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Pubblicato il 09-05-2024 | Aggiornato il 03-06-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Marta Radavelli
Marta Radavelli

Cos’è il prestito chirografario

Il prestito chirografico è una forma di finanziamento fiduciario, la cui restituzione è garantita dalla capacità reddituale e dal patrimonio del richiedente. A differenza di un mutuo, non è garantito da ipoteca ed è solitamente concesso per periodi più brevi, di solito entro 10 anni.

Ciò che contraddistingue il prestito chirografico è che il rimborso è garantito personalmente dal debitore attraverso la firma del contratto. La garanzia deriva proprio dalla firma del documento (il termine "chirografico" deriva dal greco antico e significa "scritto a mano"). 

Più in generale, si parla di crediti chirografari quando il finanziamento non è supportato da:

  • garanzie personali (come la fideiussione);
  • garanzie reali (come il pegno o l'ipoteca).

In tutti questi casi, l'istituto di credito si affida esclusivamente all'affidabilità finanziaria del richiedente.

Come funziona il prestito chirografario?

Il prestito chirografico è un finanziamento senza garanzie specifiche che richiede solo la firma del richiedente. Può essere ottenuto da individui che hanno la capacità di restituire il denaro secondo quanto stabilito nel contratto. 

Il tasso di interesse tende ad essere più elevato rispetto ad altre forme di finanziamento e il limite massimo di finanziamento dipende dalla capacità di rimborso del richiedente.

Poiché non è supportato da ipoteca o altre garanzie, il prestito chirografico è solitamente concesso per importi limitati (fino a 30.000 euro) e può essere richiesto sia da privati, sia da professionisti e aziende. Spesso viene utilizzato per finanziare lavori di manutenzione condominiale o su immobili per i quali sarebbe difficile iscrivere un'ipoteca.

Questo tipo di finanziamento rappresenta un'alternativa sia ai mutui sia ai prestiti personali ed è più facile da gestire in casi in cui il debitore ha bisogno di un importo limitato e può garantire il rimborso con il proprio reddito o patrimonio.

Cosa succede se non si paga un prestito chirografario?

Se un prestito chirografario non viene pagato, la banca può prendere diverse misure per tutelare il proprio credito. Tra le principali conseguenze per il debitore figurano:

  • il protesto e la richiesta di risarcimento danni;
  • il pignoramento dei beni personali e patrimoniali;
  • l'iscrizione nel registro dei cattivi pagatori.

Quest'ultima misura, in particolare, può rendere molto più difficile ottenere altri finanziamenti in futuro e rischia di danneggiare seriamente la reputazione creditizia del debitore.

Differenze tra mutuo e prestito chirografario

La principale differenza tra un mutuo e un prestito chirografario risiede nelle garanzie richieste. Mentre il mutuo è garantito da un'ipoteca su un immobile, il prestito chirografario si basa esclusivamente sulla firma del debitore e sulla sua capacità di rimborso.

Guardando i dettagli dei due contratti, le differenze principali riguardano:

  • la durata: il mutuo ha generalmente una durata più lunga, spesso superiore ai 20 anni, mentre il prestito chirografario si estende solitamente per un massimo di 10 anni;
  • le somme erogate: i mutui finanziano importi più elevati, mentre i prestiti chirografari sono destinati a esigenze di liquidità più contenute, solitamente entro 30.000 euro.
  • i tassi di interesse: i tassi dei mutui sono generalmente più bassi rispetto a quelli applicati ai prestiti chirografari, poiché l'ipoteca rappresenta una maggiore tutela per la banca.

In sintesi, si tratta di due strumenti complementari ma destinati a finalità e profili di spesa molto diversi tra loro.

Vantaggi e svantaggi del prestito chirografario

Il ricorso al credito chirografario offre una serie di benefici pratici legati soprattutto alla snellezza della procedura. I principali vantaggi includono:

  • velocità di erogazione: l'assenza di perizie immobiliari e di atti notarili riduce i tempi di istruttoria e di approvazione della pratica;
  • costi accessori ridotti: non dovendo iscrivere alcuna ipoteca sui beni, si azzerano completamente le spese notarili, le tasse di iscrizione e i costi di perizia;
  • flessibilità e accessibilità: lo strumento è accessibile anche a chi non possiede beni immobili da offrire in garanzia, rivelandosi ideale per spese improvvise o lavori condominiali.

D'altra parte, l'assenza di garanzie reali comporta alcune limitazioni e tutele che l'istituto di credito applica al contratto. Gli svantaggi principali riguardano:

  • tassi di interesse più elevati: rappresentando un rischio maggiore per la banca, questa formula prevede tassi superiori rispetto a quelli di un mutuo ipotecario;
  • importi erogati limitati: le banche difficilmente concedono somme elevate senza garanzie reali, ponendo spesso il tetto massimo del finanziamento intorno ai 30.000 euro;
  • coinvolgimento del patrimonio personale: anche senza ipoteca, il debitore risponde del debito con tutti i suoi beni presenti e futuri, che restano pignorabili in caso di insolvenza.
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