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Inflazione a +8,1%: a dicembre 2022 la percentuale più alta dal 1985

20 gen 2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marianna Serra

prestiti news inflazione a 81 per cento a dicembre 2022 la percentuale piu alta dal 1985

Secondo quanto rivelato dall’Istat, nel 2022 l’inflazione ha registrato un aumento medio annuo del +8,1%, la percentuale più alta rilevata dal 1985, quando l’incremento fu del +9,2%. Tale aumento è da attribuirsi principalmente all’andamento dei prezzi dei beni energetici, i quali nel 2022 hanno subito un incremento medio annuo del +50,9%, notevolmente superiore all’anno precedente in cui si registrò un +14,1%.

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La crescita dei prezzi al consumo al netto dei beni energetici e degli alimenti freschi, nel 2022 è pari al 3,8%, mentre nell’anno precedente era stato del +0,8%. L’incremento al netto dei soli beni energetici invece è del 4,1%, a fronte dello 0,8% del precedente anno.

L'inflazione a dicembre 2022

In base alle stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, nel mese di dicembre 2022, ha subito un aumento dello 0,3% su base mensile, al lordo dei tabacchi, e dell’11,6% su base annua, leggermente in meno del mese precedente in cui la percentuale di crescita su base annua era dell’11,8%.

L’inflazione di fondo a dicembre 2022, al netto dei soli beni energetici, è salita da +6,1% a +6,2%, mentre quella al netto degli energetici e degli alimenti freschi è passata da un +5,6% a un +5,8%.

Sta rallentando?

Il tendenziale rallentamento dell’inflazione, secondo i dati Istat, è dovuto al calo dei prezzi della componente non regolamentata dei beni energetici, che sono passati da +69,9% di novembre a +63,3% di dicembre, e dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, che hanno registrato un calo da +11,4% a novembre a +9,5% a dicembre.

Al contrario, l’incremento dei prezzi dei beni energetici regolamentati, che sono passati da un +57,9% a un 70,3%, contribuisce all’aumento dell’inflazione assieme a quello dei beni alimentari lavorati, con un +14,9% rispetto al 14,3% del mese precedente; a quello dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che passano da un +5,5% a un +6,2%; e a quello dei servizi relativi alla comunicazione, con una crescita da +0,2% a +0,7%.

L'impatto sul potere d'acquisto

Secondo quanto dichiarato dal Codacons, nell’anno 2022 a causa dell’aumento dei prezzi, la spesa complessiva delle famiglie italiane è stata di 61,3 miliardi di euro in più rispetto a quella del precedente anno, con un esborso medio annuo di +2.369€ in più per famiglia, se si considera una famiglia tipo, fino ad arrivare ad una spesa annua di +3.069€ per una famiglia con due figli.

In base ai dati Istat, il potere di acquisto delle famiglie nel terzo trimestre 2022 è sceso dell’1,2% rispetto al 2021, e la situazione è destinata a peggiorare nel corso del 2023.

Gli aumenti per le famiglie

Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, afferma che nel 2022 si è avuto un rincaro medio per famiglia di 2.219€ rispetto allo scorso anno, di cui 1.200€ per l’abitazione e 532€ per la spesa.

Una coppia con due figli ha avuto unaumento annuodel costo della vita pari a 2.766€ rispetto all’anno precedente, dei quali 724€ solo per la spesa, 1.321€ per la casa, l’elettricità e i combustibili e 425€ per i trasporti.

Se si considera invece una famiglia composta da una coppia con un solo figlio, l’aumento è stato di 2.570€ rispetto allo scorso anno.

Ma ad avere la peggio sono state le famiglie con più di tre figli, con un rincaro di 3.102€ rispetto al 2021, di cui 860€ per la spesa e 1.472€ per l’abitazione.

Secondo quanto affermato da Dona, la spesa per i prodotti alimentari e le bevande alcoliche nel 2022 è stata di:

  • 513€ in più rispetto all’anno precedente per una famiglia media
  • 632€ in più una coppia con un figlio
  • 700€ In più una coppia con due figli
  • 836€ in più le coppie con tre figli

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