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Elettrodomestici, come leggere e risparmiare con le nuove etichette energetiche

Sai quanto spendi all’anno in elettricità per i soli consumi del tuo frigorifero? Le stime le ha fatte l’Enea, calcolando che se il tuo apparecchio è tra i più efficienti, l’impatto è di 19 euro all’anno, ma la spesa sale a più di 58 se quel frigo è all’ultimo posto della scala. Per la lavatrice non va meglio: per 100 cicli di lavaggio "eco" si va dai 9-10 euro di spesa a più di 18, praticamente il doppio. Ecco perché è importante saper scegliere un prodotto con buone prestazioni e consumi bassi ed imparare a leggere le nuove etichette energetiche.

Una classificazione più chiara

Dal 1°marzo le nuove etichette sono state introdotte su molti degli elettrodomestici più usati, sostituendo il vecchio sistema di lettere e "+". Era proprio necessaria, questa complicazione? Secondo l’Unione europea, sì, perché il vecchio sistema di classificazione che andava da G a A+++ era ormai diventato fuorviante.

Quel "+" era infatti un indicatore sottovalutato da molti consumatori, che il più delle volte, acquistando un modello in classe A erano convinti di comprare un elettrodomestico tra i più efficienti sul mercato, non sapendo, invece, che anche un solo + era in grado di fare la differenza. In pochi sanno, per citare solo il caso dei frigoriferi e congelatori, che i modelli A+++ sono il 60% più efficienti di quelli classificati con la semplice "A", per le lavatrici la differenza è del 32% e per le lavastoviglie del 30%.

La nuova carta d’identità, consumi e non solo

Secondo i dati della Commissione Europea l’85% dei consumatori legge l’etichetta e se ne serve per gli acquisti, e, stando a un sondaggio commissionato dall’azienda coreana LG, per il 66% degli italiani l’efficienza energetica è in testa tra i parametri rilevanti nell’acquisto di una lavatrice, (una percentuale che supera di 3 punti la media europea).

È quindi fondamentale imparare a leggere questa nuova "mappa": le indicazioni, più dettagliate rispetto a quelle della vecchia infografica, forniscono una carta di carta d'identità di ogni prodotto, che può aiutarci a scegliere l’apparecchio mettendo a confronto consumi, caratteristiche e performance.

Lavatrici sì, asciugatrici no, a chi va la nuova etichetta

Il passaggio vale solo per alcune tipologie di grandi elettrodomestici, e cioè lavastoviglie, lavatrici e lavasciuga, frigoriferi, congelatori, cantinette per il vino, tv e monitor. Per le lampadine e altre sorgenti luminose bisognerà aspettare fino a settembre, mentre per altre categorie come i condizionatori non c’è ancora una data.

Anche le asciugatrici, pur appartenendo alla stessa "famiglia" di lavatrici e lavasciuga, continueranno ancora per molto a indossare la vecchia etichetta, così come gli abbattitori. Nel frattempo la minirivoluzione è già iniziata, perché per lavatrici, lavastoviglie & co. le etichette sono state aggiornate sin dallo scorso settemnre per tutti i prodotti in commercio, con la sola eccezione delle scorte di magazzino, che potranno essere esposte e vendute con la vecchia etichetta fino al 30 novembre 2021.

La scala, le cose da sapere

La nuova scala è semplice e intuitiva. Il grado di efficienza va da A a G, dal più a meno efficiente. Sono in pratica scomparse le categorie A+, A++, e A+++. Questo, però, non significa che i prodotti sono semplicemente "slittati" da una lettera all'altra. La riclassificazione è infatti il frutto della revisione di alcuni parametri.

Inoltre,per fare posto a futuri nuovi apparecchi più efficienti, si è deciso di lasciare vuota la prima classe, la A, mentre la B è stata conquistata solo da pochi modelli. Il risultato è che un dispositivo che fino a ieri era nella categoria A+++ potrebbe oggi essere in B o più probabilmente in C. Occhio: non significa che sia meno efficiente che in passato, il dato andrà valutato soprattutto in rapporto agli altri prodotti della stessa categoria, e confrontando soprattutto gli altri indicatori sulla scheda.

Le voci da guardare in etichetta

Cosa troviamo, dunque, in etichetta? L’informazione più immediata e chiara è quella della categoria energetica, in una scala appunto da A a G. C’è poi una seconda scala, che va da A a D, e indica per alcuni apparecchi come frigo o lavatrici il livello di rumore emesso: quanto più è alto il grado in classifica, tanto più l'elettrodomestico è silenzioso. Un'altra informazione utilissima per fare confronti e farsi guidare nella scelta è il consumo specifico in kWh.

Per alcuni elettrodomestici si tratta del consumo stimato per un anno di utilizzo, per altri, per esempio le lavatrici, è calcolato su 100 cicli di lavaggio. Sulla scheda troviamo anche un QR code, basta inquadrarlo con lo smartphone per accedere al sito europeo dove sono riportate le diverse informazioni su prodotto.

Diventa prezioso nel momento in cui si fanno acquisti online ma anche in negozio. Non è finita: l’etichetta contiene altre informazioni sulle caratteristiche tecniche, come il volume dell’apparecchio, le prestazioni funzionali come l’efficienza di centrifugazione o di asciugatura.

Qualche esempio

Prendiamo il frigorifero. L’etichetta, oltre a mostrare la classe di efficienza e il consumo annuo, indica la capacità in litri per i comparti frigo e congelatore, e, particolare non trascurabile, il rumore emesso, in decibel, e la corrispondente classe di emissione del rumore, in una scala da A a D.

Sulle etichette di lavatrici troviamo invece il consumo per 100 cicli, tarato sul programma "eco" a 40° - 60°, e poi la capacità del cesto, in Kg, la durata del programma "eco", il consumo di acqua per ciclo di lavaggio, la classe di efficienza della centrifuga e il rumore emesso in decibel.

Infine, per lavastoviglie, oltre alla classe energetica e al consumo annuo per 100 cicli di lavaggio in condizioni standard (dove per condizioni standard si intende il lavaggio in modalità eco), vengono forniti dati sulla capacità in coperti, il consumo di acqua in litri per ciclo, la durata del programma eco, e il rumore in decibel, in una scala da A a D.

pubblicato da il 26 marzo 2021

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Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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