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Il piano di ammortamento prestiti: le tipologie possibili

pubblicato da il 18 giugno 2019

Quando si richiede un prestito, viene stabilito contestualmente un programma di rimborso rateale. Questo programma si chiama piano di ammortamento e definisce in dettaglio le modalità di rimborso, l’entità della rata e il debito che resta da restituire dopo ogni versamento effettuato.

Inoltre, essendo le rate composte da una quota capitale e da un quota interessi, il piano di ammortamento permette di verificare, per ognuna, l’ammontare delle singole quote. I piani di ammortamento possono essere di diverse tipologie. Vediamo quali sono e come funzionano.

Piano di ammortamento alla francese o a rata costante

Nonostante il nome, è il sistema che viene maggiormente utilizzato dalle banche italiane e prevede che siano rimborsati prima gli interessi del capitale. Il piano di ammortamento alla francese si caratterizza per una rata costante per tutta la durata del rimborso ed è composta da una quota interessi, calcolata a ogni scadenza sul debito residuo, e da una quota capitale. Inizialmente, la quota interessi è maggioritaria rispetto a quella capitale. Man mano che si progredisce con i rimborsi, la quota interessi scende, mentre aumenta quella capitale.

Questo è anche il motivo per il quale, se si è più o meno oltre la metà di un rimborso, cioè quando la maggior parte degli interessi sono stati già versati, non conviene estinguere il debito in anticipo. Esempio: supponiamo di avere stipulato un mutuo ventennale da 200mila euro a un tasso del 4% da rimborsare in rate mensili. Il costo totale del mutuo è pari a 290.870 euro, dei quali 90.870 sono gli interessi. Ogni singola rata, che resta costante per tutta la durata, ammonta a 1.211 euro. Inizialmente la quota interessi è pari a 666 euro per poi decrescere, mentre la quota capitale è di 545 euro ed è destinata ad aumentare. A metà del periodo di rimborso, la quota interessi è di 401 euro e quella capitale di 810 euro (401+810=1.211). A fine rimborso la quota interessi è di soli 4 euro mentre la quota capitale è di 1.207 euro (4+1.207=1.211).

Piano di ammortamento italiano o con quote capitale costanti

In questo caso l’ammontare delle rate decresce man mano che si va avanti con il rimborso. Questo succede perché la quota capitale resta costante ma varia la quota interessi. Questi ultimi vengono infatti calcolati a ogni scadenza sul debito residuo. E poiché l’ammontare del debito residuo decresce ogni volta che si rimborsa una rata anche la quota interessi diminuisce. Prendendo come esempio il finanziamento precedente, con il piano di ammortamento italiano, il costo finale del finanziamento è di 280.333 euro, di cui 80.333 di interessi, ma in questo caso si avrà una rata variabile perché composta da una quota capitale costante pari a 833,33 euro e da una quota interessi che diminuisce a ogni rimborso perché calcolata sul debito residuo che pure decresce. In questo caso, la prima rata sarà di 1.500 euro di cui 666,67 di interesse e 833,33 di quota capitale.

La seconda rata ammonterà a 1.497,22 con una quota interessi a 663,89. Via di questo passo, si arriva all’ultima rata pari a 836,11 euro, dei quali 2,78 euro di interessi e 833,33 di quota capitale.

Piano di ammortamento tedesco

Anche il piano di ammortamento tedesco, come quello francese, prevede il pagamento di rate costanti. Solo la prima rata, costituita da soli interessi, differisce da tutte le altre ed è più bassa. Nel sistema tedesco infatti gli interessi vengono pagati in anticipo, cioè nel momento in cui viene erogato il prestito.

La costruzione di un piano di ammortamento tedesco non è semplice e richiede l’utilizzo di particolari formule matematiche, a meno che, ed è consigliabile, non ci si serva di appositi software. Ad esempio: il piano di ammortamento tedesco relativo a un prestito biennale, rimborsabile in rate mensili, avrà 23 rate tutte uguali tra loro, costituite inizialmente, come nel sistema francese, da una quota interessi maggiore della quota capitale, per poi diminuire via via che si procede nella restituzione, mentre aumenta, contestualmente, la quota capitale. Oltre a queste 23 rate, se ne paga una iniziale costituita da soli interessi, che avrà un valore (chiamato valore attualizzato perché tiene conto del pagamento anticipato) più basso rispetto a quello delle altre.

Piano di ammortamento americano

Il piano di ammortamento all’americana, detto anche a doppio tasso, è un particolare sistema di rimborso che abbina due operazioni. In pratica, una volta calcolata la rata, una parte di essa viene utilizzata per pagare solo gli interessi, lasciando il debito residuo inalterato, l’altra viene investita in un piano di accumulo remunerato a un tasso di interesse solitamente più basso rispetto a quello applicato al prestito. Le due operazioni avvengono contemporaneamente.

Alla scadenza del piano di rimborso, gli interessi saranno già stati pagati con la parte della rata a essi destinata, mentre l’importo accumulato con la quota investita sarà pari al capitale chiesto in prestito inizialmente e, con questa somma, si potrà estinguere il debito.

Il piano di ammortamento americano, applicato ad esempio a un mutuo ipotecario, presenta dei vantaggi fiscali perché l’ammontare degli interessi passivi detraibili sarebbe maggiore rispetto agli interessi da ripagare con altro sistema, in quanto calcolati per tutto il tempo sull’intero importo ricevuto in prestito. Inoltre se il piano di accumulo fosse ad esempio costituito da una polizza vita, le cui quietanze sono anch’esse detraibili, il beneficio fiscale sarebbe ancora maggiore. Tali vantaggi, in Italia, sarebbero però molto contenuti a causa dei limiti previsti nella dichiarazione Irpef in fatto di detraibilità.

Oltre ai sistemi appena descritti, ci sono altri tipi di ammortamento che vengono plasmati in base agli introiti (e quindi alla disponibilità) che il mutuatario prevede di incassare nel tempo. Questi piani prevedono comunque che il debito venga estinto entro un periodo prestabilito. Se ad esempio le entrate sono discontinue durante l’anno, si può scegliere un piano di rientro nel corso del quale gli interessi vengono ripagati a rate, mentre la quota capitale viene restituita in base a scadenze prestabilite. Ad esempio, se il prestito è di durata decennale, la quota interessi viene resa a rate, mentre il capitale potrà essere restituito fino a un 30% nei primi quattro anni, fino al 70% entro i sei anni per arrivare al 100% entro i 10 anni. Va citato infine il piano di ammortamento a rata fissa con tasso e durata variabili che prevede che la composizione della rata cambi continuamente se variano i tassi. In questo caso la restituzione prosegue sino a quando non si saranno rimborsate totalmente sia la quota capitale, sia la quota interessi.

Autore

Foto AutoreGiornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom

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