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Come si calcola il quinto della pensione per un prestito con cessione del quinto

11 set 2019 | 4 min di lettura | Pubblicato da Castiglia M.

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La ‘cessione del quinto’ è una particolare tipologia di prestito personale a tasso fisso destinato ai pensionati o ai lavoratori dipendenti, garantito dal cedolino della pensione o dalla busta paga. Vediamo come funziona la cessione del quinto per i pensionati. Può essere richiesto attraverso l’Inps, ex Inpdap, o attraverso un istituto di previdenza sostitutivo dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria.

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La rata mensile che va rimborsata non può eccedere il quinto della pensione netta ed è composta da una quota capitale e da una quota interessi, mentre la durata del finanziamento varia normalmente dai due (24 rate) ai 10 anni (120 rate). Il prestito viene inoltre ripagato con addebito automatico direttamente dall’istituto di previdenza che detrae alla fonte, cioè dalla pensione, il corrispettivo della rata mensile.

Per calcolare l’entità della rata, che non deve essere superiore della pensione minima, pari per il 2019 a 513 euro, bisogna determinare l’importo cedibile che è al netto delle tasse e delle trattenute previdenziali.

Se, ad esempio, la pensione lorda ammonta a 2mila euro e le trattenute sono pari a 500 euro, la pensione netta sarà pari a 1.500 euro e la quota cedibile di 300 euro (1.500 diviso cinque). In base alla quota cedibile è possibile poi calcolare l’importo massimo che si può richiedere.

La cessione del quinto prevede la possibilità di rinnovo del prestito. L’operazione permette di ridiscutere le condizioni contrattuali, ad esempio i tassi d’interesse, e di ottenere nuova liquidità. Ad esempio: si può allungare la durata del rimborso e ottenere in prestito nuova liquidità rimborsando una rata uguale alla precedente. Con la nuova liquidità si estingue il debito precedente mentre la restante parte è nella disponibilità del pensionato.

Il rinnovo della cessione del quinto è tuttavia possibile esclusivamente una volta che sia trascorso il 40% del piano di rimborso, cioè dopo che sono state ripagate 48 rate se il piano è decennale (40% di 120 rate). Se però il piano di rimborso è pari o inferiore a 60 mesi (5 anni), allora è possibile chiedere il rifinanziamento in qualsiasi momento purché il nuovo prestito duri 120 mesi e sia stipulato per la prima volta dal cliente. Per quanto riguarda i limiti di età, c’è però da dire che i pensionati che hanno superato gli 80 anni difficilmente potranno ottenere il rinnovo.

Ai sensi di legge, quando si richiede la cessione del quinto è obbligatorio che il pensionato stipuli un’assicurazione sulla vita a tutela del rischio morte prima che il debito sia estinto, secondo quanto previsto dall’art. 54 del D.p.r. n. 180/1950.

Va anche ricordato che non tutti i pensionati possono accedere alla cessione del quinto. Ne sono infatti esclusi i titolari di pensioni e assegni sociali, di invalidità civile, di assegni di sostegno al reddito; di assegni al nucleo familiare; di pensioni con contitolarità per la parte che eccede la quota spettante al richiedente il prestito e ai lavoratori prossimi alla pensione che percepiscono una prestazione finalizzata a incentivare l’esodo dal lavoro (ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.) e in caso di Ape sociale.

E’ possibile ottenere tassi agevolati rispetto a quelli di mercato se la cessione del quinto viene richiesta a una banca o a un intermediario finanziario convenzionato con l’Inps, il cui elenco è disponibile sul sito dell’istituto di previdenza.

Per accedere alla cessione del quinto ci si può rivolgere direttamente a una delle banche convenzionate che erogheranno il prestito, occupandosi anche di tutto l’iter burocratico. In alternativa ci si può muovere in autonomia, facendosi rilasciare dall’Inps la ‘comunicazione di cedibilità della pensione’ nella quale è indicato l’importo massimo della rata. La quota cedibile va poi consegnata all’istituto di credito o all’intermediario finanziario a cui si chiede il prestito.

Alla banca vanno poi presentati una copia del documento d’identità, il codice fiscale, il modello Obis/M contenente un riepilogo di tutti i dati e di tutte le informazioni relative alla pensione, l’ultimo cedolino della pensione e il Cud (Certificato unico dipendente).

Giusto per completezza, diamo anche qualche informazione veloce sulla cessione del quinto riservata ai lavoratori dipendenti. In tal caso, la quota cedibile, che come abbiamo visto corrisponde all’importo massimo della rata, si ottiene dividendo lo stipendio netto per cinque, mentre per quanto riguarda le polizze obbligatorie poste a garanzia, a differenza di quanto previsto per i pensionati, oltre all’assicurazione legata al rischio di premorienza, la legge prevede che sia stipulata anche un’assicurazione a tutela del rischio di perdita del lavoro.

In caso però di dimissioni volontarie o di licenziamento del lavoratore per giusta causa decade il diritto al rimborso assicurativo, mentre se il debito viene estinto anticipatamente, e questo vale anche per i pensionati, si ha diritto al rimborso della quota del premio assicurativo non goduto, cioè relativo al periodo di rimborso rimanente, sebbene vada versa una penale di massimo l’1% sull’ammontare del debito residuo.

La rata viene anche stavolta trattenuta automaticamente alla fonte, cioè dallo stipendio. La cessione del quinto, in generale e proprio perché garantita dal cedolino della pensione o dalla busta paga, permette l’accesso al credito anche a quei soggetti che difficilmente riuscirebbero a ottenere in altro modo un prestito personale, come ad esempio i cattivi pagatori segnalati alla centrale rischi.

Autore
castiglia-masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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