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Forniture di gas all'Italia: Algeria e Norvegia hanno superato la Russia

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Dopo il dimezzamento delle forniture di gas russo all'Italia - decisa il 17 Giugno scorso da Gazprom, la multinazionale controllata dal Governo di Mosca - il nostro Paese sta compensando il metano mancante soprattutto con un aumento delle importazioni da Algeria e Norvegia, ora al primo e al secondo posto, prima della Russia.

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Qual è la situazione

Facciamo un passo indietro, per inquadrare meglio la situazione. L'Italia, per gli stoccaggi, sta andando molto bene e la dipendenza dal gas russo, che era il 40% l'anno scorso, oggi è al 25%: le misure che abbiamo messo in campo iniziano a dare risultati, ha detto il premier Mario Draghi a Bruxelles, il 24 Giugno, a margine della riunione del Consiglio europeo.

Un tetto al prezzo

Il fatto è che l'aumento dei prezzi - iniziato a metà del 2021 dopo i minimi raggiunti nel 2020 e proseguito a causa della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina - rende costosissimi gli approvvigionamenti.

Draghi è un grande fautore del price cap, cioè l'imposizione di un tetto al prezzo all'ingrosso del gas russo, ma molti Paesi europei sono dubbiosi e temono tagli ulteriori da parte di Mosca, per ritorsione.

Il vertice è saltato

Così è saltato, salvo ripensamenti, il vertice straordinario di Luglio dedicato al price cap per il gas, su cui puntavano il premier italiano e quello francese Emmanuel Macron.

Intanto Mosca - a parità di introiti nelle sue casse - sta usando prezzi alti e tagli delle forniture nei confronti dell'Unione europea, molto dipendente dal suo metano.

Il potere dell'Europa

Lo ha spiegato lo stesso Draghi durante la conferenza stampa a Bruxelles: L'Europa ha un potere di mercato per quanto riguarda il gas che viene dalla Russia via tubo, poiché quel metano non può andare da nessun'altra parte. E questo potere dovrebbe usarlo con il 'price cap'. Le cose si stanno muovendo, anche se magari non avvengono rapidamente come uno vorrebbe.

I fornitori per l'Italia

Per quel che riguarda l'Italia, le cose si muovono in questa direzione: i russi non sono più i nostri primi fornitori di gas naturale.

Al primo posto c'è ora l'Algeria, con 68,58 milioni di metri cubi in transito da Mazara del Vallo (Trapani).

Il 25 Giugno si è appreso che anche la Norvegia ha effettuato il sorpasso sulla Russia, diventando il secondo fornitore: i flussi di gas norvegese, in arrivo attraverso il gasdotto di Passo Gries (Verbania), quel giorno sono stati pari a 35,94 milioni di mc, contro i 35,32 russi, in arrivo via Tarvisio (Udine).

I rigassificatori

Al quarto posto c'è il gasdotto Tap di Melendugno (Lecce), con 30,75 milioni di mc in arrivo dall'Azerbaijan.

Seguono il rigassificatore di Cavarzere (Rovigo), con 24,94 milioni di metri cubi, quello di Livorno (11,91 milioni di mc) e quello di Panigaglia (La Spezia), con 6,77 milioni (nei rigassificatori arriva il metano liquefatto via mare, dagli Stati Uniti e altrove).

In coda c'è il valico di Gela (Caltanissetta), con 4,65 milioni di metri cubi di gas libico via tubo.

Lo stoccaggio

Nel complesso il 25 Giugno scorso le importazioni di gas naturale erano salite a 218,88 milioni di metri cubi, mentre la domanda nazionale era scesa a 129,44 milioni (quasi 20 milioni in meno rispetto ai 149,97 milioni dello scorso 22 giugno).

La differenza di gas viene stoccata in depositi sotterranei, in modo da avere una scorta di metano in vista dell'autunno-inverno 2022-2023.

L'Italia il 27 Giugno aveva riempito i suoi depositi al 56%. Il Consiglio dell'UE ha fissato come obiettivo minimo, a livello europeo, l'80% entro l'1 Novembre 2022, sperando di arrivare all'85% (il traguardo del 90% è stato fissato prima dei periodi invernali successivi).

Il nodo dei costi

Resta il problema dei costi del gas, visto che i prezzi sono triplicati in meno di un anno, influendo anche su quelli dell'energia elettrica, visto che molte centrali sono alimentate dal metano.

Un aggravio enorme di spese per le famiglie e per le imprese, cui il Governo cerca di rimediare con agevolazioni e tagli delle tasse (nella speranza che gli aumenti e la crisi internazionale cambino rotta in un arco di tempo accettabile).

Intanto i cittadini possono fare la loro parte evitando gli sprechi di energia e cercando le soluzioni più favorevoli sul mercato italiano per quel che riguarda le forniture di gas ed elettricità.

Pubblicato da Marco Brando il 1 luglio 2022

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