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Quanti prestiti si possono avere in contemporanea

28 feb 2020 | 4 min di lettura | Pubblicato da Castiglia M.

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Se si sta ripagando un debito e improvvisamente ci si trova nelle condizioni di dover chiedere un secondo prestito, cosa succede? E’ possibile ricorrere a un nuovo finanziamento da rimborsare contemporaneamente al primo? La risposta è sì, purché vengano rispettati determinati requisiti. Come sempre, infatti, ciò che importa è esclusivamente una cosa: che il richiedente possa garantire, di poter ripagare il debito.

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Requisiti di accesso a un prestito aggiuntivo

In poche parole, gli elementi che giocano a favore o a sfavore di un eventuale seconda concessione sono rappresentati, in primis, dalla situazione reddituale e patrimoniale dell’interessato, dal suo merito creditizio, dalla possibilità di presentare alla banca ulteriori garanzie che la tutelino dal rischio di insolvibilità, e, non ultimo, dall’entità del nuovo prestito che si va a richiedere. In definitiva, ciò che conta non è il numero di prestiti che si possono ottenere contemporaneamente, ma è la capacità di rimborso che si dimostra di avere in base all’ammontare totale delle rate mensili che si dovrebbero ripagare.

A parità di reddito, i lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato sono avvantaggiati in partenza rispetto agli autonomi perché la busta paga, già di per sé, costituisce una garanzia per la banca. Tuttavia, se la somma delle rate da pagare ogni mese supera certi limiti, difficilmente un secondo prestito verrà concesso. Vediamo quali sono questi limiti. Partiamo dal primo requisito. Generalmente, la rata mensile di un finanziamento non deve eccedere un terzo circa del reddito mensile. Pertanto, se lo stipendio netto ammonta a 1.500 euro, la rata, o la somma delle rate in presenza di più prestiti, non deve superare quota 500 euro.

Nel caso in cui con un secondo prestito si superi tale soglia e il prestito viene negato, si può tentare di presentare alla banca delle garanzie aggiuntive.

Ad esempio ricorrendo alla figura di un garante terzo che si assuma la responsabilità di onorare il debito nel caso il titolare del prestito non fosse più in grado di farlo oppure dimostrando di avere ulteriori entrate sicure come potrebbe essere l’affitto di una casa di proprietà data in locazione.

Merito creditizio del richiedente

Un secondo, importante, elemento che incide sulla decisione finale della banca è il merito creditizio del richiedente. Anche ammettendo che il rapporto reddito/rata rientri nei limiti previsti, la banca prima di concedere un finanziamento valuta la storia creditizia del cliente e ciò succede a maggior ragione quando si parla di un prestito che si aggiunge a un altro. Per valutare il merito creditizio, la banca consulta le centrali rischi, gigantesche banche dati contenenti informazioni creditizie, come ad esempio quella del Crif.

Obiettivo: verificare se il cliente sia o no un cattivo pagatore: cioè se stia rimborsando, o abbia rimborsato in passato, regolarmente le rate di altro finanziamento, rispettando tutte le scadenze, o se ci siano eventuali altre pendenze ancora in corso. Se la fedina creditizia risulta pulita, le possibilità di ottenere un nuovo prestito aumentano. Al contrario, molto facilmente, la risposta della banca sarà negativa.

Supponendo che tutto vada per il verso giusto e che tutti i requisiti siano soddisfatti, quando, in termini temporali, si può richiedere un secondo prestito? La legge non pone limiti, ma nel concreto è sempre bene far trascorrere almeno qualche mese tra una richiesta e l’altra, dopo che si è versata regolarmente almeno qualche rata.

Soluzione alternative al prestito tradizionale

Se si ha bisogno di nuova liquidità, e un secondo prestito non viene concesso, si possono tuttavia percorre altre strade. Una prima, interessante, soluzione, purtroppo riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti, è rappresentata dal prestito delega o doppia cessione del quinto che permette, anche a chi ha già in corso una precedente cessione del quinto, di aumentare l’ammontare del prestito per un importo non superiore al 40% dello stipendio.

Tornando all’esempio precedente, un dipendente con stipendio netto di 1.500 euro, attraverso un prestito delega, può arrivare a una rata mensile di 600 euro (40% di 1.500) anziché fermarsi a 500. Un’altra possibilità risiede nel cosiddetto consolidamento debiti, una soluzione che molte banche propongono. In pratica, attraverso un nuovo finanziamento si estingue il debito precedente, ottenendo in aggiunta nuova liquidità e si ripaga un’unica rata che, allungando il periodo di rimborso, può diventare più bassa e rientrare così nei limiti previsti.

Per ricevere nuovo denaro in prestito, una terza soluzione può essere la ricarica del finanziamento che si sta già rimborsando. La ricarica del prestito consiste nel richiedere alla stessa banca che ha erogato il primo finanziamento di aggiungere ulteriore credito a quanto già ottenuto. Quest’ultima possibilità permette di rapportarsi con un istituto che già conosce il cliente e, pertanto, se quest’ultimo ha dimostrato di essere affidabile, otterrà più facilmente nuova liquidità.

Autore
castiglia-masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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