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Pubblicato il 24-04-2024 | Aggiornato il 19-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
uomo che cammina in una strada allagata

Gli eventi meteorologici e idrologici estremi sono, in Italia come nel resto del mondo, una crescente minaccia per la salute legata ai cambiamenti climatici. Uno studio condotto laboratorio Enea “Salute a Ambiente” ha evidenziato la criticità di questi fenomeni, riportando una classifica delle regioni italiane più a rischio.

Quali sono quelle che rischiano di più a livello di disagi e vittime?

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I dati emersi dallo studio

Lo studio, svolto da due ricercatrici del laboratorio Enea “Salute a Ambiente” e pubblicato sulla rivista scientifica statunitense "Safety in Extreme Environment", si intitola "Mortalità da eventi meteorologici e idrologici estremi in Italia: una crescente minaccia per la salute legata ai cambiamenti climatici".

Tra il 2003 e il 2020 gli eventi estremi, si legge, "hanno causato complessivamente 378 decessi, di cui 321 per frane e valanghe, 28 per tempeste e 29 per inondazioni". 

Le vittime sono state in prevalenza uomini (297) rispetto alle donne (81), una disparità che potrebbe essere legata a diversi stili di vita e tempi trascorsi all'aperto. Inoltre, ad essere in pericolo, sono soprattutto gli anziani - la cui percentuale in Italia è cresciuta del 24% in 20 anni.

La classifica 

Continua la ricerca: "Le regioni con il maggior numero di decessi e di Comuni coinvolti sono risultate:

  • Trentino-Alto Adige (73 decessi e 44 comuni)
  • Lombardia (55 decessi e 44 comuni)
  • Sicilia (35 decessi e 10 comuni)
  • Piemonte (34 decessi e 28 comuni)
  • Veneto (29 decessi e 23 comuni)
  • Abruzzo (24 decessi e 12 comuni)

Un alto numero di Comuni a rischio è stato riscontrato anche in:

  • Emilia-Romagna (12 decessi)
  • Calabria (10 decessi)
  • Liguria (10 decessi)

Tra le regioni ad alto rischio c’è anche la Val d’Aosta, con 8 decessi, un numero elevato se si tiene conto degli abitanti complessivi".

La banca dati

Secondo le studiose, la mortalità rappresenta il solo indicatore sanitario immediatamente disponibile per tutti i Comuni italiani. L’ENEA, attraverso la sua Banca Dati Epidemiologica, utilizza queste informazioni per condurre studi sull’intero territorio nazionale, utilizzando la mortalità come indicatore di impatto.

Chi rischia di più

Lo studio evidenzia che circa il 50% dei Comuni italiani che hanno registrato almeno un decesso a causa di catastrofi climatiche, si trova in centri montani o poco abitati, dove il rischio di mortalità potrebbe essere legato alla loro vulnerabilità e ai problemi che nascono quando si tratta di prestare soccorso. 

Inoltre, in base ai dati diffusi da Legambiente del 2023 e citati dall’ENEA, oltre il 90% dei comuni italiani e più di 8 milioni di persone corrono rischi a causa di eventi climatici estremi, in particolare:

  • inondazioni (6,9 milioni di abitanti)
  • frane (1,3 milioni)

La prevenzione

Tra gennaio e maggio 2023 si sono verificati 122 disastri legati alla condizioni meteo, in aumento del 135% rispetto allo stesso periodo del 2022. 

Conoscere i rischi e le aree più vulnerabili, secondo le studiose, è indispensabile per adottare misure di prevenzione proteggendo i territori e i loro abitanti. Quest'ultimi, infine, possono valutare la possibilità di proteggere il loro immobile da eventi atmosferici di forte intensità sottoscrivendo una polizza casa.

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