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Bonus affitto 2026 per genitori separati: fino a 500 euro al mese, domande entro il 28 ottobre

Pubblicato il 18-10-2026 | Aggiornato il 18-10-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
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Il bonus affitto 2026 dedicato ai genitori separati o divorziati è operativo: la piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accetta le domande fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026. Il contributo copre il 50% del canone di locazione, fino a un massimo di 6.000 euro l’anno, pari a 500 euro al mese.

La misura si rivolge a chi, dopo la separazione o il divorzio, ha lasciato la casa familiare di proprietà e paga un affitto, con almeno un figlio sotto i 21 anni. Per accedere conta il reddito individuale, non l’ISEE, e le domande non vengono accolte in ordine di arrivo: il contributo spetta a chi rientra nella graduatoria regionale.

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  • Il bonus copre il 50% dell’affitto, fino a 6.000 euro l’anno (500 euro al mese), e viene pagato in un’unica erogazione annuale.
  • Serve un reddito individuale fino a 35.000 euro, almeno un figlio sotto i 21 anni e un contratto di locazione registrato a proprio nome.
  • La domanda si invia online con SPID, CIE o CNS entro le ore 12 del 28 ottobre 2026. L’ordine di invio non conta, perché decide il punteggio.
In sintesi

Sommario

Cos’è il bonus affitto per genitori separati

Il contributo nasce con la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, commi 234 e 235), che ha istituito presso il MIT un fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà. La dotazione è di 20 milioni di euro l’anno a partire dal 2026.

Le regole operative sono arrivate con il decreto interministeriale MIT-MEF n. 200 del 14 settembre 2026, registrato dalla Corte dei conti il 2 ottobre e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 14 ottobre 2026. Il decreto disciplina l’accesso per la sola annualità 2026.

Secondo le stime diffuse dal Ministero a fine agosto, la misura prevede complessivamente 60 milioni di euro in tre anni, con una prima platea di almeno 5.000 beneficiari. Le risorse sono ripartite tra le Regioni tenendo conto, tra gli altri criteri, del numero di genitori separati o divorziati e del livello di tensione abitativa.

Il bonus intercetta una situazione ricorrente dopo una separazione: il genitore che lascia la casa familiare deve sostenere il costo di un nuovo alloggio continuando a contribuire al mantenimento dei figli. In alcuni casi, a questo si aggiunge la quota di mutuo della vecchia abitazione.

Quanto vale il bonus affitto 2026

Il contributo è pari al 50% del canone di locazione sostenuto, con un tetto di 6.000 euro annui. Su base mensile il massimo corrisponde a 500 euro, ma l’importo viene riconosciuto in un’unica erogazione annuale.

Per raggiungere il tetto massimo, quindi, serve un canone di almeno 1.000 euro al mese: con un affitto di 700 euro mensili, ad esempio, il 50% corrisponde a 350 euro al mese, cioè 4.200 euro l’anno.

ElementoDettaglio
Importo50% del canone di locazione
Tetto massimo6.000 euro l’anno (500 euro al mese)
ErogazioneUnica soluzione annuale
Limite di reddito35.000 euro di reddito individuale
Fondo 202620 milioni di euro
Finestra per la domandaDalle ore 12 del 7 ottobre alle ore 12 del 28 ottobre 2026

I requisiti per ottenere il bonus

I requisiti indicati dal MIT sono obbligatori: in mancanza anche di uno solo, la domanda viene respinta. Vanno tutti autocertificati al momento dell’invio, ai sensi del DPR 445/2000.

Situazione familiare e abitativa

Il richiedente deve essere un genitore separato o divorziato, in possesso del provvedimento di separazione o divorzio, e non essere assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà. Deve avere almeno un figlio di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso ed essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli.

È inoltre necessario un contratto di locazione intestato al richiedente e regolarmente registrato.

Reddito e patrimonio

Il reddito individuale, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, non deve superare 35.000 euro. È un elemento che distingue questo bonus da molte altre agevolazioni sociali, che usano invece l’ISEE come parametro. In domanda il reddito va indicato arrotondato all’euro superiore, senza decimali.

Sul fronte patrimoniale, il richiedente non deve essere proprietario di immobili a uso residenziale nello stesso Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri, fatta salva l’eventuale proprietà della casa familiare stessa. Secondo le FAQ pubblicate dal MIT il 12 ottobre, ai fini di questo requisito rilevano anche le quote di proprietà.

Altri sussidi e alloggi pubblici

Il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici, statali o di altri enti, destinati al sostegno abitativo. Non può accedervi nemmeno chi è assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

Le FAQ del Ministero precisano però che chi ha chiesto un altro contributo o un alloggio pubblico ed è ancora in attesa dell’esito può presentare comunque la domanda, purché non risulti già beneficiario.

Chi resta escluso

Le stesse FAQ chiariscono che la misura non riguarda i genitori mai sposati, anche se dopo la fine della convivenza hanno ottenuto dal Tribunale un provvedimento su affidamento, collocamento o mantenimento dei figli. Il riferimento normativo è infatti alla separazione o al divorzio.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il primo passaggio richiede di confermare il possesso di ciascun requisito obbligatorio; poi si compilano i dati richiesti, tra cui il reddito, le informazioni sui figli e i dati catastali e identificativi dell’abitazione familiare.

La finestra resta aperta fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026. Presentare la domanda nei primi giorni non garantisce una posizione migliore: non si tratta di un click day, ma l’invio oltre la scadenza o con modalità diverse da quelle previste comporta l’esclusione. Il Ministero invita comunque a non ridursi agli ultimi minuti.

Come funziona la graduatoria

La graduatoria 2026 viene elaborata automaticamente dalla piattaforma, separatamente per ciascuna Regione, sulla base dei dati dichiarati nella domanda. Il contributo viene pagato fino a esaurimento delle risorse assegnate a ogni territorio: per questo, oltre ai requisiti di accesso, contano le condizioni che danno punteggio.

L’Allegato 2 del decreto attribuisce i punti in questo modo.

CondizionePunti
Reddito fino a 15.000 euro15
Reddito da 15.001 a 25.000 euro13
Reddito da 25.001 a 35.000 euro10
Ogni figlio a carico under 212
Ogni figlio a carico con disabilità4
Disabilità del richiedente4
Disoccupazione involontaria2
Residenza in Comune con oltre 200.000 abitanti5
Residenza in Comune ad alta tensione abitativa sotto i 200.000 abitanti2

A parità di punteggio, la precedenza va al richiedente con il reddito più basso. Il peso maggiore è quindi legato alla fascia di reddito e alla dimensione del Comune di residenza, mentre il numero di figli contribuisce in modo progressivo.

Le spese al canone di affitto

Per chi si trasferisce in affitto dopo una separazione, il canone della nuova casa è solo una parte dei costi abitativi. C’è, ad esempio, un’altra voce che spesso accompagna la separazione: il mutuo della casa familiare. Non di rado il genitore che lascia l’abitazione continua a pagare, in tutto o in parte, le rate del finanziamento acceso per l’immobile in cui restano l’ex coniuge e i figli, sommandole al nuovo affitto. 

In questi casi può essere utile valutare la surroga, cioè il trasferimento del mutuo a un’altra banca che applica condizioni diverse, come un tasso più basso o il passaggio da tasso variabile a fisso. L’operazione, prevista dalla legge, non comporta costi di notaio, istruttoria o perizia a carico del cliente e lascia invariato l’importo residuo da restituire, mentre possono cambiare tasso, rata e durata. Se il mutuo è cointestato, la richiesta deve essere sottoscritta da entrambi gli intestatari, perché la surroga non modifica i debitori del finanziamento.

Inoltre, ai fini del risparmio, può essere utile anche confrontare le tariffe di energia e internet casa, in modo da valutare ulteriori tagli alle spese e riorganizzare in modo efficiente il budget familiare.

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