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Gli emendamenti al Decreto Bollette 2026 per far fronte al caro energia

Pubblicato il 19-03-2026 | Aggiornato il 19-03-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
patrizia chimera
Patrizia Chimera
Uomo calcola costi della bolletta

Il caro energia continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per famiglie e imprese italiane. Dopo le forti oscillazioni dei prezzi energetici registrate negli ultimi anni, il Governo ha introdotto il cosiddetto Decreto Bollette, un provvedimento pensato per alleggerire i costi di luce e gas e sostenere il sistema produttivo.

Il decreto è attualmente all’esame del Parlamento e, proprio durante questa fase, maggioranza e opposizione hanno presentato numerosi emendamenti per rafforzarne l’efficacia, soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Iran che ha reso ancora più instabile la situazione internazionale, soprattutto per quello che riguarda gli approvvigionamenti di petrolio e gas. Le proposte riguardano diversi ambiti, dalla gestione delle concessioni idroelettriche fino a nuovi strumenti per contenere i prezzi dell’energia e dei carburanti. L’obiettivo è individuare soluzioni più strutturali per contrastare il caro-energia e migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali.

Sommario

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Le modifiche al Decreto Bollette proposte da maggioranza e opposizione

Il Decreto Bollette è diventato il punto di partenza per un ampio confronto politico sulle misure da adottare contro il caro energia. I partiti hanno presentato numerosi emendamenti che puntano a:

  • rafforzare la produzione energetica nazionale;
  • intervenire sui costi delle bollette.

Tra le proposte c’è quella presentata da Forza Italia, che prevede la cessione al Gestore dei servizi energetici (GSE) del 15% dell’energia prodotta a un prezzo convenzionale. Le risorse ottenute verrebbero utilizzate per ridurre la componente della bolletta legata agli oneri ASOS, cioè i costi destinati al sostegno delle energie rinnovabili e della cogenerazione.

Sempre dal partito guidato da Antonio Tajani sono arrivati emendamenti che puntano a facilitare l’estrazione di petrolio e gas dai giacimenti nazionali, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia energetica del Paese. Secondo il deputato Luca Squeri, responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia, è contraddittorio lamentarsi dei prezzi internazionali dell’energia senza sfruttare le risorse disponibili sul territorio nazionale.

Un altro tema centrale riguarda la gestione delle concessioni idroelettriche. Diversi emendamenti hanno proposto il rinnovo diretto delle concessioni in cambio di piani di investimento sugli impianti e sul territorio. L’idea è permettere alle Regioni di evitare le gare pubbliche, accelerando gli investimenti e favorendo la produzione di energia rinnovabile.

Fratelli d’Italia ha invece proposto di rafforzare il monitoraggio degli affidamenti nel settore idroelettrico e geotermoelettrico, attraverso il sistema Gaudì, che raccoglie le informazioni sugli impianti di produzione energetica. Altri emendamenti, presentati dalla Lega e dalle Minoranze linguistiche del gruppo Misto, hanno chiesto il rinnovo automatico fino al 31 dicembre 2026 delle piccole concessioni idroelettriche fino a 3.000 kW, attualmente gestite da cooperative elettriche storiche.

Infine, tra le proposte in discussione c’è anche il possibile ritorno del meccanismo dell’accisa mobile sui carburanti, introdotto nel 2008. La misura prevede una riduzione progressiva dell’accisa quando il prezzo medio nazionale del gasolio supera i 2€ al litro per cinque giorni consecutivi, utilizzando le maggiori entrate IVA per compensare il rincaro dei carburanti.

Anche per il ministro dell'Ambiente il Decreto Bollette va rivisto

Anche il Governo ha riconosciuto che il decreto bollette dovrebbe essere aggiornato alla luce delle nuove tensioni energetiche internazionali. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato la necessità di intervenire con prudenza in un contesto estremamente instabile.

Secondo il ministro, le forti oscillazioni del prezzo del petrolio e del gas rendono difficile adottare misure immediate senza avere un quadro più chiaro dell’evoluzione della crisi energetica. Per questo il Governo preferisce monitorare attentamente la situazione prima di introdurre nuovi interventi. Pichetto Fratin ha comunque lasciato aperta la possibilità di modificare il decreto durante l’iter parlamentare.

Il ministro ha inoltre ricordato che l’Italia dispone di scorte di gas tra le più alte in Europa, circa 8 miliardi di metri cubi, e di una rete di approvvigionamento diversificata che include forniture:

  • dagli Stati Uniti;
  • dal Qatar;
  • da diversi Paesi collegati tramite gasdotti come Azerbaijan, Algeria, Norvegia e Libia.

Cosa prevede il Decreto Bollette 2026

Il Decreto Bollette 2026 contiene una serie di misure pensate per ridurre l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese. Tra gli interventi principali ci sono bonus e sconti sulle bollette di luce e gas, destinati in particolare alle famiglie con redditi più bassi.

Il provvedimento prevede inoltre agevolazioni per le imprese, con l’obiettivo di sostenere i settori produttivi più esposti all’aumento dei prezzi dell’energia. Tra le misure figurano anche interventi sugli oneri di sistema, che rappresentano una parte importante della spesa energetica in bolletta.

Accanto agli aiuti diretti, il decreto include anche alcune disposizioni volte a migliorare la stabilità del sistema energetico nazionale, favorendo la sicurezza degli approvvigionamenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

  • Maggioranza e opposizione hanno presentato diversi emendamenti al Decreto Bollette per rafforzare le misure contro il caro energia.
  • Il ministro dell’Ambiente invita alla prudenza: il decreto potrebbe essere modificato durante l’iter parlamentare, ma in un contesto di forte instabilità dei prezzi energetici serve cautela.
  • Il Decreto Bollette 2026 prevede bonus e sconti su luce e gas per famiglie e imprese, oltre a misure per sostenere il sistema energetico nazionale e contenere l’impatto dei rincari.
In sintesi
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