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Energia: dal 1° gennaio addio al mercato tutelato per le piccole imprese

Il 1° gennaio 2021 c'è stato un altro passaggio verso la liberalizzazione del mercato dell’energia: dopo le grandi imprese, tocca alle aziende di medie dimensioni abbandonare il servizio a maggior tutela, mentre famiglie e microimprese avranno la possibilità di restare nel servizio a maggior tutela ancora fino al 2022. La rivoluzione interessa circa 200 mila Pmi, vale a dire le aziende che occupano meno di 250 persone, o il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro.

Chi tra loro non lo ha fatto fino ad ora, deve dire addio alle tariffe elettriche di "Stato", che trimestralmente vengono stabilite dall’Authority per l’energia, e scegliere tra le offerte dei diversi venditori nel mercato libero.

Ma il passaggio è stato concepito per rendere la transizione il più indolore e graduale possibile, grazie al cosiddetto "servizio a tutele graduali". Anche chi si farà trovare impreparato non rischierà insomma di restare senza corrente. Vediamo i dettagli.

Medie, piccole e micro imprese, chi riguarda e chi no

Come ha chiarito l’Autorità di Regolazione per energia reti e ambienti (Arera), la migrazione riguarda nello specifico chi rientra nella definizione di Pmi (piccole e medie imprese) vale a dire quelle che contrano tra i 10 e 50 dipendenti e hanno un fatturato annuo tra i 2 e i 10 milioni di euro.A queste si aggiungono le sole microimprese che hanno un contatore con potenza impegnata superiore a 15kW.

Le altre imprese minori (le "micro" che hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro) avranno invece tempo fino al 2022.

Saranno però contattate a inizio anno dalle società che oggi le servono in maggior tutela, e sarà loro richiesta un'autocertificazione in cui dichiareranno di possedere i requisiti dimensionali per appartenere alla categoria delle microimprese. A quel punto potranno continuare a restare con le tariffe dell'Authority fino al passaggio successivo del gennaio 2022.

Il primo step: i primi sei mesi e la tariffa Placet

Fino al 30 giugno l'abbandono forzato del servizio tutelato non comporterà per le imprese alcun cambiamento sostanziale. Chi non passa al mercato libero continuerà a essere servito dalla compagnia energetica che lo ha rifornito fino a quel momento, anche se con condizioni tariffarie differenti.

Si passerà infatti alle cosiddette tariffe Placet, acronimo che sta per "Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela". Dal 2017 tutti gli operatori del mercato energetico sono obbligati a garantire nel proprio portafoglio di offerte almeno una proposta Placet per le famiglie e una per le imprese, a prezzo fisso e a prezzo variabile.

Si tratta di contratti di fornitura che la stessa Authority definisce "standard", perché chiare e comprensibili, che hanno condizioni contrattuali definite dalla stessa Arera, non includono per esempio servizi extra e sono facilmente confrontabili tra loro.

Il cambiamento riguarderà però il tipo di contratto, ma non la tariffa. Per tutto il primo semestre, il prezzo pagato per l'energia sarà infatti uguale a quello del servizio di maggior tutela.

Resta naturalmente per tutte le aziende la possibilità di passare in ogni momento al mercato libero scegliendo tra le proposte dei diversi venditori.

Il recesso non prevede oneri aggiuntivi e avviene senza interruzione della fornitura. Sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto al venditore precedente, come avviene già oggi.

Dal 1° luglio si passa d'ufficio a un altro venditore

Il vero cambiamento avverrà al 1° luglio 2021, quando le Pmi che nel frattempo non avranno effettuato il passaggio al mercato libero saranno traslocate d'ufficio a un altro operatore. Il servizio di fornitura sarà infatti ceduto a uno dei venditori che avranno vinto l’asta triennale per la propria area territoriale.

Anche in questo caso le condizioni contrattuali saranno quelle delle offerte Placet. L’Arera ha chiarito che in questa seconda fase il prezzo della materia prima continuerà a basarsi sugli stessi valori della fase precedente, mentre altre variabili della tariffa saranno in parte definite in base agli esiti di aggiudicazione della gara tra venditori.

Sarà da vedere se il servizio a tutele graduali risulterà conveniente rispetto alle offerte del libero mercato, o se, come prevedibile, sarà preferibile guardarsi intorno tra le proposte del libero mercato. Al momento del passaggio di luglio le imprese riceveranno comunque un'informativa dettagliata da parte del proprio operatore.

Alcuni aspetti dei contratti, come le modalità e tempistiche di fatturazione, contenuto dei documenti di fatturazione, garanzie, tempi e modalità di pagamento, saranno applicate secondo condizioni stabilite dall'Autorità.

pubblicato da il 14 gennaio 2021

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Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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