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Decreto Bollette, via libera politico dall’Ue al tetto sul gas: come funziona e cosa cambia

Pubblicato il 20-10-2026 | Aggiornato il 20-10-2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
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Il Governo italiano e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa sulle misure del decreto Bollette. Il provvedimento è il decreto-legge 21/2026, varato a febbraio e convertito in legge ad aprile, con una trattativa con Bruxelles che è durata mesi. Il punto centrale riguarda il prezzo dell’elettricità: l’obiettivo è ridurre il peso del gas, il combustibile che in Italia incide di più sulla formazione del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica.

Palazzo Chigi ha annunciato l’accordo durante il Consiglio europeo di metà ottobre. Il modello di riferimento è l’”eccezione iberica”, concessa a Spagna e Portogallo nel 2022. Si tratta però di un’intesa politica preliminare. Prima che il meccanismo diventi operativo, servono la notifica formale a Bruxelles e il via libera definitivo secondo le regole europee sugli aiuti di Stato.

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  • Italia e Commissione Europea hanno trovato un’intesa sul decreto Bollette: lo Stato potrà compensare parte del costo del gas usato per produrre elettricità, così da abbassare il prezzo all’ingrosso.
  • La misura sarà temporanea, coprirà solo l’aumento del costo del gas e non i costi della CO2 del sistema Ets. I benefici dovranno arrivare per intero ai consumatori finali.
  • Il meccanismo non è ancora operativo. Nel frattempo, secondo le stime di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 una famiglia tipo con tariffa indicizzata potrebbe spendere 982 euro tra luce e gas.
In sintesi

Sommario

Cosa prevede l’intesa tra Roma e Bruxelles

L’intesa riguarda la parte del decreto che interviene sulla produzione termoelettrica, cioè sull**’energia elettrica generata dalle centrali a gas**. Secondo la nota del Governo, l’accordo rispetta il Middle East State Aid Framework (Metsaf). È il quadro temporaneo che la Commissione ha adottato per gli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente.

Bruxelles ha fissato alcuni paletti precisi. La misura sarà temporanea e dovrà ridurre al minimo le distorsioni nel mercato elettrico europeo, senza indebolire gli incentivi agli investimenti di lungo periodo nell’energia pulita. La compensazione riguarderà soltanto l’aumento dei costi del gas e non i costi legati al sistema Ets. I vantaggi dovranno essere trasferiti integralmente agli utenti finali. Contribuiranno al finanziamento solo i consumatori che ne beneficiano.

La Commissione ha chiesto all’Italia di notificare rapidamente il piano e si è impegnata a valutarlo in via prioritaria. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che il governo invierà a breve un nuovo testo della norma. Il testo sarà coerente con il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, così da arrivare all’accordo formale.

Come funziona il tetto al prezzo del gas

Per capire la misura, bisogna partire da come si forma il prezzo dell’elettricità. Sul mercato all’ingrosso italiano il prezzo viene determinato dall’ultimo impianto necessario per coprire la domanda, che è anche il più costoso tra quelli chiamati a produrre. Molto spesso si tratta delle centrali a gas. Per questo, quando sale il prezzo del gas, tende a salire anche il PUN, l’indice di riferimento dell’energia elettrica all’ingrosso. Succede anche quando una parte dell’elettricità arriva da fonti rinnovabili o idroelettriche.

Il decreto interviene proprio su questo collegamento. Viene fissato un tetto al costo del gas usato per produrre energia elettrica, e lo Stato copre la differenza tra il prezzo reale del combustibile e il valore del tetto. Con costi di produzione più bassi, le centrali a gas possono presentare offerte più basse sul mercato. In linea di principio questo dovrebbe tradursi in un prezzo all’ingrosso dell’elettricità più contenuto.

Il livello del tetto non è ancora stato reso noto ufficialmente e sarà definito nel confronto tra governo e produttori di energia. Restano da chiarire anche il costo complessivo delle compensazioni, i tempi di applicazione e il modo in cui il beneficio arriverà concretamente nelle bollette.

Il precedente dell’eccezione iberica

Il modello di riferimento è il meccanismo che la Commissione ha autorizzato nel giugno 2022 per Spagna e Portogallo, in piena crisi energetica dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Bruxelles approvò una misura da 8,4 miliardi di euro, di cui 6,3 miliardi per la Spagna e 2,1 per il Portogallo. L’obiettivo era ridurre i costi di approvvigionamento delle centrali a combustibili fossili e abbassare così il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso iberico.

Il meccanismo era inizialmente previsto fino a maggio 2023. Con un nuovo via libera della Commissione è stato poi prorogato fino alla fine dello stesso anno. Il tetto al prezzo del gas partiva da 40 euro per megawattora ed è stato innalzato gradualmente nei mesi successivi. Nel comunicare l’intesa con l’Italia, la Commissione ha ricordato che quel regime ha raggiunto l’obiettivo di ridurre i prezzi all’ingrosso, precisando inoltre che la misura italiana si basa su quella prassi.

Le due situazioni però non sono identiche. La penisola iberica aveva collegamenti elettrici limitati con il resto d’Europa, un elemento che ha pesato nella valutazione di Bruxelles. La misura italiana nasce invece all’interno di un diverso quadro di aiuti di Stato, legato alla crisi in Medio Oriente.

Cosa resta fuori: il nodo Ets

L’accordo lascia invariato il costo delle emissioni di CO2 previsto dal sistema europeo Ets, che resta a carico delle imprese. Secondo il governo è un ulteriore fattore di aumento del prezzo finale dell’elettricità.

La Commissione ha però escluso che la compensazione possa coprire anche questa voce. Per Bruxelles il prezzo della CO2 serve a orientare il mercato verso le fonti pulite e a sostenere gli investimenti nelle rinnovabili. Una compensazione che lo annullasse andrebbe contro questo obiettivo. Il confronto europeo sul funzionamento dell’Ets prosegue su un tavolo separato.

Le misure del decreto Bollette già in vigore per le famiglie

L’intesa con Bruxelles riguarda il meccanismo sul gas. Diverse misure del decreto Bollette, invece, sono già operative. Per il 2026 è previsto un contributo straordinario di 115 euro per le famiglie che risultavano titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico al 21 febbraio 2026. Il contributo si aggiunge al bonus ordinario, che vale indicativamente circa 200 euro l’anno a seconda della composizione del nucleo familiare. Il beneficio complessivo arriva così a circa 315 euro, e la platea interessata è stimata in circa 2,7 milioni di nuclei. Le modalità di erogazione sono disciplinate da ARERA e l’importo viene riconosciuto in bolletta.

Per il biennio 2026-2027, i venditori di energia elettrica possono riconoscere un contributo straordinario ai clienti domestici residenti con ISEE fino a 25.000 euro, se non beneficiano già del bonus sociale. Si tratta di un’agevolazione su base volontaria: non è automatica e dipende dal singolo fornitore.

Il contesto: bollette in rialzo tra autunno e inverno

L’intesa arriva in una fase di prezzi energetici sotto pressione. A dicembre 2025, le stime di Facile.it prevedevano un 2026 con bollette in calo. Nei mesi successivi lo scenario è cambiato, anche per effetto delle tensioni internazionali sui mercati energetici.

L’analisi di Facile.it di fine estate, basata sui prezzi forward dell’energia elaborati dallo European Energy Exchange, stima che tra settembre e dicembre 2026 una famiglia tipo con contratto indicizzato nel mercato libero potrebbe spendere 982 euro tra luce e gas. Il profilo di riferimento è di 2.000 kWh di elettricità e 1.100 Smc di gas l’anno. Rispetto ai circa 712 euro dello stesso periodo del 2025 sono circa 270 euro in più, con un aumento vicino al 40%.

VoceSpesa stimata set-dic 2026Variazione sul 2025
Luce273 euro+27%
Gas709 euro+43%
Totale982 eurocirca +40%

A spingere la stima sono soprattutto le previsioni sui prezzi all’ingrosso. Per il PUN è atteso un aumento del 65% su base annua, per il PSV, l’indice di riferimento del gas, una crescita del 113%. Si tratta di proiezioni e non di aumenti già definiti: il costo effettivo dipenderà dall’andamento dei mercati e dalle condizioni del singolo contratto.

C’è poi un secondo dato sempre di Facile.it, diffuso a ottobre in vista dell’accensione dei termosifoni, che riguarda solo il gas per il riscaldamento domestico. Con le tariffe del mercato libero a prezzo bloccato, la spesa media per riscaldare casa potrebbe arrivare a 1.016 euro, il 26% in più rispetto allo scorso anno a parità di consumi. La stima considera la media delle offerte a prezzo fisso e un consumo medio annuo di 646 Smc. Il perimetro è quindi diverso da quello dell’analisi sui contratti indicizzati, e i due dati vanno letti separatamente.

Quando e per chi il tetto al gas può fare la differenza

Il meccanismo concordato con Bruxelles agisce sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Per questo i suoi effetti, una volta operativo, dovrebbero vedersi soprattutto sulle tariffe luce indicizzate al PUN. Chi ha un’offerta a prezzo indicizzato vede il costo della materia energia seguire l’andamento del mercato, sia al rialzo sia al ribasso. Chi ha un’offerta a prezzo fisso paga invece il prezzo bloccato per tutta la durata prevista dal contratto.

La misura riguarda il gas usato per produrre elettricità, non il gas che arriva nelle case per riscaldamento e cucina. La bolletta del gas domestico resta quindi legata all’andamento del PSV.

Nell’attesa che il meccanismo venga definito, verificare il tipo di tariffa sottoscritta è il primo passo per capire quanto la propria bolletta è esposta alle oscillazioni del mercato. Una tariffa indicizzata permette di beneficiare automaticamente di eventuali cali dei prezzi all’ingrosso. Una tariffa a prezzo fisso consente invece di conoscere in anticipo il costo della componente energia e di pianificare con maggiore certezza la spesa dei mesi invernali. 

Per una valutazione completa è utile confrontare le offerte in base ai propri consumi, considerando il prezzo della materia prima, la quota fissa mensile, la durata del prezzo bloccato ed eventuali sconti di benvenuto.

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