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Crediti al consumo: l'Italia è il paese più caro d'Europa

Pubblicato il 09-08-2024 | Aggiornato il 20-01-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marianna serra
Marianna Serra
Uomo che controlla il portafoglio mentre calcola le spese

L’Italia si distingue per essere il paese più oneroso d'Europa per i crediti al consumo, ossia una tipologia di finanziamento ideata per soddisfare esigenze personali o familiari, quando ad esempio si ha bisogno di liquidità o si desidera rateizzare un acquisto.

Nel nostro Paese, infatti, si registra il Taeg più alto d'Europa. Come impatta tutto questo sull'indebitamento degli italiani?

Su Facile.it, punto di riferimento per la ricerca del tuo prestito online, riportiamo i dati emersi dallo studio condotto dalla Fondazione Fiba.

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I dati emersi dallo studio

Secondo recenti studi e analisi di mercato, effettuati dalla Fondazione Fiba di First Cisl e basati sui dati della Bce, l'Italia registra il Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale) più alto d’Europa. Nel mese di maggio, ha raggiunto il 10,66% rispetto al 10,59% del mese precedente. 

Questo dato rende l’acquisto a rate una scelta finanziaria sempre più onerosa per i consumatori italiani. Quando si richiede un prestito infatti, uno dei fattori principali da considerare è il Taeg, cioè il costo del finanziamento, che include il Tan, le commissioni, le imposte e le spese da sostenere.

Crescita del Taeg

La crescita del Taeg ha interessato anche gli altri paesi Europei, tra cui:

  • la Germania, dove a maggio 2024 si è registrata una crescita dall’8,34% all’8,46%
  • la Francia, dove il Taeg è salito dal 6,76% al 6,82%

Percentuali tuttavia ben più basse rispetto all’Italia. Da questi dati si deduce che acquistare a rate in Italia è meno conveniente rispetto agli altri paesi europei. Nonostante ciò, le richieste di prestiti continuano ad aumentare, e gli italiani continuano a comprare a rate indebitandosi.

Indebitamento delle famiglie italiane

Secondo quanto affermato dal segretario generale della First Cisrl Riccardo Colombani, l’indebitamento complessivo delle famiglie italiane risulta inferiore alla media delle famiglie europee, ma a destare preoccupazione sarebbe l’andamento ultradecennale di rialzo del credito al consumo, che attualmente registra un Taeg superiore di quasi il 2% rispetto alla media europea, e di quasi il 4% rispetto alle famiglie francesi.

Riccardo Colombardi mette in luce che, dall’analisi dei dati risulta un aumento dei volumi, nonostante la riduzione complessiva dei prestiti alle famiglie, e che nonostante le aspettative di una riduzione dei tassi da parte della BCE - che non si è verificata, dal momento che i tassi sono rimasti invariati - gli stessi restano piuttosto elevati. 

Secondo Colombardi è opportuno un esame attento e responsabile dei prestiti legati alla cessione del quinto, in particolar modo quando sono destinati al consumo, poiché potrebbero rappresentare un rischio.

Aumento dei tassi nelle regioni

In effetti, anche con l'aumento dei tassi, i consumatori italiani continuano a indebitarsi. Nel mese di marzo 2023, il ricorso a questa tipologia di indebitamento è passato da 153,9 a 162,4 miliardi di euro, mentre i prestiti alle famiglie sono diminuiti dello 0,9%. L'incremento maggiore tra le regioni, rispetto al trimestre precedente è stato registrato:

  • in Toscana, con un +1,64%
  • in Liguria con un +1,36%
  • in Molise con un +1,28%
  • in Trentino Alto Adige, seppur con un aumento meno significativo dello +0,32%

Per quanto riguarda il totale dei prestiti alle famiglie, si registra una tendenza negativa, ad eccezione della Puglia, della Sardegna e della Sicilia, dove gli aumenti sono stati modesti.

Costi sui mutui

Un miglioramento è stato invece osservato nella situazione dei mutui sulle case, con un calo di 5 punti percentuali sul Taeg registrato a maggio, che ha raggiunto il 4,04%, avviandosi a scendere al di sotto del 4%, dopo essere rimasto costante a livelli elevati fino al mese di marzo. 

I costi sui mutui in Italia risultano dunque ancora superiori a quelli della Germania, con un Taeg al 3,96%, ma comunque inferiori a quelli della Francia, dove il Taeg si attesta al 4,07%.

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