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Pubblicato il 15-10-2026 | Aggiornato il 15-10-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
cecilia pierami
Cecilia Pierami
donne parlano

In Italia molte offerte di mutuo green per l’acquisto richiedono una casa in classe energetica A o B. Cambiano però le agevolazioni e le condizioni, soprattutto quando il finanziamento serve a ristrutturare. 

Il 6 ottobre 2026, Banca d’Italia ha pubblicato una nota di ricerca che propone una definizione comune dei finanziamenti green a livello europeo, per rendere più confrontabili i criteri ambientali.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore
  • Una nota di ricerca pubblicata da Banca d’Italia propone criteri comuni per classificare i finanziamenti green in Europa.
  • La proposta distingue i prestiti conformi alla Tassonomia UE da quelli basati su criteri energetici semplificati.
  • Sono proposte di ricerca, non nuovi requisiti obbligatori: per ottenere un mutuo contano le condizioni della singola banca.
In sintesi

Sommario

Cosa controllare prima di fare domanda

Nelle offerte che si trovano oggi, l’efficienza della casa si dimostra con l’APE, l’attestato di prestazione energetica firmato da un tecnico abilitato. L’APE assegna all’immobile una classe e ne descrive le prestazioni e va confrontato con i requisiti del mutuo che si sta valutando. Se si compra, conviene chiedere alla banca quale classe accetta e quali documenti servono. Se invece il mutuo serve a pagare dei lavori, bisogna capire quale miglioramento viene richiesto, come va dimostrato ed entro quando vanno consegnate le certificazioni. 

Preventivi e progetto tecnico tornano utili per valutare gli interventi in programma. Prima di decidere vale la pena chiedere cosa succede se i lavori non raggiungono il risultato energetico previsto, o se i documenti arrivano in ritardo, e farsi rispondere per iscritto. 

Perché serve una definizione comune

In Europa, il punto di riferimento è la Tassonomia, il sistema che stabilisce quali attività possono dirsi sostenibili per l’ambiente. Applicarla, però, richiede verifiche spesso complicate: così sul mercato sono nati standard diversi e criteri interni a ciascuna banca. 

Per chi deve comprare o ristrutturare casa, una definizione più uniforme renderebbe più facile capire quali requisiti ambientali vengono chiesti. Tassi e condizioni, però, resterebbero diversi da banca a banca: una classificazione comune riguarda le caratteristiche dell’immobile o del progetto; il prezzo del mutuo è un’altra partita, e va confrontato a parte.

Cosa propone lo studio

La nota di Banca Italia sui prestiti verdi immagina due strade. La prima è quella pienamente allineata alla Tassonomia UE. La seconda si basa su criteri semplificati, legati alle prestazioni energetiche, e va tenuta separata dalla prima così da non confondere le due classificazioni. Per l’acquisto, il percorso semplificato prevede tra le varie possibilità le due classi energetiche migliori previste nei diversi Paesi. 

Per le ristrutturazioni, si ipotizzano due obiettivi alternativi: ridurre il fabbisogno di energia primaria di almeno il 30% oppure salire di almeno una classe energetica. In entrambi i casi il risultato andrebbe verificato a lavori finiti. Pensiamo a una casa che dopo la ristrutturazione passa dalla classe D alla C: il salto di una classe rientra tra le soglie considerate dalla ricerca, ma questo non significa che il progetto soddisfi le condizioni di un’offerta specifica.

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