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Pubblicato il 05-11-2021 | Aggiornato il 08-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
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Giusy Iorlano
assicurazioni expert speaks assicurazione occhio alla franchigia

La franchigia, croce e delizia degli automobilisti italiani. Spesso inserita nei contratti assicurativi, ma non sempre conosciuta a fondo. Alcuni, forse, neanche si rendono conto di qual è la quota più conveniente a cui fissarla, perché quello che più interessa è il risparmio sul costo finale dell’assicurazione auto. Sicuramente si tratta di una delle clausole che fanno, appunto, risparmiare sul premio, ma bisogna prestare comunque molta attenzione. Vediamo perché.

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Che cos'è la franchigia?

Prima di tutto, cerchiamo di capire che cos’è la franchigia. La franchigia di una polizza RC auto è quella quota fissa del rimborso che non è a carico della compagnia assicurativa, bensì del conducente.

Si tratta di una clausola accessoria, dunque, non obbligatoria, ma che spesso viene richiesta dall’assicurato, con il consenso dell’assicuratore, perché fa scendere immediatamente il premio consentendo di risparmiare sulla tariffa RC auto.

La franchigia, però, spesso conviene anche alle stesse compagnie assicurative perché costituisce un ottimo deterrente contro i comportamenti fraudolenti e le eccessive richieste di risarcimento anche in caso di danni molto lievi.

Se, infatti, il danno causato dall’assicurato è di poco superiore alla franchigia, sarà più conveniente pagarlo direttamente, senza fare ricorso all’assicurazione. In questo modo si eviterà anche l’aumento dei costi legati ad un probabile peggioramento della classe di merito nel momento in cui si andrà a rinnovare il contratto.

Aggiungere la franchigia, però, non è sempre conveniente, a meno di non essere conducenti molto ligi. Vediamone, infatti, il funzionamento nel dettaglio.

Franchigia relativa e franchigia assoluta, quale conviene di più?

La franchigia può essere di due tipi, relativa o assoluta:

  • Con la franchigia relativa il risarcimento del danno può essere sia a carico dell’assicurato che dell’assicurazione. Se il risarcimento è uguale o inferiore alla franchigia stabilita, i danni saranno pagati dall’assicurato. Se, invece, è più alto della franchigia, i danni saranno a carico in toto dell’assicurazione. Esempio: franchigia pari a 500 euro e danno pari a 300 euro, paga l’assicurato; franchigia pari a 500 euro e danno di 600 euro, paga l’assicurazione.
  • Con la franchigia assoluta, invece, sarà sempre l’assicurato a risarcire il danno, ma limitatamente alla somma fissata dalla franchigia. Esempio: franchigia pari a 500 euro e danno pari a 300 euro, paga l’assicurato; franchigia di 500 euro e danno di 700 euro, l’assicurato paga 500 euro e l’assicurazione i restanti 200 euro.

È chiaro che una polizza RCA con franchigia relativa sarà più costosa rispetto ad una con franchigia assoluta. Possiamo dunque concludere che l'assicurazione con franchigia conviene sicuramente a chi ha una buona condotta di guida ed è quindi potenzialmente meno propenso a causare sinistri stradali.

È lo stesso Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), d’altronde, a confermarlo sul proprio sito tra i consigli su come scegliere una polizza: “Tale clausola (la franchigia_, ndr_) può essere conveniente – si legge – nel caso in cui, ad esempio, il veicolo è guidato raramente o da persone molto prudenti e se il livello della franchigia non è eccessivo”.

Oltre che un risparmio sul premio RC auto, l’aggiunta della franchigia può essere vantaggiosa anche in termini di bonus malus. In caso di incidente stradale con pochi danni, che comportino un risarcimento pari o inferiore al valore della franchigia, non scatta il malus sull'assicurazione auto.

Due le conseguenze positive, dunque: l’incidente non sarà segnalato sull’attestato di rischio, ma soprattutto non cambierà la classe di merito di appartenenza. E di conseguenza non aumenterà l’importo da pagare in futuro.

Quando manca la franchigia sull'auto, infatti, le compagnie assicurative tendono generalmente ad aumentare il premio assicurativo, soprattutto se l’automobilista appartiene ad una classe bassa. Sarà, dunque, importante verificare tutti i dettagli indicati nella nota informativa precontrattuale per non incorrere in brutte sorprese in un secondo momento.

Anche per gli atti vandalici vale lo stesso concetto di franchigia. Viene fissata una somma tra cliente e compagnia assicurativa e tutti i danni che superano tale somma saranno rimborsati dall’assicurazione mentre quelli al di sotto di tale cifra saranno a carico dell’assicurato. Anche in questo caso il valore cambia a seconda del mezzo da assicurare, ma in tanti consigliano una cifra bassa in modo da avere una buona copertura e non rimetterci del denaro qualora i danni degli atti vandalici siano minimi.

Assicurazione RC auto con franchigia: è davvero la soluzione più conveniente?

Il prezzo è certamente un fattore che influisce nella scelta di una polizza, ma da diversi anni lo sconto per l’introduzione della franchigia è in calo. In generale si parla di un risparmio medio che non arriva al 15%. Ma un importo più conveniente non sempre corrisponde ad un accordo che consente di sentirsi del tutto protetti.

La franchigia viene spesso applicata direttamente dalle assicurazioni online che, infatti, quasi sempre hanno tariffe più convenienti.

Inserire la franchigia sarà, quindi, conveniente perché fa risparmiare subito, anche se poco, e permette di gestire meglio i sinistri di lieve entità. Come detto, conviene soprattutto per chi ha un basso profilo di rischio, ma anche per un neopatentato ancora in una classe alta. Per lui sarà conveniente sia per avere un premio più basso che per non essere troppo penalizzato in caso di piccolo incidente.

Ma come decidere quale la franchigia più adatta al nostro profilo? Quando si hanno dubbi conviene optare, almeno in una fase iniziale, su una franchigia bassa, per poi, eventualmente, valutare qualcosa di più elevato in fase di rinnovo.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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