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Energia, aumentano i clienti nel mercato libero

Di certo avranno influito gli aumenti a tre cifre degli ultimi sei mesi, che hanno travolto soprattutto i clienti del mercato tutelato. E, dall'altra parte, lo spauracchio del passaggio forzato al mercato libero, che ha invece già coinvolto le imprese.

Fatto sta che nel settore dell’energia sempre più clienti lasciano il servizio a maggior tutela e le tariffe "di Stato" fissate ogni trimestre.

A rivelarlo è il secondo "Rapporto monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell'energia elettrica e del gas", stilato dall’Autorità dell’Energia (Arera) per il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il 60% delle famiglie nel mercato libero

I dati parlano chiaro: nel settore elettrico il numero degli utenti domestici che nell’ultimo semestre è entrato nel libero mercato è salito del 2,4%, arrivando a un totale di 59,7%. Il tasso, per le imprese, ha raggiunto il 70,4% (e anche qui l’incremento registrato è stato del 2,4%). Nel comparto del gas hanno scelto di abbandonare la tariffa a maggior tutela il 62% dei clienti domestici (+1,8% nel semestre) e il 71,3% dei condomini (+1,4%).
L’uscita dei clienti finali dalle "tutele" - si legge nella nota dell’Autorità - prosegue ormai a ritmo costante, e "nella grande maggioranza delle regioni e delle province italiane più della metà dei clienti - domestici e non - è uscito dal relativo regime di tutela, scegliendo un contratto di libero mercato per entrambi i settori".

L’analisi: la tutela non conviene più

Il dato fa il patto con un altro, e cioè con l’andamento delle tariffe nel regime di tutela da una parte, e quelle del mercato libero dall'altra. Analizzando le proposte tariffarie pubblicate nel corso del 2021 dai venditori sul Portale Offerte dell’Arera, la stessa autorità ha rilevato che le opportunità di risparmio per chi fa "il salto" sono aumentate nel corso del 2021, "sia in termini di numero di offerte più vantaggiose che di importi risparmiabili". In particolare, le opportunità sono cresciute in modo significativo dallo scorso luglio. Basti un esempio: per la famiglia tipo (un nucleo residente con un consumo di 2.700 KWh e un impianto con 3 kW di potenza) nel corso dei 12 mesi si sono contate 122 offerte nel mercato libero di elettricità più convenienti della maggior tutela, contro le 58 del 2020. Nel settore del gas, sempre per il cliente domestico (consumo annuo di 1.400 metri cubi) sono state rilevate 113 offerte più convenienti del servizio di tutela, contro le 64 dell’anno precedente). Va detto, non tutte le offerte sul mecato libero sono più vantaggiose rispetto alla tutela, e la scelta va fatta analizzando con attenzione i contratti, ma questi numeri dicono senza ombra di dubbio che col tempo il rischio di sbagliare offerta si è molto ridotto.

Sempre meno call center: la scelta parte dal web

Resta il fatto che è soprattutto la promessa di una tariffa più conveniente a spingere sempre più utenti a fare il grande passo. Ma la vera sorpresa è che la maggior parte di loro ha fatto questa scelta di sua iniziativa, chiamando l'azienda oppure online, e non dietro la spinta di un operatore telefonico. Secondo l’indagine dell’Authority, che ha effettuato un sondaggio su un campione di clienti, la percentuale di chi ha sottoscritto un contratto dopo aver ricevuto la chiamata di un call center è scesa rispetto a un anno fa del 26,8% tra i domestici e del 36,9% tra i non-domestici.

Cresce il tasso di "infedeltà" nel mercato libero

Anche sui cambi di fornitore i numeri ci parlano di un trend in crescita. Il rapporto evidenzia che negli ultimi mesi i clienti domestici che hanno abbandonato il vecchio gestore per una nuova società sono saliti a un ritmo piuttosto elevato rispetto ai primi anni monitorati. Se la tendenza registrata fino a settembre sarà confermata per l'ultimo trimestre del 2021, il tasso annuo sarà del 17,4% per la luce e del 12,4% per il gas. I numeri – sottolinea l’Autorità – riguardano però soprattutto chi è nel libero mercato da tempo.

Ma chi esce dalla tutela resta con il vecchio venditore

Al contrario, chi esce invece da un contratto a maggior tutela per entrare per la prima volta nel mondo delle tariffe "libere", tende a restare fedele al vecchio gestore. Più del 50% dei clienti preferisce non sperimentare servizi di nuove compagnie.

L’identikit del cliente dinamico: tra i 18 e i 29 anni

A scegliere di scegliere sono soprattutto i giovani. Nel settore elettrico, per esempio, l'83,1% (+ 2,1% nell’ultimo periodo) dei contratti siglati da clienti tra i 18 e 29 anni è nel mercato libero. La scelta del mercato libero resta comunque maggioritaria fino alla fascia 70-79 anni, anche se con il salire delle fasce di età, si gonfia la percentuale di clienti serviti in maggior tutela.

pubblicato da il 5 aprile 2022

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Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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