nuovi rialzi, la scelta del mutuo dipende soprattutto dalle esigenze di chi lo richiede. Il tasso fisso garantisce una rata invariata per tutta la durata del finanziamento, un aspetto che può risultare interessante per chi vuole pianificare con precisione il bilancio familiare. Il variabile oggi parte da livelli iniziali contenuti e permette di beneficiare di eventuali future riduzioni dell’Euribor, a fronte di una rata che può cambiare nel tempo.

Le condizioni proposte dalle banche, inoltre, possono variare in modo significativo da un istituto all’altro. Oltre al tasso, contano il TAEG, le spese di istruttoria e di perizia e la presenza di agevolazioni, come la garanzia Consap per la prima casa o le formule green per le abitazioni ad alta efficienza energetica. Per questo, prima di decidere, può essere utile effettuare una simulazione su Facile.it indicando importo, durata, valore dell’immobile e finalità del mutuo. Così si possono confrontare rate, TAEG e costi accessori delle diverse proposte. Chi ha già un mutuo in corso può usare lo stesso strumento per verificare se una surroga permetterebbe di ottenere condizioni più adatte alla propria situazione.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Offerte Mutuo Acquisto prima casa

Rata mensile
272,32€
Prodotto
Mutuo Consap Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,80% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,35%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.678,35
Rata mensile
272,32€
Rata mensile
272,32€
Prodotto
Mutuo A Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,80% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,24%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.678,35
Rata mensile
272,32€
Rata mensile
277,05€
Prodotto
Mutuo CA Flexi Acquisto Green Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,99% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,45%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.245,83
Rata mensile
277,05€
Rata mensile
277,30€
Prodotto
Mutuo Uno
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
3,00% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,56%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.275,86
Rata mensile
277,30€
Rata mensile
278,55€
Prodotto
Mutuo Promo Casa Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
3,05% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,58%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.426,23
Rata mensile
278,55€

*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su verifica fattibilità

Offerte confrontate

Confronta in pochi istanti i mutui on line offerti dalle banche e richiedi senza impegno la fattibilità del finanziamento.

Mutuo Prima Casa

Confronta i nostri prodotti

Fai un PREVENTIVO

Surroga Mutuo

Riduci la rata del mutuo

Fai un PREVENTIVO

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 26 ottobre 2026
Mutui: i tassi di fine ottobre 2026
Mutui: i tassi di fine ottobre 2026
Quanto costa accendere un mutuo a fine ottobre 2026? Scopri su Facile.it i tassi medi aggiornati, le ultime novità del mercato e le offerte delle banche.

Guide ai mutui

pubblicato il 25 maggio 2026
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
È possibile richiedere un mutuo anche presso una banca diversa da quella in cui si ha il conto corrente, senza alcun obbligo di trasferire il proprio rapporto bancario. La valutazione della richiesta avviene in modo autonomo e la gestione separata dei due rapporti richiede comunque maggiore attenzione operativa.
pubblicato il 21 maggio 2026
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Cambiare residenza è un’operazione molto comune, soprattutto per chi si trasferisce per lavoro, studio o esigenze familiari. Non esiste un numero massimo di cambi consentiti, ma ogni variazione deve corrispondere alla reale dimora abituale della persona.
pubblicato il 20 maggio 2026
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima che siano trascorsi cinque anni può avere conseguenze fiscali importanti. La normativa prevede infatti la decadenza dai benefici se non vengono rispettate alcune condizioni, soprattutto legate al mantenimento o al riacquisto di un’abitazione principale entro tempi precisi.