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Come ottenere un prestito agevolato con la legge 104

Pubblicato il 04-04-2022 | Aggiornato il 27-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
prestiti expert speaks come ottenere prestito agevolato legge 104

La legge 104 è entrata in vigore nel 1992 con l’obiettivo di tutelare le persone con disabilità, offrendo loro una serie di agevolazioni e di benefici dei quali possono avvalersi non solo i diretti interessati ma, talvolta, anche chi si prende cura di loro, cioè i cosiddetti caregiver. Tra le opportunità che una persona con disabilità soggetta alla legge 104 può sfruttare c'è l’accesso a finanziamenti agevolati con tassi d’interesse minori e piani di rimborso più favorevoli rispetto a quelli di mercato.

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I requisiti

Non tutte le persone con disabilità possono accedere ai prestiti agevolati, ma solocoloro che dimostrano di essere in possessodi determinati requisiti. Come:

  • il riconoscimento di un’invalidità superiore al 74%;
  • dimostrare di percepire non solo la pensione di invalidità ma anche un altro reddito mensile. Questo perché la pensione d’invalidità non è cedibile. Di conseguenza non può essere utilizzata per richiedere un prestito, in quanto non offre garanzie al finanziatore;
  • aver ottenuto il riconoscimento in materia di agevolazioni previste dalla legge 104.

Se si è in possesso dei suddetti requisiti, è possibile accedere ai finanziamenti agevolati.

A chi rivolgersi

Fondamentalmente sono due le strade che si possono percorrere per ottenere un prestito personale agevolato: attraverso l’Associazione Nazionale Disabili Italiani (Andi), che ha stretto una convenzione con l’Inps, oppure rivolgendosi all’Inps stessa che, a sua volta, ha stipulato accordi con banche, istituti di credito e finanziarie che aderiscono all’iniziativa.

Come ottenere il prestito

Per accedere a un prestito agevolato (o anche a un mutuo) attraverso l’Andi è necessario associarsi versando una quota annuale di 25 euro. L’associazione provvede poi anche ad affiancare il richiedente nelle procedure.

La domanda va in tutti i casi presentata all’Inps che, verificata la presenza dei requisiti necessari, rilascia la comunicazione di cedibilità che dà il via libera all’erogazione del prestito, anche attraverso la cessione del quinto, ovvero con una rata non superiore al 20% del reddito mensile. La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione.

Naturalmente, prima di concedere il prestito, il soggetto finanziatore procederà anche con le tradizionali verifiche, valutando la situazione patrimoniale del richiedente, l’età e il suo merito creditizio attraverso la consultazione dei database custoditi dalle centrali rischio. Se il prestito è personale, cioè non è finalizzato, come sempre, non è necessario specificare il motivo per il quale viene richiesto.

Altre tipologie di prestito

Oltre al classico prestito personale, esistono altre iniziative che consistono in finanziamenti finalizzati a sostegno delle persone con disabilità che devono affrontare consistenti spese sanitarie, acquistare attrezzature particolari di supporto o che hanno bisogno di servizi di assistenza alla persona. Per citare qualche soluzione:

  • Il Prestito senza Barriere è offerto da Banca BPER e copre sino al 100% delle spese documentate e sostenute per l’acquisto di strumenti di ausilio per, ad esempio, la mobilità, la cura della persona, oltre che strumenti informatici che possono migliorare la qualità della vita del disabile. L’importo massimo finanziabile è di 25mila euro, mentre la durata massima del rimborso è di 120 mesi;
  • Per avere cura è la proposta di Intesa Sanpaolo rivolta alle persone con disabilità che rientrano nella legge 104 e che necessitano di liquidità per le spese legate all’assistenza. L’importo viene erogato in due anni e in due tranche di massimo 6mila euro annui per complessivi 12mila euro. Il prestito non ha costi di attivazione e si può restituire in 15 anni massimo;
  • Un’ulteriore offerta rivolta ai disabili e, più in generale, alle persone in forte sofferenza economica è il Prestito della Speranza, soluzione che nasce grazie a un accordo tra la Cei (Conferenza episcopale italiana) e l’Associazione Bancaria italiana (Abi). L’iniziativa, attiva nel 2021 e non ancora confermata per il 2022, prevede l’erogazione di un prestito sino a 6mila euro e si può richiedere a uno sportello della Caritas.
Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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