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Riscaldamenti 2026, quando si accende nella tua città? Le date ufficiali e l'elenco dei Comuni che slittano

Pubblicato il 13-10-2026 | Aggiornato il 13-10-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
Marta Radavelli
Marta Radavelli
Accensione calorifero

L'accensione dei riscaldamenti in Italia segue regole ben precise fissate a livello nazionale. Il calendario ufficiale si basa sul clima delle diverse regioni, dividendo l'Italia in sei zone climatiche che vanno dal 15 ottobre per le aree più fredde al 1° dicembre per quelle più miti. 

Tuttavia, le date non sono uguali per tutti: molti sindaci stanno firmando ordinanze per far slittare l'avvio degli impianti a causa delle temperature elevate e delle misure anti-inquinamento. Vediamo nel dettaglio le date ufficiali città per città, i Comuni dove la data slitta e i limiti stabiliti dalla legge per evitare multe.

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  • L'accensione varia dal 15 ottobre al 1° dicembre, mentre la Zona F montana non ha alcuna limitazione stagionale.
  • Diversi Comuni hanno posticipato l'avvio per ragioni ambientali e temperature sopra la media.
  • Le violazioni su date, orari o gradi comporta multe da 500 a circa 2.500 euro.
In sintesi

Sommario

Quando si accendono i riscaldamenti in Italia: come funzionano le sei fasce climatiche

L'Italia presenta differenze di clima molto marcate tra Nord e Sud. Per questo motivo la legge divide i Comuni in sei fasce (dalla A alla F), stabilendo per ciascuna il giorno esatto di accensione, la data di spegnimento e quante ore al giorno si possono tenere accesi i termosifoni.

La stagione termica parte a metà ottobre nelle aree alpine e nel Settentrione, prosegue a novembre al Centro e si conclude a inizio dicembre nelle località costiere e nel Meridione. Fa eccezione la Zona F, che raccoglie i Comuni di alta montagna: qui non esistono limiti e i riscaldamenti si possono accendere liberamente tutto l'anno.

Zona ClimaticaData di accensioneData di spegnimentoOre giornaliere massime
Zona E15 ottobre 202615 aprile 202714 ore
Zona D1° novembre 202615 aprile 202712 ore
Zona C15 novembre 202631 marzo 202710 ore
Zona B1° dicembre 202631 marzo 20278 ore
Zona A1° dicembre 202615 marzo 20276 ore
Zona FNessun limiteNessun limiteNessun limite

Per capire con certezza quando è possibile attivare l'impianto di casa, occorre verificare in quale fascia rientra il proprio Comune di residenza. La mappa delle città italiane distribuisce i capoluoghi da nord a sud secondo la rigidità del clima locale.

Zona climaticaCittà e Comuni principali inclusi
Zona EMilano, Torino, Bologna, Bergamo, Brescia, Venezia, Verona, Padova, Trieste, Parma, Modena, Reggio Emilia, Perugia, Arezzo, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza, Enna, Aosta
Zona DRoma, Firenze, Genova, Ancona, Forlì, La Spezia, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Viterbo, Terni, Pescara, Chieti, Avellino, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro
Zona CNapoli, Bari, Salerno, Caserta, Latina, Imperia, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Sassari, Ragusa
Zone B e AReggio Calabria, Crotone, Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani, Agrigento, Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle
Zona FCuneo, Belluno, Trento e territori montani

Rinvii e ordinanze dei sindaci: quali sono le città dove la data slitta?

Il calendario nazionale non è del tutto rigido. In presenza di un autunno insolitamente mite o di livelli di smog oltre la soglia d'allarme, i sindaci possono intervenire con un'ordinanza per rinviare l'avvio dei termosifoni.

Nel 2026 diversi Comuni, soprattutto tra Emilia-Romagna e Lombardia, hanno già optato per lo slittamento:

  • a Bologna l'avvio è stato posticipato al 1° novembre, mantenendo il limite di 14 ore al giorno compreso tra le 5:00 e le 23:00;
  • a Monza il sindaco ha rinviato la data al 22 ottobre.

Altri centri lombardi come Como, Brescia e Bergamo stanno valutando il meteo giorno per giorno prima di deliberare, mentre le località alpine più fredde, come Sondrio, hanno confermato il via regolare per il 15 ottobre.

Temperatura massima in casa e sanzioni: cosa si rischia in caso di controlli

Oltre alle date e agli orari, la legge stabilisce quanto ci si può scaldare: nelle abitazioni la temperatura massima consentita è di 20 °C, con un margine di tolleranza di +2 °C. Alcune Regioni applicano però regole ancora più severe. In Emilia-Romagna, ad esempio, il limite scende a 19 °C per le case e a 17 °C per le attività industriali e artigianali.

Le limitazioni su date, orari e gradi non valgono per tutti gli immobili. Sono infatti previste eccezioni a tutela delle strutture sensibili:

  • ospedali, cliniche e case di cura;
  • strutture di ricovero e case di riposo per anziani;
  • scuole dell'infanzia e asili nido.

Per verificare che le regole vengano rispettate, le autorità eseguono controlli a campione sia nei condomini con riscaldamento centralizzato che nelle case autonome. 

Chi accende prima del tempo, supera le ore consentite o imposta gradi troppo alti rischia sanzioni severe: le multe vanno infatti da un minimo di 500 euro fino a circa 2.500 euro.

Come risparmiare sui riscaldamenti: l'aiuto delle offerte fisse 

Oltre a rispettare gli orari e le temperature previste dalla legge, per ridurre l'impatto delle spese invernali è fondamentale ottimizzare i consumi ed evitare sprechi energetici.

Una delle strategie più efficaci per proteggersi dai rincari tipici dei mesi freddi è valutare il passaggio a offerte luce e gas a prezzo fisso, che permettono di bloccare il costo della materia prima e mettere al riparo il budget familiare dalle oscillazioni del mercato.

Per capire quanto si sta pagando e individuare le soluzioni più convenienti in base ai propri consumi reali, è possibile usufruire del servizio gratuito di Facile.it: caricando una foto o il PDF della propria bolletta, il sistema analizza gratuitamente la voce di spesa e mostra subito quali offerte sul mercato consentono di tagliare i costi e risparmiare sulla gestione del riscaldamento.

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