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Le fasce orarie di consumo dell'energia elettrica

Le fasce orarie di consumo dell'energia elettrica

I consumi di energia sul mercato italiano non sono distribuiti in modo uniforme. Di giorno e durante i giorni della settimana la domanda di elettricità cresce, perché uffici, negozi e fabbriche sono aperti. Viceversa, il fabbisogno diminuisce la sera e durante i giorni festivi, quando le attività economiche rallentano. Queste differenze hanno delle inevitabili ripercussioni sui prezzi dell’energia. Scegliendo il tipo di tariffa adatto alle proprie abitudini di consumo, però, è possibile risparmiare.

Produrre energia: cosa incide sul costo

Produrre energia durante le ore di picco è più costoso: avere prezzi differenziati che riflettono questi costi consente di risparmiare a quelle famiglie che normalmente consumano soprattutto la sera e nei weekend. Avere prezzi più alti nei momenti di maggior domanda incentiva tutti a concentrare l’utilizzo degli apparecchi a più alto consumo, come gli elettrodomestici, nelle fasce orarie più convenienti, riducendo i picchi della domanda e diminuendo così i costi del sistema elettrico.

Per favorire questi comportamenti virtuosi, l’Autorità ha introdotto per i clienti in servizio di maggior tutela un meccanismo di prezzi biorari, ossia differenziati in base alle ore della giornata e ai giorni della settimana. Il meccanismo è semplice: l’energia costa di meno dalle 19:00 alle 8:00 durante i giorni della settimana (chiamata fascia 2 - F2) e durante tutto il weekend e i festivi (F3). Il prezzo dell’energia è invece più alto dalle 8:00 alle 19:00, da lunedì al venerdì (F1).

La differenza di prezzo tra le fasce orarie riflette l’effettivo costo della produzione elettrica, che come abbiamo visto è solo una parte del prezzo della bolletta. Con cadenza trimestrale l’Autorità pubblica una delibera che stabilisce il prezzo mensile dell’energia praticato alle famiglie in servizio di maggior tutela. I prezzi per le fasce F2 e F3 (indicate in bolletta come F23) è identico. Per i clienti che hanno scelto il mercato libero dell’energia valgono invece le condizioni indicate nel contratto sottoscritto con l’operatore.

Quali sono le tariffe disponibili

La tariffa monoraria

La tariffa monoraria è quella che prevede un prezzo dell’elettricità sempre uguale nel corso della giornata, indipendentemente dall’ora in cui avviene il consumo.

Questo tipo di tariffa esiste ancora nel contratto di maggior tutela, ossia quello regolato dall’Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico solamente per gli utenti che non dispongono ancora di un contatore elettronico, ossia del contatore bianco con il display digitale. Per questi utenti, la tariffa monoraria è fissata ogni trimestre all’Autorità.

Sul mercato libero, invece, è possibile per tutti stipulare un contratto di fornitura con tariffa monoraria. Le condizioni e il prezzo di questi contratti sono stabiliti dai venditori.

La tariffa multioraria

La tariffa multioraria è quella in cui sono previste tre fasce orarie, a seconda del momento della giornata e del giorno della settimana. Le tre fasce sono chiamate: di punta, intermedia, fuori punta.

La fascia di punta, chiamata F1, è quella in cui il prezzo dell’elettricità è più alto. Questa fascia va dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 e corrisponde al momento di massima attività economica e dunque di massima domanda di energia.

L’energia elettrica costa invece meno nella fascia intermedia, chiamata F2. Questa fascia va dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00, e il sabato, dalle 7:00 alle 23:00.

La terza fascia, quella coi prezzi più bassi, è chiamata fuori punta. Questa fascia va dal lunedì al sabato, dalla mezzanotte alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00, e tutte le ore di domenica e dei giorni festivi.

Puoi scegliere questa tariffa solo se sei un cliente del mercato libero e hai il contatore elettronico.


La tariffa bioraria

La tariffa bioraria è il sistema introdotto dall’Autorità come standard per tutte le famiglie che vogliono mantenere il regime di maggior tutela e che dispongono del contatore elettronico.

Si tratta di una tariffa che prevede solo due prezzi: uno più alto per i consumi che avvengono durante dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 (fascia F1) e uno più basso per i consumi che avvengono in tutti gli altri orari (fasce F2 e F3). I prezzi sono fissati dall’Autorità ogni trimestre.

Questo tipo di tariffa è anche disponibile sul mercato libero per tutte le famiglie che dispongono del contatore elettronico. In questo caso i prezzi sono stabiliti dai venditori e chiaramente indicati nel contratto.

Quale tariffa è più adatta ai diversi tipi di consumo

La tariffa monoraria conviene solamente se si hanno consumi uniformemente distribuiti nel corso della giornata oppure se non si vogliono avere preoccupazioni di dover scegliere l’orario più conveniente per consumare l’energia elettrica.

La tariffa bioraria e quella multioraria convengono consentono di risparmiare se si concentrano i consumi nelle ore serali e durante il fine settimana. La tariffa multioraria è particolarmente conveniente se non si hanno problemi a far funzionare gli elettrodomestici soprattutto durante la notte o nei giorni festivi. Un opzione che non tutti possono sfruttare appieno, magari a causa dei regolamenti condominiali.

Se riesci a concentrare i tuoi consumi nelle ore serali e nei weekend, le tariffe biorarie e multiorarie sono una buona occasione per risparmiare.


Differenza tra prezzo bloccato e prezzo indicizzato

Per i contratti in regime di maggior tutela, l’energia è comprata tutta insieme all’ingrosso dall’Acquirente unico (AU) e i prezzi delle tariffe sono fissati ogni tre mesi dall’Autorità in base a quanto spende AU sul mercato.

Per i contratti stipulati sul libero mercato, esistono invece numerose formule di prezzo. In genere, sono di due tipi: a prezzo bloccato o a prezzo indicizzato. Le tariffe a prezzo bloccato prevedono una prezzo fisso al kWh oppure al mese (con un tetto massimo dei consumi) per un periodo di tempo ben definito, al termine del quale il prezzo sarà aggiornato e il consumatore sarà libero di continuare la fornitura o passare a un altro operatore.

Le tariffe indicizzate prevedono invece che il prezzo dell’energia possa variare in funzione della variazione del prezzo di qualcos’altro. In genere, si può fare riferimento al prezzo degli idrocarburi, oppure all’andamento del prezzo dell’elettricità all’ingrosso.

In ogni caso, la legge prevede che il venditore debba descrivere sinteticamente e chiaramente quale meccanismo d’indicizzazione si adotta, quale è il prezzo massimo raggiunto negli ultimi dodici mesi e il periodo in cui questo prezzo massimo è stato raggiunto. Inoltre, il venditore deve indicare chiaramente la frequenza delle possibili variazioni.

Una forma molto diffusa di indicizzazione è quella al prezzo praticato dall’Autorità per la tariffa bioraria, a cui spesso i venditori applicano un ulteriore sconto.

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