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Pubblicato il 15-02-2022 | Aggiornato il 22-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
prestiti expert speaks come abbassare la rata del prestito

Può succedere che mentre si sta rimborsando un prestito alla banca o a una finanziaria ci si trovi nelle condizioni di non poter più far fronte al pagamento delle rate.

I motivi per i quali improvvisamente può cambiare la situazione reddituale di una famiglia sono diversi. Magari si perde il posto di lavoro o si finisce in cassa integrazione e dover pagare una rata pattuita in tempi economicamente più floridi diventa un’impresa.

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Come abbassare la rata

Scartata la non consigliabile ipotesi di smettere di pagare, con tutte le conseguenze del caso, si può invece cercare di abbassare la rata mensile in modo che il debito diventi più sostenibile. Cosa che si può fare ricorrendo a tre opzioni:

  • rinegoziare le condizioni con il soggetto che ha erogato il finanziamento;
  • rivolgersi ad un’altra banca e procedere con una surroga;
  • scegliere il cosiddetto consolidamento dei debiti, opzione particolarmente interessante per chi sta pagando contemporaneamente le rate di più prestiti.

Vediamo come procedere nei tre casi in questione.

Rinegoziare le condizioni

Quando ripagare la rate diventa pesante, si può prendere un appuntamento con la banca che ha concesso il prestito, spiegare la condizione in cui ci si trova e chiedere che venga allungato il piano di rimborso in modo da ridurre l’importo della rata.

Se, ad esempio, il prestito è di 10mila euro rimborsabile in cinque anni con rata di circa 200 euro mensili, si può chiedere di dimezzare l’importo della rata in modo che il peso del debito si alleggerisca. Senza dimenticare che così facendo la scadenza del rimborso si allunga di qualche anno.

A fronte di motivi gravi e dimostrabili, le banche sono di solito propense a effettuare questa operazione perché, in caso contrario, rischierebbero di non incassare alcunché. Si può optare per una riduzione della rata permanente oppure chiedere l’abbassamento solo per un periodo di tempo, in attesa di rimettersi economicamente in sesto. Anche perché bisogna tenere conto del fatto che più si allunga la durata del rimborso, più interessi si pagano. E pure questo aspetto va valutato.

Surrogare il finanziamento

Se la banca che ha erogato il prestito rifiuta di rivedere le condizioni, esattamente come si fa con i mutui, ci si può rivolgere a un’altra banca che offra un prestito più vantaggioso, anche in termini di interessi applicati, optando per una durata più lunga rispetto al precedente finanziamento.

In tal caso, la rata diventa meno pesante sia perché il rimborso dura di più, e quindi il debito viene spalmato su un arco di tempo maggiore, sia perché la quota della rata riferita agli interessi è minore se il tasso applicato è più basso del precedente. Con il prestito erogato dalla nuova banca, si estingue il finanziamento acceso presso la vecchia e si continua a pagare versando una rata mensile di importo minore.

Consolidamento debiti

Questa opportunità è particolarmente consigliata a chi ha più di un finanziamento in corso e dunque più rate mensili da rimborsare. Con il consolidamento debiti, si chiede un finanziamento alla banca (o alla finanziaria) che ha erogato uno dei prestiti o a una banca terza. Con il finanziamento che si ottiene si estinguono tutti i prestiti in corso, pagando mensilmente un’unica rata, minore della somma delle singole rate dei prestiti precedenti, avendo come creditore un unico soggetto. L’operazione è fattibile anche se i prestiti pregressi sono stati erogati da più istituti.

Per ottenere un finanziamento a titolo di consolidamento debiti, non è di solito necessario presentare garanzie reali ma bisognerà tuttavia dimostrare di avere una buona situazione reddituale che tuteli la banca dal rischio di insolvibilità. Per questo motivo, alcuni istituti di credito richiedono che il contratto preveda la firma di titoli esecutivi come le cambiali o, in alternativa, la presenza di un terzo garante che si obblighi a onorare il debito nel caso in cui il titolare del finanziamento non possa più farvi fronte.

Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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