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Colonnine per auto elettriche, quanto costa comprarne una? E che agevolazioni ci sono?

9 giu 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

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La voglia di auto elettriche cresce in tutto il mondo, Europa in testa. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (l’Aie) nel 2020 il Vecchio Continente ha raddoppiato le immatricolazioni arrivando a quota 1,4 milioni, e superando la Cina. Quanto all’Italia, la quota di mercato dell’elettrico è salita al 4,3% (con un 2,3% di sole auto elettriche "pure") a fronte di una percentuale che nel 2019 non raggiungeva l’1%.

Energia: confronta le tariffe

Italia fanalino di code per numero di impianti

Il grande difetto dei veicoli a elettricità non ibridi (che non hanno cioè la doppia alimentazione) è ancora la difficoltà di trovare infrastrutture per la ricarica. L’Italia, assieme alla Spagna è agli ultimi posti in Europa per numero di colonnine per abitanti, con un tasso di 15 punti di ricarica ogni 100 auto. Anche per questo molti siti e molte App mettono a disposizione elenchi e mappe con le indicazioni sull’infrastruttura più vicina, nome del gestore e costi.

Distanze a parte, l’alternativa di una colonnina privata fa gola a molti, anche perché effettuare una ricarica presso una infrastruttura pubblica non è esattamente come fare un pieno di benzina. A meno di non voler spendere di più o di mettersi a cercare una postazione gratuita, per accedere alla maggior parte delle postazioni è necessario possedere la tessera del gestore, e aspettare anche alcune ore. Anche per queste ragioni lo Stato sta incentivando in più modi la possibilità di installare privatamente o in condominio i dispositivi per la ricarica.

Il bonus statale: così si detrae dal 50% al 110% della spesa

Oggi, infatti, chi acquista un impianto gode di una detrazione del 50% sulla spesa per un massimo di 3 mila euro, che potrà scaricare in dieci anni. E' possibile portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi metà della spesa, scontandola dalle tasse dovute, oppure chiedere lo sconto in fattura al venditore, dimezzando l’esborso.

Chi invece ha avviato o sta pensando di effettuare interventi di efficienza energetica che godono della maxidetrazione del 110%, può agganciare alla spesa totale anche quella per l’acquisto e l’installazione dell’infrastruttura, che in questo modo verranno totalmente coperte della Stato.

L’importo massimo detraibile, in questo caso, va dai 1.200 a 2 mila euro per erogatore, a seconda che si tratti di un impianto multiplo per condominio, oppure singolo.

Aumentare la potenza del contatore gratis

Agli incentivi fiscali si è aggiunta da ultimo anche un’agevolazione sulle spese di gestione. Dal 1° luglio sarà infatti possibile per i clienti in bassa tensione chiedere l’aumento gratuito di potenza del proprio contatore fino a 6 kW per le fasce orarie notturne e festive, grazie a un progetto di sperimentazione voluto dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Il normale impianto casalingo da 3,3 kW non è infatti sufficiente per questo tipo di utilizzo, e ricaricare l’auto quando in attività ci sono altri elettrodomestici significa rischiare di "far saltare" il contatore. Richiedere il passaggio è semplice, basta presentare la richiesta al Gse, è bene però informarsi prima, perché per accedere alla misura è necessario utilizzare determinati dispositivi di ricarica (wallbox) che rispettino particolari requisiti tecnici.
In questo caso, chi sceglie per l’aumento della potenza evita di pagare il costo fisso annuo per ogni kW aggiuntivo. Le ricariche andranno comunque effettuate nelle ore serali e nel weekend, ma il risparmio stimato va dai 60 ai 200 euro all’anno.

Quanto costa una colonnina: da 700 euro in su

Ma quanto costa, a conti fatti, dotarsi di una postazione? Secondo il censimento di Arera (L’Autorità per l’Energia), che ha analizzato costi e prestazioni di 225 modelli di dispositivi per auto con potenze dai 2 kW ai 350 kW, i prezzi vanno dai 700 euro delle infrastrutture per famiglie, agli 80 mila euro per le colonnine professionali ultra-veloci.

Se prendiamo i dispositivi "casalinghi" di ricarica lenta (detti "Slow", con potenza fino a 7,4 kW), le cosiddette wallbox compatte che si possono installare al muro del garage, la spesa media per acquisto e installazione va da 700 euro a un massimo di 1.700 euro, con un valore medio che sta intorno ai 1.200, Iva inclusa.

Anche le più veloci wallbox a ricarica accelerata (le "Quick", fino a 22 kW), con caratteristiche base, vale a dire una sola presa, potenza di 11 kW e nessun meccanismo di autenticazione né connessione internet, hanno prezzi intorno a quella cifra o solo di poco superiori, mentre per un impianto con 2 punti di ricarica, ciascuno da 22 kW, si spende un po' di più: i prezzi al pubblico variano in questo caso tra i 2.000 e i 4.000 euro più Iva.

I costi di ricarica

Avere una colonnina propria conviene però anche dal punto di vista economico. L’impianto viene infatti collegato alla propria utenza elettrica, e l’energia elettrica ha lo stesso costo di quella utilizzata in casa. Secondo le stime, per una ricarica in grado di fornire circa 150 km di autonomia si spendono a casa 5 euro, un costo già inferiore rispetto alle tariffe proposte dai gestori di punti di ricarica pubblici. Per venire incontro ai clienti, inoltre, alcuni fornitori di energia elettrica propongono pacchetti o tariffe ad hoc per chi ha dispostivi casalinghi, proponendo prezzi ancora più scontati in questa fascia oraria.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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