Decreto bollette, nuovo rinvio: con il PUN oltre 250 euro la luce potrebbe costare il 51% in più a fine anno


Il decreto bollette bis slitta ancora. Il Consiglio dei ministri ha rinviato per la seconda volta l’esame del provvedimento che dovrebbe introdurre un tetto al prezzo del gas usato nelle centrali elettriche, e lo ha ricalendarizzato per lunedì 9 novembre. Intanto i prezzi all’ingrosso dell’energia continuano a salire.
Secondo le stime di Facile.it, tra novembre e dicembre una famiglia tipo con un contratto luce a prezzo indicizzato nel mercato libero potrebbe pagare quasi il 51% in più rispetto agli stessi mesi del 2025. Se si sommano gli aumenti già registrati a settembre e ottobre, il rincaro complessivo nei quattro mesi potrebbe arrivare a circa 99 euro.
- Il decreto bollette bis, con il tetto di 58,9 euro/MWh al prezzo del gas per le centrali elettriche, è stato rinviato di nuovo per approfondimenti tecnici e dovrebbe tornare in Consiglio dei ministri il 9 novembre.
- Secondo Facile.it, a novembre e dicembre la bolletta luce di una famiglia tipo con prezzo indicizzato potrebbe arrivare a 84 e 91 euro, cioè circa 59 euro in più nel bimestre rispetto al 2025.
- Tra settembre e dicembre l’aumento complessivo stimato è di circa 99 euro. Il tetto al gas, se approvato, si applicherebbe solo dal 1° gennaio 2027.
Sommario
Decreto bollette bis: perché è stato rinviato ancora
Il provvedimento è sulle “disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese”. Era già stato accantonato nella riunione del 28 ottobre. Nella seduta successiva il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lo ha illustrato ai colleghi, ma il via libera non è arrivato.
Secondo quanto riferito da fonti di governo, sul rinvio hanno pesato i dubbi sollevati dalla Ragioneria generale dello Stato su una parte della misura. A questi si aggiungono le verifiche del ministero dell’Economia e un ulteriore confronto con la Commissione europea sulla compatibilità del meccanismo con le regole Ue.
Non è il primo intervento dell’anno sulle bollette. A febbraio il governo aveva approvato il decreto-legge n. 21/2026, poi convertito dalla legge n. 49/2026. Quel provvedimento ha introdotto, tra le altre misure, un contributo straordinario di 115 euro per le famiglie che già ricevono il bonus sociale elettrico. Il decreto bis punta invece a intervenire sul meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità.
Cosa prevede il tetto al prezzo del gas
Il testo definitivo non è ancora noto e le informazioni disponibili arrivano dalle bozze circolate prima del Consiglio dei ministri e potrebbero cambiare. Il punto centrale è un tetto di 58,9 euro per megawattora al prezzo del gas utilizzato dalle centrali termoelettriche. Il meccanismo si ispira al modello adottato in Spagna durante la crisi energetica. Le bozze prevedono:
- una durata iniziale di 12 mesi, prorogabile fino a 18;
- l’avvio dal 1° gennaio 2027;
- un PUN attorno ai 160 euro/MWh come effetto atteso, con una riduzione delle bollette elettriche stimata intorno al 10%.
La questione più discussa riguarda le compensazioni. I produttori dovrebbero ricevere un ristoro per la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto: secondo le stime circolate, il costo potrebbe arrivare a circa 7 miliardi di euro l’anno, a seconda delle quotazioni e dei volumi. Il ministero sta lavorando al cosiddetto “ribaltamento”, cioè alla ripartizione di questo costo, che resta il nodo principale del provvedimento. Nelle ipotesi circolate, a beneficiare del tetto sarebbero i clienti con contratti indicizzati, mentre andrebbe evitato che i clienti a prezzo fisso, esclusi dal vantaggio, contribuiscano a finanziare la misura
Anche se il decreto venisse approvato a breve, il tetto non avrebbe effetti sulle bollette di questo autunno, perché la sua applicazione è prevista solo dal 2027.
Le stime di Facile.it: quanto potrebbe costare la luce a fine 2026
In attesa del decreto, Facile.it ha calcolato l’impatto dei rincari sulla bolletta elettrica di una famiglia tipo con un contratto indicizzato nel mercato libero. In questo tipo di contratto il prezzo dell’energia segue mese per mese il PUN, il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’elettricità in Italia.
Per novembre e dicembre l’analisi usa i prezzi forward elaborati da EEX (European Energy Exchange), cioè le quotazioni a termine dell’energia. Secondo queste previsioni il PUN arriverebbe a 258 euro/MWh a novembre, il 121% in più rispetto a novembre 2025, e si attesterebbe a 247 euro/MWh a dicembre, con un aumento del 114% su base annua.
Se queste previsioni saranno confermate, la bolletta della famiglia tipo arriverebbe a 84 euro a novembre e a circa 91 euro a dicembre. A parità di consumi, sono circa 59 euro in più rispetto agli stessi due mesi del 2025.
| Periodo | Spesa famiglia tipo | Aumento rispetto al 2025 | Dato |
|---|---|---|---|
| Settembre 2026 | 65 € | +17 € | Effettivo (prezzi GME) |
| Ottobre 2026 | 73 € | +22 € | Effettivo (prezzi GME) |
| Novembre 2026 | 84 € | +59 € nel bimestre | Stima (forward EEX) |
| Dicembre 2026 | 91 € | Stima (forward EEX) | |
| Settembre-dicembre | circa +99 € | Effettivo + stima |
I rincari si sommano a quelli già registrati. A settembre la bolletta della famiglia tipo è stata di 65 euro, 17 euro in più rispetto a un anno prima. A ottobre è salita a 73 euro, con un aumento di 22 euro. Nei due mesi la spesa media è cresciuta di circa il 40% su base annua.
Sommando gli aumenti mensili (17 + 22 + 59 euro), il maggiore esborso tra settembre e dicembre arriva a circa 99 euro, tenendo conto degli arrotondamenti.
Come è stata costruita la simulazione
La famiglia tipo considerata consuma 2.000 kWh l’anno, ripartiti su base mensile. Per settembre e ottobre sono stati usati i prezzi effettivi registrati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici). Per novembre e dicembre sono stati usati i forward EEX disponibili a inizio novembre.
Il calcolo comprende tutte le voci della bolletta:
- la materia energia, calcolata come PUN più uno spread medio di 0,014 €/kWh;
- il trasporto e la gestione del contatore;
- gli oneri di sistema;
- le imposte e l’IVA in vigore al momento dell’analisi.
Le cifre di novembre e dicembre sono stime. Potranno cambiare se il PUN effettivo si discosterà dalle quotazioni a termine.
Perché i prezzi della luce stanno salendo
I dati ufficiali del GME mostrano l’aumento dei prezzi all’ingrosso. A settembre 2026 il PUN medio è stato di 207,54 euro/MWh. Un anno prima, a novembre 2025, il PUN medio si era fermato a 117,09 euro/MWh.
Anche ARERA ha registrato la stessa tendenza. Con l’aggiornamento di fine settembre, l’Autorità ha fissato per il quarto trimestre 2026 un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela. Il prezzo di riferimento è salito a 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. Secondo ARERA l’aumento dipende dai costi all’ingrosso più alti del previsto nel terzo trimestre e dalle attese per i mesi successivi. Su questi pesano le tensioni geopolitiche internazionali, che mantengono elevate le quotazioni del gas, a cui il prezzo dell’elettricità resta strettamente legato.
Prezzo indicizzato o fisso: cosa cambia per le famiglie
L’aumento stimato da Facile.it riguarda i contratti a prezzo indicizzato. In questi contratti il costo dell’energia segue l’andamento mensile del PUN: ne riflette subito i rialzi, ma anche gli eventuali cali. In base alle bozze del decreto, sarebbero questi i contratti a beneficiare del tetto al gas dal 2027.
I contratti a prezzo fisso, invece, mantengono il prezzo della materia energia stabile per tutta la durata delle condizioni economiche sottoscritte. Questa caratteristica può risultare interessante per chi preferisce una spesa prevedibile, indipendente dalle oscillazioni del mercato all’ingrosso.
Per capire quanto i rincari pesano sulla propria spesa, conviene partire dalla bolletta e verificare alcuni elementi:
- il tipo di prezzo applicato;
- lo spread sul PUN, nel caso di un contratto indicizzato;
- la quota fissa mensile;
- la data di scadenza delle condizioni economiche.
Con questi dati è più semplice confrontare la propria fornitura con le offerte luce attive sul mercato e valutare se le condizioni del contratto sono ancora adatte ai propri consumi.
Le famiglie con un ISEE basso possono inoltre verificare se rientrano nel bonus sociale elettrico. Chi ne ha diritto riceve per il 2026 anche il contributo straordinario di 115 euro previsto dal primo decreto bollette.
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