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Dispersione di corrente: come riconoscerla ed evitare maxibollette

3 dic 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

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La tua ultima bolletta della luce è più salata del solito senza che ci sia un motivo evidente? Potrebbe essere colpa di una dispersone elettrica, una vera e propria "perdita" di energia dovuta a un cattivo funzionamento dell’impianto. Il più delle volte all’origine può esserci un impianto vecchio oppure isolato male, cavi collegati non correttamente o scoperti, un salvavita difettoso, ma anche interruttori e prese che non funzionano come dovrebbero, o persino elettrodomestici, spesso un frigorifero o un forno vecchi o mal collegati.

Luce: confronta le tariffe

Anche dispositivi nuovi e apparentemente perfetti possono generare delle dispersioni, magari solo perché l'alimentatore del dispositivo è isolato male, o il collegamento è stato predisposto male.

I campanelli d’allarme

In realtà una piccola dispersione di energia elettrica è praticamente fisiologica e non deve destare preoccupazione, bisogna invece allertarsi quando questo causa un balzo in avanti nella tariffa luce sostenuta mensilmente. Non è solo una questione di costi, c’è in gioco anche la sicurezza, perché dispersioni troppo elevate non provocano solo bollette più care, ma possono mettere in pericolo gli abitanti della casa, che rischiano folgorazioni se, per esempio, entrano in contatto con l’elettrodomestico o la presa difettosa. Il più delle volte la spia che c'è qualche problema di questo tipo è il salvavita, che scatta in continuazione o comunque più spesso di quanto dovrebbe, senza che ne riusciamo a capire il motivo. Accade perché l'apparecchio ci sta segnalando che c’è un sovraccarico, o che qualcosa non va. Non è detto però che il contatore dia segnali, perché magari la dispersione non raggiunge mai il picco necessario per attivare il dispositivo di sicurezza (per gli impianti domestici questo valore solitamente è di 30mA). In quel caso è comunque una bolletta della luce "anomala" a farci capire che qualcosa non va.

I passi da fare

Se si ha un sospetto, la prima cosa da fare è controllare il contatore della luce. Bisogna farlo quando gli elettrodomestici non sono in funzione, oppure quelli collegati hanno consumi molto bassi. In questo caso, se sul display compare il messaggio "massima utenza superata" , significa che l’impianto è in sovraccarico. E le motivazioni sono due: qualcuno sta utilizzando l’energia elettrica del vostro appartamento, oppure c’è una dispersione elettrica. Se invece il salvavita scatta in continuazione, ma il contatore non segnala sovraccarichi, la causa potrebbero essere con molta probabilità un elettrodomestico vecchio o collegato male. Per capire quale sia basta fare una prova, che consiste nello staccare tutte le spine degli apparecchi a contatore spento, per poi riaccenderlo. A quel punto basterà riattaccare uno a uno tutti i dispositivi, tenendo d’occhio contemporaneamente il contatore. Sarà facile in questo caso individuare l’apparecchio responsabile della dispersione, perché sarà quello la cui accensione provocherà la reazione del salvavita o uno scatto avanti dei consumi.

Il tester

Se nemmeno in questo caso riuscite a individuare il responsabile della dispersione, allora non resta che comprare un tester. Si tratta di uno strumento che si collega a tutti gli apparecchi di casa, ed è in grado di verificare il livello di dispersione. Per effettuare un check, non bisogna fare altro che attaccarlo anche all’elettrodomestico spento o alle prese di corrente collegate, perché calcola in tempo reale l’elettricità consumata. Di conseguenza sarà facile capore se il problema ha origine da lì. Se è così, bisognerà chiamare un tecnico per l'intervento.

Come prevenire

È possibile prevenire le dispersioni? Sappiamo che per legge tutti gli impianti devono essere dotati di un sistema di protezione elettrico chiamato interruttore differenziale, conosciuto appunto come salvavita. Nel momento in cui viene rilevata una dispersione di corrente superiore a un certo limite, il salvavita "scatta" interrompendo il flusso di corrente. Un buon salvavita è quindi in grado di prevenire quindi incidenti dovuti a sbalzi o flussi di elettricità elevati, ma come già scritto da solo non basta a scongiurare il rischio di dispersioni elettriche. Se infatti la perdita non arriva mai a superare la soglia impostata sull’apparecchio, l’alert non parte e la nostra dispersione continua a far correre i consumi indisturbata. Secondo gli esperti, una buona regola è quella di impostare il salvavita in modo diverso in base agli ambienti. In quelli più umidi, come ad esempio il bagno, la soglia dovrebbe essere più bassa, un esperto saprà aiutarvi a regolare l’apparecchio al meglio.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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