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Report ABI: prosegue il calo dei tassi medi sui mutui

Pubblicato il 21-04-2026 | Aggiornato il 21-04-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
mani tengono chiavi di casa

Il tasso medio sui mutui continua a scendere. Lo certificano le nuove rilevazioni ABI, contenute nell’ultimo report dell’Associazione Bancaria Italiana: dal 3,44% di febbraio 2026 si è passati al 3,36%, con un calo di 0,08 punti percentuali sulle operazioni di acquisto di nuove abitazioni. 

L’andamento, che evidenzia un trend di discesa dei tassi d’interesse a inizio 2026, rappresenta un segnale positivo per chi intende comprare casa, traducendosi in un risparmio concreto sulle offerte di mutuo disponibili sul mercato. 

In questo articolo, Facile.it, leader nel confronto di mutui online, vi informa su tutte le novità.

Mutuo casa: trova il migliore
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Sommario

Mutui e prestiti, l’ABI segnala tassi ancora in discesa

Aumentano le erogazioni di prestiti e mutui, scendono i tassi d’interesse. 

Questo è il nucleo degli ultimi dati ABI sull’andamento del mercato del credito al consumo, da Nord a Sud d’Italia. 

La buona notizia riguarda sia le famiglie che le imprese, poiché le rilevazioni ABI mostrano segnali positivi per entrambe le categorie, confermando un contesto favorevole all’accesso al credito e al sostegno di consumi e investimenti.

Nel dettaglio, chi ha in progetto di acquistare tramite mutuo prima casa, oppure accedendo ad un mutuo giovani, anche con le agevolazioni mutuo al 100 per cento, può contare su un tasso medio conveniente. 

In realtà, la discesa dei tassi coinvolge l’intero mercato mutuo, anche i mutui ristrutturazione e i mutui surroga.

Lo stesso vale per i prestiti alle imprese, i cui tassi d’interesse sono in calo.

Di seguito, riportiamo i punti salienti dell’indagine ABI.

Tassi sui mutui: dal 3,44% al 3,36%. Erogazioni in aumento per le famiglie e le imprese

Il primo dato importante, contenuto nel Rapporto mensile di aprile 2026, pubblicato dall’Associazione Bancaria Italiana, riguarda l**’aumento delle erogazioni dei** prestiti da parte delle banche, sia alle imprese che alle famiglie.

Nel dettaglio:

  • a marzo 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% registrato a febbraio, proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025;
  • per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, a febbraio 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese dell’1,8%.

Il secondo dato, altrettanto rilevante, è quello inerente il calo dei tassi d’interesse:

  • a marzo 2026, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,98% (come nel mese precedente);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% (3,33% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,36% (3,44% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023.

Mutuo variabile o fisso? La politica della BCE e l’andamento del mercato mutui ad aprile 2026

Ad aprile 2026 i mutui a tasso variabile continuano a risultare più convenienti del fisso, con rate iniziali più basse e un TAN medio intorno al 2,65% contro il 3,66% del fisso. 

Tuttavia, l’incertezza legata alle prossime mosse della BCE e alle pressioni dell’inflazione, spingono molti mutuatari a privilegiare la stabilità dei mutui a tasso fisso, che tutelano da eventuali rialzi. 

Il variabile resta invece la scelta di chi punta al risparmio immediato e ha una maggiore tolleranza al rischio. 

Lo scenario dei tassi riflette una fase ancora incerta, con possibili aggiustamenti nel breve termine legati all’andamento dell’inflazione e alle decisioni di politica monetaria della BCE.

In un simile contesto, la scelta tra fisso e variabile dipende sempre più dal profilo finanziario del richiedente e dall’orizzonte temporale dell’investimento. 

Chi dispone di maggiore flessibilità può valutare il variabile anche in ottica di una futura surroga, sfruttando eventuali condizioni più favorevoli. Al contrario, chi preferisce pianificare con precisione la spesa nel lungo periodo, dovrebbe orientarsi verso il tasso fisso.

  • Cala il tasso medio sui mutui: -0,08 punti percentuali in un mese (da febbraio a marzo 2026).
  • Crescono i prestiti a famiglie e imprese, il mercato del credito a inizio 2026 resta dinamico.
  • Ad aprile 2026, il mutuo variabile presenta tassi d’interesse inferiori rispetto al fisso, ma l’incertezza sulle prossime mosse della BCE invita a mantenere un approccio prudente.
In sintesi
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