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Soluzioni di finanziamento per chi non ha la busta paga o è un cattivo pagatore

28 ago 2020 | 4 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

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Per un lavoratore dipendente, ottenere un finanziamento personale non presenta particolari difficoltà. Si può ricorrere alla cessione del quinto, con rata trattenuta direttamente dallo stipendio, oppure lo si chiede a una banca presentando la busta paga e tutta la documentazione necessaria.

Basta soddisfare i parametri richiesti, e se si ha un buon merito creditizio, nel giro di un paio di settimane al massimo la somma viene erogata.

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Documenti e requisiti richiesti

Tutto diventa più difficile se non si dispone di busta paga o, peggio, se si è anche un cattivo pagatore.

Nel primo caso, in mancanza di una busta paga che rassicura la banca circa la capacità di rimborso del richiedente, si possono presentare garanzie aggiuntive, per esempio:

  • dichiarazione dei redditi che certifichi buone entrate annue;
  • un soggetto terzo, garante che si impegni a ripagare il debito se il titolare del prestito non dovesse più in grado di farlo.

Molto dipende anche dall’importo che si vuole ottenere: più è esigua la cifra, più aumentano le possibilità.

Per chi è privo di garanzie la questione si complica. Tuttavia, qualche via d’uscita c’è.

Diversi istituti finanziari, ad esempio, propongono finanziamenti dedicati a chi non ha una busta paga o è un cattivo pagatore. Ma i soldi non li regala nessuno. Perciò, prima di firmare alcunché, è bene accertarsi che la società sia affidabile. Come? Valutando attentamente le offerte, per non incappare in contratti che prevedono strane clausole, e verificando che i tassi di interesse non siano usurari. Cosa che, quest’ultima, si può appurare consultando le tabelle pubblicate ogni tre mesi dalla Banca d’Italia, contenenti i tassi medi riferiti alle diverse tipologie di finanziamento.

Prestito senza busta paga: le soluzioni

Tra le formule che possono venire proposte ci sono:

Prestiti ai cattivi pagatori senza busta paga

Quando si finisce nella lista dei cattivi pagatori, cioè nei database delle centrali rischi, per non aver saldato o ritardato il pagamento delle rate di un finanziamento o, peggio, quando si viene protestati per problemi di copertura di assegni o cambiali, ottenere un prestito diventa complicato.
Le condizioni di accesso al credito sono infatti molto stringenti. Ma qualche tentativo si può fare, offrendo alla banca o all’intermediario finanziario delle garanzie, anche reali, a tutela del creditore. Tra le soluzioni possibili:

  • i prestiti cambializzati: consistono nelfirmare delle cambiali. Questa tipologia di finanziamento ha una durata che di solito non supera i 60 mesi e il capitale viene erogato più facilmente se si è proprietari di beni che possono essere eventualmente pignorati. Ad esempio, un immobile. Tra gli svantaggi dei prestiti cambializzati, i tassi e le spese generalmente alti e la possibilità di finire protestati in caso di mancato pagamento non concordato con il creditore. Le conseguenze non sarebbero di poco conto;
  • i prestiti d’onore:finanziamenti erogati ‘sulla fiducia’ e destinati il più delle volte agli studenti universitari che hanno bisogno di denaro per terminare il percorso di studio, o ai giovani sotto i 35 anni che vogliono avviare una attività in proprio. In quest’ultimo caso, solitamente, parte del prestito viene erogato a fondo perduto e lo si ottiene attraverso bandi regionali, mentre gli studenti possono rivolgersi alle segreterie universitarie per avere iinformazioni precise su condizioni, requisiti richiesti e sui soggetti che erogano il prestito;
  • i prestiti tra privati: conosciuti anche come ‘social lending’ è una delle ultime frontiere in tema di finanziamenti. Non è richiesto l’intervento delle banche o di altri istituti e i prestiti sono gestiti attraverso piattaforme digitali. In pratica, i privati che ne hanno la possibilità mettono a disposizione del denaro da erogare ad altri privati. Chi non ha busta paga può ricorrere a questa formula. Prima di erogare il denaro, i gestori effettuano comunque una serie di verifiche per valutare l’effettiva capacità di rimborso del debitore, a tutela di chi presta i soldi. Se si sceglie il social lending si raccomanda di controllare l’entità dei tassi e di rivolgersi a piattaforme affidabili, gestite da soggetti iscritti all’albo degli intermediari finanziari.
  • i prestiti con garante o fideiussione: necessita di un soggetto terzo che si impegni a onorare il debito al posto del titolare del prestito in caso di morosità. Il garante deve dimostrare di avere una situazione economica più che solida, un ottimo merito creditizio e che sia in possesso dei requisiti richiesti. Se tutti i parametri sono soddisfatti, ci sono buone possibilità che il prestito venga concesso;
  • il prestito ipotecario: è una forma di finanziamento erogato da alcune banche ai cattivi pagatori, purché proprietari di un bene immobile che funge da garanzia reale, sul quale viene iscritta un’ipoteca. Di solito si ricorre a questa formula se si ha bisogno di somme importanti. La banca effettua una perizia sull’immobile per determinarne il valore e, in base a questo, definisce l’entità del prestito che in genere non supera l’80% di quanto stimato. E’ difficile che venga erogato per prestiti di piccola entità. In caso di rate non pagate la banca può però mettere in vendita il bene e recuperare quanto dovuto.
Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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