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Recupero crediti: il galateo da rispettare per tutelare i debitori

27 mag 2025 | 5 min di lettura | Pubblicato da Cristina Bartelli

coppia al computer

Anche il recupero crediti deve avere il suo galateo e più che buone maniere, prassi corrette che non sfocino in atti dal profilo persecutorio nei confronti di debitori inadempimenti. Ad esempio chi chiama per recuperare i soldi deve presentarsi, esporre in maniera cortese e corretta le ragioni del credito, non chiamare durante i festivi o al di fuori di un arco temporale come ad esempio dalle 8.30 alle 21.00, non si sostituiscono al debitore per il pagamento o prospettano soluzioni più onerose di adempimento. Facile.it leader nel confronto tra prestiti personali, approfondisce l'argomento.

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Una serie di azioni e consigli che l’ Unione nazionale dei consumatori ha raccolto in un vero e proprio codice tutte le indicazioni per un corretto recupero crediti che diventa anche un vero e proprio manuale di sopravvivenza e di auto difesa. Di base, la comunicazione, con cui queste società perseguono il recupero dell’insoluto, non deve essere improvvisata, superficiale e generica, tanto da tenere ben presente che diventa illegittima una modalità di ricerca del debitore tale da violare la riservatezza e la privacy. L’esempio è quello di avvisi apposti sulla porta di casa con disvelati importi del debito, minacce di pignoramenti e atti esecutivi.

Ma vediamo insieme cosa suggerisce il manuale dell’Unione Nazionale Consumatori.

Contatti telefonici

Gli operatori del recupero credito dovrebbero si devono qualificare, presentarsi ed esporre le ragioni della telefonata; in altre parole devono dare le coordinate sull’ esatta posizione debitoria che risulta all’atto dell’azione di recupero del credito.

Poi il tono, no toni minacciosi, frasi non veritiere o esagerare le conseguenze del mancato pagamento di crediti di piccoli importi. Si dovrà, però, prospettare l’azione che consegue al mancato pagamento e precisare l’alternativa a disposizione del debitore. E' vietato reiterare ripetutamente i contatti nel caso in cui il consumatore inadempiente abbia fornito tutte le indicazioni utili al recupero del credito, prospettato chiaramente la propria incapacità di adempimento o abbia documentato l’invio di un reclamo/conciliazione/contenzioso pendente.

Al domicilio del debitore

Lasciare un avviso sulla porta di casa o sul luogo di lavoro può essere fatto, ma sempre nel rispetto della privacy: in caso di impossibilità di contatto, si possono lasciare, presso la residenza del debitore, eventuali avvisi in modalità protetta (avvisi pinzati o in busta chiusa senza espressioni/indicazioni visibili che possano far comprendere a terzi le ragioni dell’avviso/lettera). Sempre al domicilio si forniranno gli elementi per essere individuati come operatori del credito. Se avviene il saldo presso il domicilio, l’Agente consegna una ricevuta dell’impresa di tutela del credito numerata per ogni incasso effettuato, anche se frazionato o di minimo importo. La ricevuta può essere inviata anche a mezzo posta elettronica, PEC, purché contenga le informazioni minime .

E se il debitore persiste nell’essere inadempiente? È possibile, spiega Unirec, reiterare i contatti ma sempre nel rispetto degli orari, dei giorni e delle disponibilità magari concordate con il debitore.

I solleciti tramite lettera

Le lettere e tutte le comunicazioni scritte devono essere inviate obbligatoriamente in busta chiusa e/o debitamente pinzate in modo da non rendere visibile il contenuto a soggetti terzi. All’interno la comunicazione dovrà essere improntata alla chiarezza e completezza dei dati sul riferimento alla partita da recuperare, dettagliando gli importi richiesti.

Si dovrà indicare una gradualità degli interventi in funzione dello stato del ritardo. Anche nelle comunicazioni scritte si dovrà avere cura di non usare toni minacciosi o contrari alla buona prassi del settore. Le lettere di sollecito inviate in nome e per conto del creditore dovranno prevedere un termine ultimativo di pagamento, concedere insomma un’ultima chance, generalmente non inferiore a giorni 15. Le lettere che preannunciano un intervento legale e/o di messa in mora rappresentano, di norma, l’ultimo tentativo di evitare la chiusura della fase stragiudiziale e garantiscono almeno 7 giorni per procedere al pagamento, salvo che la legge disponga diversamente. Le lettere dovranno sempre prevedere la messa a disposizione di un numero di telefono, una e-mail e/o un numero di fax cui il consumatore possa fare riferimento. Dovrà inoltre essere sempre presente una formula che preveda di non considerare la comunicazione nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato antecedentemente all’invio della lettera, prevedendo l’invio della prova di pagamento necessaria per riscontrare in modo oggettivo il pagamento nel processo amministrativo del creditore.

I solleciti digitali

E’ possibile contattare il debitore ai propri recapiti digitali seguendo le regole dei contatti via lettera.

Questi strumenti sono generalmente utilizzati, a seconda dei casi:

  • per stabilire un contatto con il consumatore;
  • per esaudire specifiche richieste del consumatore (per es. comunicazione degli estremi di
  • pagamento).

La tutela del credito si estende sino all’avvio di un’azione legale ed all’attivazione delle procedure previste dal codice di procedura civile.

In tale quadro, le società di tutela del credito possono notificare atti di citazione senza poi successivamente iscrivere i medesimi a ruolo, purché il Foro indicato sia sempre quello del consumatore.

Cos'è il recupero crediti

Quando si richiede un prestito, un credito al consumo e poi per determinati ragioni non si è adempienti è possibile che la società che ha erogato il credito o in prima persona o affidandosi a soggetti terzi percorre la strada del recupero del credito. Ci sono delle norme di legge da seguire sia per spingere all’adempimento e al pagamento del dovuto, sia per esercitare la attività di recupero credito. In particolare, spiega l’Unione nazionale consumatori, le società del recupero crediti devono relazionarsi con i consumatori “preservando un ruolo di mera intermediazione, che deve essere svolto con professionalità e rispetto dei diritti dei consumatori”.

Autore
cristina bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

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