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Abi, tassi sui mutui giù di oltre un punto da dicembre: previsioni per i prossimi tagli

18 nov 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Redazione Facile.it

Modellino casa accanto al simbolo percentuale che indica i tassi

Da oltre un anno i tassi di interesse sono in costante diminuzione, influenzati dai tagli applicati dalla BCE e dalle politiche monetarie adottate in risposta alle dinamiche economiche globali.

Il Rapporto Abi di ottobre 2024, infatti, evidenzia una riduzione dei tassi medi per mutui e prestiti, offrendo nuove opportunità a famiglie e imprese. Quali sono le prospettive future e per quando sono attesi i prossimi tagli?

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Tassi sui mutui: una discesa che prosegue da ottobre 2023

Il rapporto mensile Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha evidenziato che a ottobre 2024 il tasso medio si è attestato al 3,28%, registrando un calo rispetto al 3,31% di settembre 2024 e un ribasso significativo rispetto al 4,42% di dicembre 2023. Questa diminuzione di oltre un punto percentuale in meno di un anno, riflette l’effetto combinato della progressiva riduzione dei tassi di riferimento della BCE e delle attese di ulteriori interventi sui tassi nei prossimi mesi

Tale dinamica sta rendendo più accessibile l’acquisto di immobili - anche grazie alla proroga delle agevolazioni per i mutui under 36 - alimentando prospettive positive per il rilancio del settore immobiliare. 

Finanziamenti alle imprese

Anche i finanziamenti alle imprese beneficiano di tassi più bassi. Ad ottobre 2024 il tasso medio sui nuovi finanziamenti è sceso al 4,60%, rispetto al 5,45% di dicembre 2023, segnando anche in questo caso una riduzione di quasi un punto percentuale. Tuttavia, nonostante il miglioramento delle condizioni per l’accesso al credito, la domanda complessiva di finanziamenti da parte delle imprese rimane contenuta. Questo dato è attribuibile principalmente al rallentamento economico, che sta influenzando negativamente la propensione ad investire e ad espandere le attività.

Raccolta bancaria: tassi in calo su depositi e obbligazioni

Sempre da quanto emerge dal rapporto Abi, sul versante della raccolta bancaria si osservano dinamiche contrastanti. Ad ottobre 2024, il tasso sui depositi a durata prestabilita è diminuito al 3,14%, rispetto al 3,35% registrato a settembre 2024, mantenendosi comunque al di sopra della media dell’area euro. 

Al contrario, le obbligazioni bancarie a tasso fisso offrono rendimenti più alti, con un tasso medio del 3,83%, segnando un aumento di oltre due punti percentuali rispetto ai livelli di giugno 2022. Questo andamento evidenzia una crescente attrattività degli investimenti a lungo termine, favoriti dal contesto di stabilizzazione economica.

Segnali di ulteriore ribasso

Anche l’Euribor a tre mesi, parametro chiave per molti mutui a tasso variabile, continua a scendere. Nei primi giorni di novembre 2024, il tasso medio si è attestato al 3,04%, rispetto al 3,17% di ottobre 2024 e al picco del 4% toccato nel 2023. Anche altri indicatori di mercato, come i BOT a sei mesi e i tassi IRS a 10 anni, confermano questa tendenza al ribasso, lasciando intravedere ulteriori margini di miglioramento per i costi di finanziamento.

Prospettive per dicembre: verso nuovi tagli dei tassi BCE?

Secondo l’Abi, i dati di mercato lasciano supporre che la BCE possa annunciare ulteriori riduzioni dei tassi già dal prossimo mese, più precisamente il 12 dicembre 2024. Una decisione di questo tipo rafforzerebbe il trend di discesa del costo del credito, offrendo maggiore certezza a chi intende investire o acquistare casa. Tuttavia, la piena ripresa della domanda di credito dipenderà dall’evoluzione generale del contesto economico.

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