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Classe di merito: cos'è e come funziona

Classe di merito: cos'è e come funziona
Le 3 cose da sapere:
  • Cos'è: è un misuratore del livello di sinistrosità del guidatore
  • Come funziona: il passaggio da una classe all'altra avviene sulla base dei sinistri
  • Scopri come funzionano le classi di merito e come mantenerla!

Poche e facili indicazioni per districarsi, senza perdersi, nel complicato mondo assicurativo. In poche parole la classe di merito (CU) è una sorta di misuratore del livello di sinistrosità, cioè misura la quantità di incidenti in cui si è incorsi. Da ciò scaturisce una classe di merito, in termine tecnico legata ad un Bonus/Malus che assegnerà un valore al contraente e lo inserirà in un livello contributivo relativo.

Cos'è la classe di merito

C'era la necessità di trovare un sistema che fosse univoco, ovvero che valutasse diversi parametri e tutelasse l'assicurato a prescindere dalla concorrenza delle compagnie assicurative. Le CU, o classi di merito universali, sono state quindi redatte dall'ISVAP (istituto per la vigilanza delle assicurazioni) nel 2005. Ciò favorisce una migliore trasparenza ed una più limpida concorrenza nel mercato assicurativo. Il livello di sinistrosità, in questo modo, si basa su elementi oggettivi, uguali per tutte le compagnie assicuratrici che si muovono con le stesse regole. Il passaggio da una classe ad un'altra, ovvero da quella per chi è occorso in più sinistri a quella di chi ne ha avuti meno, è omogeneo ed ugualmente riconosciuto da tutte le assicurazioni. Ciò non toglie il fatto che, sempre presenti a monte queste linee guida, le singole società possano applicare delle regole più dettagliate per i propri clienti, con i quali, nel tempo, hanno anche sviluppato, un rapporto di fiducia reciproca. Ovviamente si devono calcolare delle corrispondenze tra le classi di merito universali e quelle interne delle singole agenzie. Per una maggiore comprensibilità dell'appartenenza ad una classe, le compagnie hanno, perciò, l'obbligo di scrivere chiaramente nell'attestato di rischio, ATR (documento obbligatorio per la legge italiana che riporta, con retroattività agli ultimi cinque anni assicurativi, il numero dei sinistri avuti) sia la classe di merito interna raggiunta che quella universale. Vale la pena sottolineare che l'assicurato può anche decidere di cambiare una o più volte l'assicurazione, soprattuto ora che, con le assicurazioni on-line, è assai più facile la consultazionie dei preventivi. Per cui la compagnia assicuratrice è obbligata per legge a depositare l'attestato di rischio, che di fatto è un vero e proprio storico dei sinistri, presso la filiale della nuova nomina di sottoscrizione. Questo deve avvenire tassativamente almeno 30 giorni prima che scada la polizza.

Secondo la legge n. 990/1969 le classi di merito per la stipula obbligatorio di una assicurazione Rca (responsabilità civile auto) sono in tutto 18. La prima è considerata la più virtuosa, sempre meno a scendere. L'assegnazione ad una di queste si ottiene con l'associazione ad un coefficiente. Una volta inseriti in quella di appartenenza, si può determinare la consistenza del premio assicurativo da corrispondere. Il sistema si basa sulla buona condotta del contraente. Coloro che si assicurano per la prima volta vengono introdotti nella classe 14, se non si avvalgono della legge Bersani. Dall'aprile 2007, con la legge n. 40, infatti, i guidatori di ogni età possono godere di un vantaggio. Nell'ottica di offrire alle famiglie un modo per poter risparmiare, si consente di assicurare un nuovo veicolo nella medesima classe di appartenenza dell'intestatario o di un componente della famiglia. Per nuovo veicolo non si intende solo una vettura effettivamente nuova, ma anche un veicolo di seconda mano, ottenuto con regolare passaggio di proprietà registrato. Quindi un veicolo che sarà immatricolato per la prima volta con il richiedente dell'assicurazione. Questi passaggi di classi di merito si intendono solo per la categoria del veicolo: si può effettuare da autovettura ad autovettura, da motoveicolo a motovecolo, purchè non si invertano le categorie. In seguito c'è stato anche una integrazione dovuta ad un decreto, detto Bersani Bis, che sottolinea che in virtù di questa nuova facoltà non si debba accedere comunque ad una classe di merito più bassa per il secondo veicolo intestato all'intestatario oppure ad un familiare convivente.

Ogni qualvolta si verifichi un sinistro, il contraente che per esempio si trovi nella classe 13, salirà a quella inferiore, la 14 e lo stesso dicasi al contrario. Se durante un anno non si incorre in nessun incidente dalla classe 12 si scenderà alla 11.

Esiste la possibilità di evitare l'applicazione del malus, se previsto dal contratto con l'assicurazione, per i soli sinistri di lieve entità, pagando l'importo liquidato dalla compagnia per l'incidente. Ciò comporterà la cancellazione dal proprio ATR dell'incidente. Occorre venire a conoscenza dell'entità dell'importo liquidato, e questo lo si può fare consultando il Fascicolo informativo. Sono valutazioni da farsi per ogni singolo avvenimento. Di fatto se il rimborso dell'esborso per i danni riesce ad evitare un più sostanziale pagamento della quiescenza, è un fatto da prendere in considerazione. Esiste anche un'altra possibilià per non aggravare la propria posizione: cambiare compagnia assicurativa con procedure diverse e da richiedere nei due casi opposti: se a seguito di incidente con procedimento di risarcimento diretto oppure no.

Come mantenere la classe di merito

L'elenco dei casi per poter mantenere il proprio status quo comprende i seguenti: sono previste le permute del veicolo (ma solo previa vendita del veicolo precedente); la rottamazione dello stesso (da effettuarsi presso sfasciacarrozze autorizzato che rilascerà la documentazione del caso); la consegna in conto vendita (sempre a fronte di certificazione certa), l'acquisto di un secondo veicolo con la legge citata; caso di furto. Proprio per quest'ultimo, è consentito rimanere nella stessa posizione, ma solo se, entro un anno dalla data del furto, ovviamente rintracciabile anche dalla denuncia, in caso di dimenticanza, si stipuli un nuovo contratto di assicurazione. Per esempio, poi, si può anche conservare una determinata classe di appartenenza su un veicolo venduto da qualche anno. Si deve controllare l'ultimo attestato di rischio rilasciato dalla compagnia, che conserva cinque anni come termine di validità. In sintesi si mantiene la stessa classe se tra l'acquisto e la vendita della nuova auto non siano trascorsi questi famosi cinque anni. Per la precisione la validità dell'attestato di rischio inizia dalla sua emissione, ovvero dalla scadenza del contratto di assicurazione.

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