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Interessi di mora: cosa sono e come si calcolano

Interessi di mora: cosa sono e come si calcolano
Le 3 cose da sapere:
  • Cosa sono: sanzione applicata ai debitori ritardatari
  • Come si calcola: Importo Dovuto x Tasso di Mora x Giorni di interessi : 365
  • Confronta e scegli il tasso di mutuo più adatto alle tue esigenze

Gli interessi di mora sono uno strumento tutelativo delle banche, che puniscono i debitori che ritardano nel corrispondere le rate di un mutuo o che non saldano il debito. La mora, in gergo bancario e finanziario in genere, è una sanzione, una multa, che viene applicata ai clienti che non rispettano le date di scadenza dei pagamenti o che smettono di corrisponderli. Si tratta di un interesse sul capitale prestato, che non deve rispettare le quotazioni legali degli interessi stabiliti in sede di contratto, che funge da multa e da rimborso dei danni apportati all'organo elargitore. Non tutte le banche gestiscono la mora nello stesso modo. È, pertanto, molto importante, prima di firmare un qualsiasi contratto di mutuo, finanziamento o prestito, leggere con attenzione il comma dedicato alla spiegazione del funzionamento degli interessi di mora, in caso di ritardo o mancata corresponsione di una o più rate. Purtroppo, può capitare a tutti di trovarsi, nel corso di un mutuo lungo, in un periodo di difficoltà: è fondamentale, quindi, sapere con esattezza come, quanto e in quali tempistiche si rivarrà la banca in un'evenienza del genere. 

Come effettuare il calcolo degli interessi di mora

La formula matematica per calcolare gli interessi moratori è, ufficialmente:

Importo Dovuto x Tasso di Mora x Numero di giorni di interessi maturati : 365

Il quoziente 365 viene utilizzato in modo fisso, anche per i bisestili. Quello che può variare, da banca a banca, è il tasso di mora, che non risponde alle leggi degli interessi normali e ufficiali, ma ha una regolamentazione a parte, specifica. È, comunque, un tasso soggetto alle leggi anti-usura, quindi non può superare un determinato coefficiente percentuale. Per l'anno 2018, come legifera chiaramente il decreto 192/2012, non può superare l'8%. Questa percentuale è stata calcolata in base alla regola finanziaria per cui gli interessi moratori sono pari al tasso BCE più un massimo di 8 punti percentuali. Negli anni passati si sono visti possibili tassi moratori molto più alti. Ad esempio, nel 2008, si è toccato il vertice dell'11,20%. 

Tenendo conto che una sanzione moratoria non può avere, nel suo calcolo, un tasso di mora superiore all'8%, bisogna considerare che ogni banca determina una sua politica aziendale nella gestione dei ritardi e delle rate non restituite. In generale, la maggior parte dei contratti, fissa i termini di mora in una percentuale maggiorata dai 2 ai 4 punti rispetto al tasso stabilito per gli interessi del mutuo in oggetto. Se, quindi, si ha un mutuo al 3% e non si paga una rata, generalmente, la multa verrà calcolata con la formula indicata sopra dove il tasso di mora può essere compreso tra il 5% ed il 7%. Alcuni istituti di credito sono più tolleranti nei confronti dei pagatori ritardatari o elusivi, altri, invece, sanzionano scegliendo la multa più alta ed i tempi di richiamo più brevi.

La mora viene applicata in tutti i casi in cui il debitore ritardi il pagamento, rispetto alla data stabilita. Tanti più giorni passano e tanto più aumenterà la cifra totale della sanzione, come da formula scritta in chiaro nei precedenti paragrafi. Un ritardo di una settimana, quindi, non determinerà una cifra molto alta, ma un ritardo di un mese potrebbe richiedere di corrispondere alla banca quasi lo stesso importo di una rata standard del proprio mutuo. Per questo è importante sapere esattamente come gestisce i ritardi la banca che si è scelta e, soprattutto, è importante evitare di incappare in ritardi o mancati pagamenti. 

Gli interessi di mora, per essere ritenuti ufficiali e, quindi, impositivi di pagamento per il debitore, devono essere dichiarati in maniera trasparente e chiara dalla banca o dalla finanziaria che li richiede. La banca deve inviare al debitore una lettera di richiamo, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, entro 30 giorni dalla scadenza della rata in oggetto. Allo scadere dei 30 giorni, se la rata non è stata saldata, scatta la fase moratoria automatica, durante la quale non è più possibile patteggiare il solo pagamento della rata ritardataria ma è legalmente obbligatorio pagare anche la mora, per tutti i giorni di ritardo. 

Perché si applica la mora 

La mora, ad interessi oggettivamente alti, è uno strumento tutelativo per le banche e le finanziarie che prestano denaro. Innanzitutto è un deterrente per i cattivi pagatori, se non iscritti nelle apposite liste. I soldi delle sanzioni moratorie servono alle banche e alle finanziarie non solo per recuperare la o le rate non restituite, ma sono un pagamento a scopo di risarcimento danni. Per il pagatore, invece, si tratta di una vera e propria multa per aver compiuto un illecito, ossia non aver onorato i termini di un contratto legale personalmente ed ufficialmente accettato e firmato. Per questo motivo la legge permette di utilizzare tassi di interessi così alti, sugli interessi moratori, perché non pagare una rata di mutuo o di finanziamento è, di fatto, un reato civile equiparabile al furto o alla truffa. Pertanto va sanzionato in modo salato, severo e fermo. È impossibile, infatti, sfuggire agli interessi moratori: non esiste alcun modo di fare ricorso, di giustificarsi o di intentare una causa per farseli detrarre. Anche se, come in tutte le cose, esiste l'eccezione.

Esiste un unico caso in cui il debitore insolvente può intentare una causa giustificativa e non incorrere nella sanzione pecuniaria della mora. Si tratta del caso del dimostrabile errore della banca. Se, ad esempio, il bonifico mensile non è andato a buon fine per un errore di server o registrazione della banca, se l'istituto di credito non ha registrato correttamente il pagamento della rata o se qualcosa, nella comunicazione del pagamento dal debitore-incasso bancario è andato storto, per colpa dell'istituto di credito. In questo caso non c'è intenzionalità di non pagare ma, probabilmente, il cliente non si è accorto della notifica di non accettazione del bonifico o non poteva prevedere l'errore umano degli impiegati bancari. Se è dimostrabile che il pagamento è stato effettuato correttamente ma la banca non l'ha ricevuto, per errore suo, il cliente dovrà solo provvedere a rimborsare la rata o le rate saltate senza pagare nessun sovrapprezzo sanzionatorio.

Chi non rispetta le date di scadenza di una rata o si rifiuta di finire di restituire un mutuo o un prestito, incorre nel rischio di pignoramento del bene acquistato col mutuo, o parte di esso. Inoltre, trattandosi di un reato finanziario, verrà iscritto nelle liste dei cattivi pagatori. Questo gli renderà la vita oltremodo difficile nel caso in cui, in futuro, gli servisse un altro prestito o mutuo. Le stesse regole, compresa l'iscrizione nelle liste dei pagatori indebiti, non sono soggette alla gravità dell'azione e possono essere applicate sia per mutui da centinaia di migliaia di euro, con rate importanti, sia su prestiti o finanziamenti esigui.

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