Quanto è aumentato il gas in Europa nel 2026 e cosa succederà alle bollette


Il prezzo del gas in Europa è tornato a salire rapidamente nel 2026, con le quotazioni del Ttf di Amsterdam, il principale mercato di riferimento europeo, che hanno raggiunto livelli che non si vedevano dalla fine del 2022.
Il prezzo è passato dai 31,4 euro per megawattora del 27 febbraio agli 81,2 euro del 14 settembre.
Questo aumento delle quotazioni all'ingrosso può avere conseguenze anche sulle bollette delle famiglie.
L'impatto dipende soprattutto dal tipo di contratto sottoscritto: le forniture a prezzo variabile sono maggiormente esposte alle variazioni del mercato, mentre quelle a tariffa fissa mantengono il prezzo della materia prima stabilito dalle condizioni contrattuali per la durata prevista.
- Prezzo del gas: il Ttf di Amsterdam è passato da 31,4 a 81,2 euro/MWh tra il 27 febbraio e il 14 settembre 2026, con un aumento di circa il 159%.
- Cause dell'aumento: la crescita è legata alla riduzione dell'offerta di Gnl, alle tensioni in Medio Oriente e alla maggiore domanda europea e asiatica.
- Impatto sule bollette: le forniture a prezzo variabile sono maggiormente esposte alle variazioni del mercato, mentre quelle a prezzo fisso mantengono le condizioni previste dal contratto per la durata stabilita.
Sommario
L'aumento del prezzo del gas in Europa nel 2026
Secondo i dati riportati anche dal Corriere della Sera, il Ttf di Amsterdam, il mercato all'ingrosso utilizzato come benchmark per le quotazioni del gas naturale, ha subito numerose modifiche nel corso del 2026.
Tra il 27 febbraio e il 14 settembre 2026 il prezzo è passato da 31,4 a 81,2 euro per megawattora. L'incremento è quindi di 49,8 euro/MWh, pari a circa il 159%. Il prezzo è arrivato a essere circa 2,6 volte quello registrato alla fine di febbraio: il livello raggiunto a settembre è il più alto dalla fine del 2022.
Il confronto assume particolare rilievo perché nell'estate del 2022 le quotazioni del gas avevano raggiunto il loro precedente record, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni tra Russia e Occidente. L'aumento del 2026 si inserisce invece in una fase caratterizzata dalla riduzione di alcuni flussi internazionali di gas e dalle conseguenze della crisi in Medio Oriente.
Per le famiglie, il collegamento tra prezzi all'ingrosso e bollette non è però identico per tutte le forniture. Nel mercato libero, infatti, la spesa per la vendita del gas dipende dalle condizioni previste dal contratto sottoscritto con il venditore.
Le conseguenze sulle bollette del gas
Le aziende italiane ed europee acquistano il gas attraverso contratti che, in molti casi, sono collegati all'andamento delle quotazioni degli hub europei. ARERA ha già evidenziato in passato il legame tra i contratti di approvvigionamento e gli indici del gas, tra cui Ttf e Psv.
Quando le quotazioni all'ingrosso aumentano, quindi, il costo della materia prima può trasferirsi progressivamente sul prezzo pagato dai clienti finali, in particolare nel caso delle offerte indicizzate o a prezzo variabile.
Per chi ha invece un contratto con prezzo fisso della materia prima, l'aumento delle quotazioni non comporta automaticamente un incremento della componente gas della bolletta fino alla scadenza delle condizioni economiche previste dal contratto.
Le cause dell'aumento del costo del gas
Uno dei principali fattori che influenzano il costo del gas è la riduzione dell'offerta disponibile sul mercato internazionale. Una parte importante dei flussi di gas naturale liquefatto provenienti dai Paesi del Golfo Persico è stata infatti compromessa. Tra i Paesi coinvolti c'è il Qatar, uno dei principali esportatori mondiali di Gnl, che ha subito attacchi alle proprie infrastrutture.
A questo si aggiunge la crescita della domanda europea. I Paesi dell'Unione stanno continuando a riempire gli stoccaggi in vista dell'inverno, in una fase nella quale le scorte risultano complessivamente contenute.
L'Italia rappresenta un'eccezione, con livelli di stoccaggio indicati come prossimi al completo riempimento. Per l'Italia il quadro degli approvvigionamenti è diversificato. Il gas arriva attraverso i gasdotti principalmente da Algeria, Azerbaijan, Norvegia e Libia. Il nostro Paese e l'Unione europea importano inoltre Gnl soprattutto dagli Stati Uniti, mentre tra i fornitori africani figura la Nigeria.
I flussi provenienti dal Medio Oriente sono invece ridotti a causa del conflitto. Alcuni Paesi europei continuano inoltre ad acquistare gas dalla Russia, che è attualmente il secondo fornitore dell'Unione europea. Sul fronte delle importazioni russe è previsto un progressivo stop:
- la Commissione europea ha stabilito l'eliminazione delle importazioni di Gnl russo entro la fine del 2026;
- per il gas russo trasportato via gasdotto, invece, il termine generale previsto è il 30 settembre 2027.
Le previsioni per i prossimi mesi
L'andamento dei prezzi resta difficile da prevedere perché il mercato del gas è fortemente condizionato dall'equilibrio tra domanda e offerta e dalle variazioni dei flussi internazionali.
Un elemento da considerare è l'arrivo del periodo dell'anno nel quale aumenta il consumo di gas per il riscaldamento. Nei mesi invernali la domanda tende normalmente a crescere e questo può esercitare una pressione sulle quotazioni.
Per i prossimi mesi le quotazioni future si collocano intorno agli 80 euro/MWh. Il prezzo indicato scende a circa 63 euro/MWh per aprile, per poi diminuire ulteriormente nei mesi successivi. Gli esperti sottolineano però che i prezzi rimangono molto volatili.
Per questo, in una fase di forte volatilità delle quotazioni, può essere utile verificare le condizioni economiche della propria fornitura e confrontare le offerte disponibili. I servizi di comparazione, come quelli disponibili su Facile.it, consentono di mettere a confronto le tariffe sulla base delle caratteristiche della propria utenza e delle condizioni proposte dai diversi operatori.
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